Siamo la Jump Street e stiamo per jumparvi nel culo

Siamo la Jump Street e stiamo per jumparvi nel culo

Arriva nelle nostre sale 22 Jump Street, commedia demenziale sequel di quel 21 e ispirata all’omonima serie televisiva degli anni Ottanta. Su Popoff la recensione.


Il trailer del film

 

I sequel, i remake e i reboot sono ospiti fissi nelle uscite cinematografiche estive, come ci insegna l’esperienza (terribile) dei Transformers (qui la nostra recensione). Tutti prodotti banali, per lo più inguardabili e che s’impongono al botteghino per l’ovvia mancanza di alternative di qualità. Così può accadere, per esempio, che allo spettatore più esigente e carico di pregiudizi nei confronti del mese di luglio (quello spettatore che magari ha un abbonamento al cinema di undici mesi) possa sfuggire una buona pellicola in uscita proprio nel mese che ha depennato dal calendario personale. Una pellicola dalle apparenze ambigue e patinate, sponsorizzata da una locandina che sembra presagire un b-movie inguardabile. Una pellicola come 22 Jump Street che, tra l’altro, è il sequel del fortunato 21 Jump Street (ispirato all’omonima serie televisiva che aveva tra i protagonisti anche Johnny Depp).

 

«Tu vuoi un’investigazione aperta?/Dico solo che provarci potrebbe farci bene». Il film, diretto di nuovo da Phil Lord e Christopher Miller, parte come un classico buddy movie per poi sconfinare, allargare gli orizzonti e le possibilità: diventa film d’azione, poi commedia demenziale, poi poliziesco e poi citazione. «Siamo sbirri!/ Sembrate il riassunto della brutta copia di quelli di Miami Vice». Perché la forza, la specialità di questo prodotto (che è un prodotto volutamente) è la strabordanza (concedetemi la licenza poetica) di citazioni cinematografiche usate per prendere in giro se stesso, tutti i generi, tutti i sequel, tutti i remake, tutto il cinema. «Vuoi fare come Mr. & Mrs. Smith!/No, non è una lotta sexy!».

 

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Una presa in giro che è psicopatica ma in maniera intelligente, follemente geniale nello sfruttare i tecnicismi registici e nel piegarli alla propria volontà.

 

Jonah Hill e Channing Tatum tornano, dunque, a vestire i panni degli imbranati cops trasferiti forzatamente al numero “vietnamita” ventidue di Jump Street. Di nuovo sotto copertura, di nuovo a caccia di spacciatori di Work Hard, Play Hard (nota come WhyPhy e no, non è una rete) in uno scenario però diverso, quello del collegeamericano. «Ci sono i bagni misti…/Allora non cacherò finché saremo qui». Tra gag imbarazzanti e scene in cui ride anche il critico più spietato (con la mano davanti, per non farsi vedere) si srotola una sceneggiatura che riesce ad avere colpi di scena e a mantenere un ritmo forsennato fino alla fine. «Hai novantanove problemi tranne quello di sembrare giovane». Con momenti di altissimo slapstick (vedi il pranzo tra famiglie) e di filosofia spicciola che ironizza per banalizzare un problema (come quello della discriminazione sessuale) che nel 2014 non dovrebbe proprio esistere, Lord e Miller riescono a intrattenere e, allo stesso tempo, fottere il sistema. Quello hollywoodiano, quello scolastico, quello delle confraternite, quello istituzionale, quello industriale, quello sociale. Quello del “luglio al cinema”. Insomma, tutti i tipi di sistema che vi possono venire in mente.

 

«Se non dici mai niente, la gente non smetterà di discriminare!/Ha letto un libro di sessuologia e adesso crede di essere Harvey Milk». Anche Tatum riesce a dissacrare se stesso («Mi dispiace di essere stato omofono») e, ormai s’è capito, dovrebbe fare solo film così per essere preso sul serio. «Sono una Beyoncé solista adesso, una volta avevo le Destiny’s Child». E Hill si conferma volto necessario in una commedia degna di portare questo nome. Questi due sono «abbastanza Fast e anche troppo Furious» e sono riusciti a farmi rimbombare nella testa un certo Zoolander e un certo Ben Stiller. «Dì qualcosa di fico quando lanci la bomba!/Qualcosa di ficoooooooo!». E se volete una versione alienata dello Spring Break (che è già alienato di suo) questo è proprio il film che fa per voi.

 

«2121. Jump Street». C’è da divertirsi pure sui titoli di coda. Godeteveli, tra locandine, gadget, video-game e altre innumerevoli citazioni (c’è pure l’inevitabile sostituzione dell’attore).

Alla fine vi ritroverete a ordinare un cotton-sandwich al bar. O a credere di aver vissuto un trip in uno strano split screen.

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22 Jump Street

Regia di Phil Lord, Christopher Miller

Con Jonah Hill, Channing Tatum, Peter Stormare, Ice Cube, Dave Franco

Titolo originale: 22 Jump Street

Azione, 112 min.

USA, 2014

Uscita mercoledì 23 luglio 2014

Voto Popoff: 4/5

 

mipiace da vedere se: vi piacciono le commedie demenzialmente intelligenti e ricche di citazioni

nonmipiace da non vedere se: non siete esperti cinefili, finireste per non capire tutti i riferimenti cinematografici

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2 Comments

  1. Valent1naOrs1n1

    Quant’è vero, la locandina garantirebbe da sola un attacco di orticaria da sala, ma la tua recensione promette meglio di quella facciona di gomma di Tatum che…Dio quanto mi è indigesto! ^_^

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