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S’inventò l’aggressione l’autista che puntò l’indice sui No tav

Indagato a Torino per simulazione il guardaspalle della pm che indaga i No Tav. Imbarazzo in procura e nel partito delle Grandi Opere.

di Checchino Antonini

S'inventò l'aggressione l'autista che puntò l'indice sui No tav

«Lo avevamo detto da subito», dicono gli attivisti No Tav dopo che ‘Lo strano caso dell’autista di Rinaudo’ somiglia proprio a quello di Belpietro (e un po’ anche a quello del poliziotto che alla Diaz si accoltellò il giubbotto da solo)! «E così è stato!» si legge sul sito notav.info commentando la notizia che l’ex autista del pm Antonio Rinaudo è indagato per simulazione di reato per aver inventato, secondo le indagini, di essere stato aggredito da tre no tav incappucciati la sera dell’11 aprile. I militanti lamentano che «quando era ora di indicare il movimento notav tra i responsabili tutti subito solerti a scrivere condanne in anticipo». E su altri episodi «ci chiediamo ora con più forza – scrivono – quando s’indagherà veramente». «Delle scuse, che sopratutto le redazioni dei giornali e dei telegiornali dovrebbero farci, non ce ne facciamo nulla – concludono – ora è il momento delle risposte».

Aveva denunciato di essere stato aggredito da un gruppo di sconosciuti: adesso l’autista “guardaspalle” di una dei pm della Procura di Torino affannate con le pratiche del teorema da cuicre sui No Tav è indagato per simulazione di reato. Ma stavolta sono stati gli stessi pubblici ministeri della Procura di Torino, nel corso di un procedimento coordinato dal procuratore reggente Sandro Ausiello, i primi a nutrire dei dubbi e a svolgere accertamenti anche su altre possibilità. Il fascicolo fu aperto inizialmente per il reato di lesioni. Poi, dopo indagini svolte anche dalla Digos, è arrivata la svolta: l’autista, che si è avvalso della facoltà di non rispondere e che è già stato destinato ad altro incarico, adesso risponderà di simulazione di reato.

Imbarazzo nel partito trasversale YesTav che fu pronto a montare il clima contro i movimenti e oggi si dice soddisfatto di scoprire che la magistratura indagherebbe senza pregiudizi. Specie quella torinese che sta imbastendo un teorema di terrorismo contro quattro attivisti che forse sarebbero colpevoli di aver danneggiato una ruspa del sacro Tav.

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