martedì 20 novembre 2018

Cancro al seno, le donne bombardano Renzi di email

Cancro al seno, le donne bombardano Renzi di email

Un’azione di mail bombing per sbugiardare la Presidenza del Consiglio sulle presunte innovazioni legislative a favore di chi è colpito dal cancro al seno.

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa integrale delle Amazzoni Furiose, un collettivo di blogger tutto al femminile. Il diritto alla salute, dicono, si scontra con le norme sul lavoro che tutelano solo in parte le donne colpite da cancro al seno. «Cosa succede a chi è precaria? Che cosa succederà con l’approvazione del Jobs Act che sancisce la precarizzazione a vita di migliaia di lavoratrici e lavoratori?».

di Amazzoni Furiose

Cancro al seno, le donne bombardano Renzi di email

Le donne con il cancro al seno hanno sempre meno diritti. Alcune non ne hanno proprio. E la causa è la totale arbitrarietà con cui l’Inps valuta le domande di invalidità ed handicap presentate da chi viene colpita dalla malattia. A protestare contro questa situazione, che sta diventando sempre più grave, le donne del blog Le Amazzoni Furiose che hanno deciso di sommergere di email la Presidenza del Consiglio e invitano quanti vogliano esprimere loro solidarietà a fare lo stesso (qui).

Sono cominciate da poco le manifestazioni per la IX giornata del malato oncologico e la Presidenza del Consiglio sostiene che “le autorità politiche sono giunte a recepire e concretizzare innovative azioni concernenti la salute e le politiche sociali, la normativa sull’impiego pubblico e privato, le pari opportunità dei malati, le campagne di comunicazione e sensibilizzazione, oltre alla ricerca scientifica, con iniziative ritenute concordemente idonee da attuarsi a diversi livelli: in ambito comunitario, nazionale e locale” (http://governo.it/Presidenza/DICA/EVENTI/malato_oncologico_2013/edizione_2014/index.html).

Parole vuote e toni celebrativi per gli “importanti traguardi legislativi” (http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/giornata_malato_oncologico_2013/azioni_normative.html) di cui la Presidenza del Consiglio si fa vanto: la legge sul part-time che consente ai pazienti oncologici di chiedere la conversione del proprio contratto di lavoro da tempo pieno e tempo parziale? Ma chi un lavoro non ce l’ha? E chi è precaria? Che cosa succederà con l’approvazione del Jobs Act che sancisce la precarizzazione a vita di migliaia di lavoratrici e lavoratori?

Ulteriori “traguardi” sarebbero la velocizzazione e uniformazione dell’accertamento dello stato di invalidità civile ed handicap per i malati oncologici. Entro 15 giorni dalla presentazione della domanda, il paziente deve essere chiamato a visita dall’Asl e, dal 2010, una procedura di valutazione uniforme è stata adottata da parte dell’Inps.

A chiunque sia passato attraverso la trafila burocratica della domanda di invalidità e handicap per cancro tutto questo suona come una grandissima presa per i fondelli. Non solo i tempi continuano a essere biblici, ma il riconoscimento di quel minimo di benefici e` una chimera persino per chi si ritrova con le metastasi, come nel caso della blogger Anna Lisa Russo (http://amazzonefuriosa.blogspot.co.uk/2014/04/rileggendo-anna-staccato-lisa.html).

E che dire della storia di una delle Amazzoni che e` in chemioterapia ma secondo l’Inps sta benissimo? (http://amazzonefuriosa.blogspot.co.uk/2014/05/inps-grande-sfinge-paracula.html) Facciamo conoscere la sua storia alla Presidenza del Consiglio. Inviamo una due, tre, mille email all’indirizzo: centromessaggi@governo.it Oggetto: Inps grande sfinge. Non potranno dire che non gliel’avevamo detto.

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