«Forse sei lesbica? Via dalla nostra scuola cattolica!»

«Forse sei lesbica? Via dalla nostra scuola cattolica!»

Sembra quasi l’inquisizione: “smentisci che sei lesbica o ti licenziamo”. Accade al Sacro cuore di Trento, a cui lo Stato destina contributi pubblici.

di Marina Zenobio

Scuola cattolica e paritaria di Trento epura insegnante lesbica

La valutazione che ha portato Eugenia Libratore, madre superiore della scuola cattolica del Sacro cuore di Trento, ad epurare una insegnante perché sospettata di essere lesbica, è stata “di carattere etico morale”, così afferma la suora. Ora ci si aspetta che lo Stato italiano – che destina a questa stessa scuola contributi pubblici – faccia la sua di valutazione etico morale riguardo una violazione del diritto fondamentale, per chiunque e sancito dalla Costituzione, ad avere un proprio orientamento sessuale senza doverne rendere conto a nessuno.

L’insegnante ha raccontato che due giorni fa è stata convocata dalla direttrice che dopo averle fatto i complimenti per il lavoro svolto le ha detto che però c’era un problema, certe chiacchiere sul su conto che andavano assolutamente smentite. Per la precisione madre Eugenia Libratore le ha chiesto se fosse vero che avesse una compagna. “Le ho risposto – ha riportato l’insegnate – che sono cose che attengono alla mia sfera privata, estranee alla mia professione, che la mia vita sessuale e sentimentale non può essere oggetto di una discussione” ha quindi deciso di non smentire le “chiacchiere” sul su conto e non le è stato rinnovato il contratto di lavoro.

Ma l’insegnate è lesbica? È etero? E’…..? Lei a questa domanda non ha risposto e giustamente non risponderà ed è inaccettabile e incostituzionale che dall’orientamento sessuale di una persona possa dipendere i rinnovo di un contratto di lavoro, non si può indagare sotto le lenzuola dei e delle dipendenti.

Durissima l’Arcigay, che pretende che la Provincia chieda spiegazioni a una scuola paritaria finanziata con denaro pubblico. L’assessore provinciale alle Pari Opportunità, Sara Ferrari, sottolinea come l’ordinamento italiano vieti licenziamenti discriminatori basati sull’orientamento sessuale del lavoratore.Sembra quasi l’inquisizione: “smentisci che sei lesbica o ti licenziamo”. Accade al Sacro cuore di Trento, a cui lo Stato destina contributi pubblici.

Di fronte a questa violazione dei diritti gay, a prescindere che l’insegnante di Trento lo sia o meno, le associazioni Arcilesbica nazionale, Agedo nazionale, Equality Italia e Famiglie arcobaleno hanno chiesto l’intervento del ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini. “Le nostre associazioni assicurano del proprio sostegno la vittima odierna dell’imbecillità e dell’odio omofobico e richiamano l’attenzione sul fatto che la scuola protagonista dell’episodio di discriminazione sia peraltro finanziata con fondi pubblici. Chiediamo al ministro Giannini di intervenire per restituire all’insegnante offesa la sua dignità di persona”, si legge nella denuncia delle associazioni.

“Il ministero – ha fatto sapere Giannini “valuterà il caso di Trento con la massima rapidità e se emergesse un episodio “legato a una discriminazione di tipo sessuale agiremo con la dovuta severità”. Il ministero intende procedere – ha spiegato il ministro – ad “un confronto chiaro e doveroso con le parti coinvolte”. “In queste ore – ha aggiunto – sto raccogliendo gli elementi utili a comprenderne tutti gli aspetti. Laddove ci trovassimo di fronte a un caso legato ad una discriminazione di tipo sessuale agiremo con la dovuta severità”.

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3 Comments

  1. Francesca

    Mi pare una montatura. Anzitutto, nessuno è tenuto a comunicare il proprio orientamento sessuale al lavoro o ad altri. Sono affari suoi. Inoltre, secondo la versione vigente dello stesso catechismo cattolico, essere omosessuali non è peccato. Caso mai il problema si pome circa i comportamenti attivi sessualmente disordinati o contrari alla fisiologia umana (intesa come eterosessuale,) ma non circa le tendenze personali.

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    1. Checchino Antonini

      accidenti ci hai scoperto! che maligni che siamo. ti prego non specificare i “i comportamenti attivi sessualmente disordinati o contrari alla fisiologia umana”, ma non vi avevano processato tutti a Norimberga?

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