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Gaza: rifugiati senza rifugio. La diplomazia arranca. Brasile richiama ambasciatore

Cresce il numero dei morti a Gaza. Vittime anche in Cisgiordania durante la marcia su Gerusalemme. Domani al Colosseo manifestazione dei giovani palestinesi in Europa.

di Marina Zenobio

Fermiamo il massacro di Gaza. Immagine della manifestazione di ieri a Roma
Fermiamo il massacro di Gaza. Immagine della manifestazione di ieri a Roma

Nella tarda serata di ieri, mentre la partecipatissima manifestazione romana contro il massacro di Gaza volgeva al termine, è arrivata la notizia che l’artiglieria israeliana aveva colpito il rifugio Unrwa di Beit Hanoun (a nord della Striscia) provocando 17 morti tra i rifugiati palestinesi e 200 feriti, con buona pace dell’inviolabilità dell’Onu e della legge umanitaria. Ma di umano questa guerra non ha nulla e sull’inviolabilità dell’Onu stendiamo un velo pietoso. Poche ore prima dell’attacco al rifugio di Beit Hanoun, portavoce dell’Unrwa Chris Gunness, aveva fatto sapere che tre insegnanti dello staff Unrwa erano state uccise in un attacco israeliano, due nelle loro case, la terza mentre tornava dopo un giorno di lavoro in uno degli 83 rifugi dell’agenzia che, complessivamente, ospitano 141 mila rifugiati. Rifugi ormai diventati target anch’essi del fuoco israeliano.

 
qlanadiyaNel corso della notte, anche in Cisgiordania si sono verificati durissimi scontro, con scene che, secondo testimoni, ricordano l’intifada, lungo il percorso della marcia verso Gerusalemme, organizzata dai palestinesi del campo profughi Amari a Ramallah. Erano oltre 10 mila e gli scontri con i militari israeliani si sono verificati al checkpoint di Qalandiya. Due palestinesi, Mohammad al-Araj e Muhammar Arar, sono stati colpiti e uccisi da pallottole israeliane. I palestinesi hanno risposto con pietre e molotov.

E sale così a 805 il numero di palestinesi uccisi oltre i cinque mila i feriti, cifre che tendono inesorabilmente a salire di ora ora, in attesa di una tregua improbabile viste le condizioni imposte da Israele.
Il segretario di stato Usa John Kerry ha infatti presentato alle parti una proposta di tregua di una settimana, durante le quali Israele e Hamas dovrebbero incontrarsi al Cairo, ma le forze di Tel Aviv non sono disponibili a lasciare del tutto la Striscia di Gaza, cosa contestata dai palestinesi.

Per quanto riguarda l’attacco alla scuola dell’Unrwa di Beit Hanoun, il segretario generale dell’Onu Ban Ki Moon, come da prassi, ha condannato, gli Stati Uniti si dicono “rattristati e preoccupati” per quello che definiscono “un tragico incidente”, l’Italia e tutta l’Unione Europea si è astenuta al voto per una risoluzione richiesta dall’Onu per indagare sui presunti crimini di guerra commessi dai militari israeliana (29 voti a favore – Cina, Russia, Paesi arabi e Latino Americani e africani -, 17 astenuti, tra cui l’Italia e tutti i paesi Ue – e 1 voto contrario, quello degli Stati Uniti).

Soltanto dall’America Latina stanno arrivano prese di posizione determinate e prive di ambiguità. Anche il Brasile ha richiamato in patria il suo ambasciatore a Tel Aviv, così come già fatto dall’Ecuador e dal Cile che ha interrotto le relazioni commerciali con Israele.

“Il governo brasiliano – recita una nota ripresa dai media israeliani – considera inaccettabile l’escalation di violenza. Condanna fermamente l’uso sproporzionato della forza da parte di Israele a Gaza”. Stizzita la reazione del ministro degli esteri israeliano Lieberman che ha contestato: “ Questa condotta mostra perché il Brasile, che è una potenza culturale ed economica, resta irrilevante nell’arena internazionale”.

Domani pomeriggio alla 18 a Roma, in piazza del Colosseo, mobilitazione internazionale lanciata dai giovani palestinesi in tutta Europa.

giovani palestinesi europei

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