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Homein fondo a sinistra“Riforme", L'Altra Europa contro la tagliola di Renzi

“Riforme”, L’Altra Europa contro la tagliola di Renzi

Un presidio in solidarietà, il 30 luglio, coi senatori che provano a intralciare le pulsioni autoritarie e incostituzionali di Renzi

di Checchino Antonini

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30 luglio, ore 19. Chi è a Roma e sta in ansia per i ricaschi sulla Carta di quello che Renzi spaccia per “riforna” si incontrerà in piazza delle Cinque Lune, a due passi dal Senato. Qualcuno ci prova a mettere in discussione le pulsioni autoritarie del Pd: L’Altra Europa con Tsipras, che ha appena tenuto, il 19 luglio scorso, la propria assemblea nazionale, si oppone alle riforme del governo Renzi e sulle modalità con cui vengono portate avanti. E denuncia la “tagliola”, la metafora crudele (è una trappola che uccide per dissanguamento le sue vittime) con cui si mette il bavaglio al dibattito in Aula.
“Con le senatrici e i senatori in lotta contro lo stravolgimento della Costituzione”, dice il comunicato della Lista Tsipras che lancia l’appello per un presidio di solidarietà con le “senatrici e i senatori che in questo momento stanno combattendo una dura battaglia parlamentare contro lo stravolgimento della Costituzione”. «Vogliamo dire: non siete soli! La vostra battaglia è anche la nostra! Non sarà il bavaglio della “ghigliottina” o della “tagliola” a fermarla».
Gli attivisti della lista della sinistra alternativa al Pd sono persuasi che l’azione dei senatori di opposizione di Sel, Lega e M5s stia accendendo «i riflettori su una manomissione della Costituzione che si vuole imporre nel clima di distrazione di un Paese in cui scuole, università, fabbriche e uffici stanno chiudendo per le ferie estive. Nonostante il linciaggio mediatico, la campagna di bugie e le pesanti pressioni istituzionali» cui sono sottoposti.
«Noi pensiamo che non possa essere legittimato a cambiare la Costituzione un Parlamento figlio di una legge elettorale incostituzionale. Siamo convinti che la riduzione del Senato a una Camera di serie B, l’innalzamento delle firme necessarie per l’esercizio di istituti di democrazia diretta, assieme alla approvazione dell’Italicum, travolgerebbero ogni logica democratica di equilibrio e di bilanciamento dei poteri».
Infatti, grazie ad abbondanti premi di maggioranza e antidemocratiche soglie di sbarramento si cancellerebbe il diritto di milioni di cittadini a essere rappresentati in Parlamento e si metterebbero nelle mani dell’Esecutivo, espressione di una minoranza di elettori, organi di garanzia essenziali, come il Presidente della Repubblica, la Corte Costituzionale e gli organi di governo della magistratura. «Ci auguriamo che l’allarme che state lanciando a tutto il Paese induca il resto del Senato a ragionare, a non farsi complice di un progetto autoritario, di un vero e proprio furto di democrazia. A questi senatori e a queste senatrici noi diciamo: fermatevi».

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