lunedì 24 settembre 2018

Usa, quando un dio cattivo e un padrone peggio negano il diritto alla salute

Usa, quando un dio cattivo e un padrone peggio negano il diritto alla salute

Hobby Lobby, una catena commerciale, nega l’assicurazione sanitaria ai dipendenti che fanno uso di contraccettivi ormonali. Per la Corte Suprema è tutto ok in nome della Bibbia. Si infrange l’illusione che con Obama sarebbe cambiata l’America del Nord

di Barbara Viale

#HobbyLobby è stato tra gli hashtag più twittati negli Stati Uniti nelle ultime due settimane. Hobby Lobby è una catena di centri commerciali per bricolage e arredamento, una sorta di Ikea americana, fondata all’inizio degli anni Settanta da David Greene negli stati meridionali degli USA. Cosa hanno in comune l’hashtag e la catena di supermercati? Entrambe, una come conseguenza dell’altra, rappresentano quel lato dell’America che noi, da Europei, raramente vediamo o capiamo.

Quel lato oscuro, fatto di Bibbia, armi e orgoglio nazionale, quel lato di un’America che l’italiano medio non sa identificare (Bible belt, Oklahoma, Amish, Tennessee) e che non potrebbe capire. Hobby Lobby rappresenta tutti quegli americani che sono ancora legati al Far West, quelli che vogliono l’uomo Uomo e la donna Donna, quelli che nascondono dietro al fervore religioso una bassa scolarizzazione, uno stile di vita ricco ma arretrato, razzismo e quell’ottusità violenta che solo l’alienazione geografica (peggio se autoimposta) può dare. La Corte Suprema degli Stati Uniti ha accolto la settimana scorsa il ricorso della Hobby Lobby di non includere nell’assicurazione sanitaria alle dipendenti 4 dei 20 metodi anticoncezionali riconosciuti dall’Affordable Care Act (che includono anche quelli naturali). I proprietari, di fede evangelica, considerano i contraccettivi ormonali una forma di aborto e pertanto, dopo una serie di udienze, sono approdati alla Corte Suprema invocando il loro diritto di negare parte dell’assistenza sanitaria alle dipendenti per mezzo del Religious Freedom Restoration Act.

Quattro giudici su cinque (tutti uomini, l’unica contraria era l’unico giudice donna) hanno votato, accettando il ricorso di Hobby Lobby. Questa decisione, che pare concernere una parte non rilevante della popolazione, crea in realtà un precedente, che nel sistema di common law (il sistema giuridico anglossassone) fa giurisprudenza e che sarà molto difficile estirpare: sulla salute dei dipendenti (delle donne in questo caso, ma un giorno potrebbero essere gli uomini) prevale il credo religioso del datore di lavoro. Questo significa anche che oggi la lobby cristiana in America è molto forte, ma nulla vieta che possano emergere e consolidarsi nel tempo altre lobbies altrettanto radicali ma in contrasto con quello che i cristiani americani ritengono accettabile. Se dovesse radicarsi una lobby islamica (orrore, orrore!), in un secolo potremmo vedere la Corte Suprema accettare che un datore di lavoro imponga come requisito l’infibulazione. La lobby ebraica potrebbe ricorrere alla sentenza Hobby Lobby per imporre che tutti coloro che lavorano per società ebraiche siano circoncisi.

Ma non c’è bisogno di ricorrere a scenari apocalittici, la situazione è già abbastanza grave. Per cercare di arginare il danno un gruppo di democratici sta mettendo a punto una proposta di legge (che dovrà passare sotto le forche Caudine della House of Represntatives a maggioranza repubblicana e del Senato) che rovesci la situazione dimostrando come nessuna legge federale consenta di mettere il Religious Freedom Restoration Act davanti al diritto alla salute dei cittadini. Ma nell’America che tanto strenuamente si opposta all’ObamaCare (l’assistenza sanitaria per tutti) sembra una lotta impari: il piccolo Davide che combatte per proteggere i suoi diritti e il gigante Golia che si arma della Bibbia per calpestarli meglio.

Non c’è molto atro dire, se non voltare uno sguardo amareggiato all’America di Obama e di un sogno americano che, al di fuori delle piccole eclatanti cose, tarda a realizzarsi, e forse gli unici che credono ancora nel sogno americano sono proprio i Veltroni-boys (che poi sono anche i fan di Papa Francesco), quelli che credevano che uno slogan e un presidente nero o un Papa finto-povero fossero la chiave per cambiare il mondo.

L’America e lo Stato Vaticano sono tra i più potenti e misconosciuti Stati al mondo, chi poteva veramente credere che una persona all’apparenza “diversa” potesse rappresentare il cambiamento che nessuno, all’interno dell’establishment, davvero vuole?

 

 

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