sabato 22 settembre 2018

“Riforme”, L’Altra Europa contro la tagliola di Renzi

“Riforme”, L’Altra Europa contro la tagliola di Renzi

Un presidio in solidarietà, il 30 luglio, coi senatori che provano a intralciare le pulsioni autoritarie e incostituzionali di Renzi

di Checchino Antonini

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30 luglio, ore 19. Chi è a Roma e sta in ansia per i ricaschi sulla Carta di quello che Renzi spaccia per “riforna” si incontrerà in piazza delle Cinque Lune, a due passi dal Senato. Qualcuno ci prova a mettere in discussione le pulsioni autoritarie del Pd: L’Altra Europa con Tsipras, che ha appena tenuto, il 19 luglio scorso, la propria assemblea nazionale, si oppone alle riforme del governo Renzi e sulle modalità con cui vengono portate avanti. E denuncia la “tagliola”, la metafora crudele (è una trappola che uccide per dissanguamento le sue vittime) con cui si mette il bavaglio al dibattito in Aula.
“Con le senatrici e i senatori in lotta contro lo stravolgimento della Costituzione”, dice il comunicato della Lista Tsipras che lancia l’appello per un presidio di solidarietà con le “senatrici e i senatori che in questo momento stanno combattendo una dura battaglia parlamentare contro lo stravolgimento della Costituzione”. «Vogliamo dire: non siete soli! La vostra battaglia è anche la nostra! Non sarà il bavaglio della “ghigliottina” o della “tagliola” a fermarla».
Gli attivisti della lista della sinistra alternativa al Pd sono persuasi che l’azione dei senatori di opposizione di Sel, Lega e M5s stia accendendo «i riflettori su una manomissione della Costituzione che si vuole imporre nel clima di distrazione di un Paese in cui scuole, università, fabbriche e uffici stanno chiudendo per le ferie estive. Nonostante il linciaggio mediatico, la campagna di bugie e le pesanti pressioni istituzionali» cui sono sottoposti.
«Noi pensiamo che non possa essere legittimato a cambiare la Costituzione un Parlamento figlio di una legge elettorale incostituzionale. Siamo convinti che la riduzione del Senato a una Camera di serie B, l’innalzamento delle firme necessarie per l’esercizio di istituti di democrazia diretta, assieme alla approvazione dell’Italicum, travolgerebbero ogni logica democratica di equilibrio e di bilanciamento dei poteri».
Infatti, grazie ad abbondanti premi di maggioranza e antidemocratiche soglie di sbarramento si cancellerebbe il diritto di milioni di cittadini a essere rappresentati in Parlamento e si metterebbero nelle mani dell’Esecutivo, espressione di una minoranza di elettori, organi di garanzia essenziali, come il Presidente della Repubblica, la Corte Costituzionale e gli organi di governo della magistratura. «Ci auguriamo che l’allarme che state lanciando a tutto il Paese induca il resto del Senato a ragionare, a non farsi complice di un progetto autoritario, di un vero e proprio furto di democrazia. A questi senatori e a queste senatrici noi diciamo: fermatevi».

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