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Ciak si fuma, quando il cinema nuoce gravemente alla salute

‘Cenere di Stelle’, un libro di due oncologi punta il dito contro ‘la subdola alleanza tra industria cinematografica e quella del tabacco’.

di Marina Zenobio

Ciak si fuma, quando il cinema nuoce gravemente alla salute

Tabacco e cinema, cosa hanno in comune? Molto secondo i due oncologi baresi Edoardo Altomare e Domenico Galetta che, a loro volta, hanno in comune la lotta contro il cancro derivato dal fumo ma anche una grande passione per il cinema. Anzi, precisano, “ne siamo innamorati”. Proprio contro questo grande amore, però, puntano il dito perché, secondo i due oncologi, nella maggior parte dei film realizzati negli ultimi anni, dalle grandi produzioni hollywoodiane alle pellicole girate in Francia, Gran Bretagna e Italia si vedono troppe scene di fumo che riescono a trasmettere al pubblico, soprattutto a quello più vulnerabile rappresentato dagli adolescenti, un messaggio fuorviante: «la sigaretta favorisce le relazioni sociali, fornisce un senso di benessere e relax e rende più attraente il look di chi fuma».

Partendo da queste considerazione Altomare e Galetta hanno deciso di scrivere “Cenere di stelle. Cinema, fumo e adolescenti”, un libro interessante da leggere e bello da sfogliare, promosso dall’Associazione WALCE Onlus (Women Against Lung Cancer in Europe – Donne insieme contro il tumore al polmone), dall’AReS (Agenzia Regionale Sanitaria) della Puglia e realizzato in collaborazione con Carthusia Edizioni che ne ha ideato il raffinato progetto grafico.

Gli autori scrivono che «è proprio nella fascia di età dei teenager che le compagnie produttrici di tabacco, attraverso una subdola alleanza con l’industria cinematografica, continuano a reclutare le future vittime del tabagismo. Ieri Humphrey Bogart e Lauren Bacall, oggi Ryan Gosling e Scarlet Johansson. Con poche eccezioni, e rinnovando un antico patto tra l’industria del tabacco e quella cinematografica, fumano tutte le principali star del cinema mondiale».

In “Cenere di stelle”, corredato da “fumanti” foto di scena, gli autori passano al setaccio quel fascino indiscreto delle star che fumano anche riportando una ricerca cognitivo-neurologica del medico statunitense Dylan Wagner secondo cui «vedere scene di fumo al cinema attiva regioni del cervello coinvolte nella comprensione e nella pianificazione delle azioni».

Riprendendo la ricerca di Wagner, nel loro saggio i due oncologi riportano anche le dichiarazioni rilasciate alla rivista “New Scientist” dal dottore Stanton Glantz del Centro per il controllo del tabagismo presso l’Università della California: «A partire dai bambini che iniziano a fumare, fino agli adulti che cercano disperatamente di smettere, l’industria del tabacco trae enormi benefici dalla presenza del fumo nei film. Le indagini stanno mettendo in connessione biologia e comportamento. Ora il vero problema è capire se l’industria cinematografica intenderà continuare a giocare sporco insieme a quella del tabacco».

L’Organizzazione Mondiale della Sanità da tempo ha confermato che l’esposizione degli adolescenti a scene di fumo nei film è una questione di salute pubblica di primaria importanza. Con “Cenere di stelle”, Altomare e Galetta vogliono porre l’accento sulla necessità di un sistema regolatorio, attualmente in vigore in altri Paesi ma inesistente in Italia, che protegga bambini e adolescenti dall’esposizione a scene di fumo nei film e, soprattutto, sull’urgenza di un intervento su più fronti per contrastare l’improprio uso del cinema come mezzo di promozione del tabacco.

Il volume, destinato in particolare a medici, insegnanti, operatori della sanità e dell’informazione, è distribuito gratuitamente tramite richiesta a WALCE ufficiostampa.ronchetta@gmail.com, oppure direttamente agli autori edoardo.altomare@asl.bari.it e galetta@teseo.it

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