Gaza senza tregua. Israele richiama altri 16 mila riservisti. Gli Usa inviano altre armi a Tel Aviv.

Gaza senza tregua. Israele richiama altri 16 mila riservisti. Gli Usa inviano altre armi a Tel Aviv.

L’aggressione israeliana a Gaza non si fermerà. Israele rimpolpa il suo esercito mentre gli Stati uniti inviano altre armi. Morales dalla Bolivia condanna “Israele stato assassino”.

di Marina Zenobio

Gaza 31 luglio

“Nulla è più vergognoso che attaccare dei bambini mentre dormono”. Con queste parole il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon ha con forza condannato il bombardamento della scuola-rifugio dell’Unrwa di Jabaliya (la quinta colpita dall’inizio dell’aggressione israeliana), aggiungendo che “Tutte le prove a disposizione indicano che ad attaccare è stata l’artiglieria israeliana”.

Anche la Casa Bianca ha condannato l’attacco alla scuola, ma la pena di Obama è durata pochi secondi. Gli Usa – che secondo Noam Chomsky si sono aggiudiati il titolo di “leader mondiali in crimini internazionali” – hanno inviato a Tel Aviv altre armi: mortai 120mm e munizioni per lanciagranate da 40 mm. Nella riunione di gabinetto di ieri il governo Tel Aviv ha richiamato altri 16 mila riservisti che sommati ai militari già in azione diventano 86 mila. Tutto lascia dunque presagire che l’offensiva israeliana su Gaza non solo non si fermerà ma diventerà più sanguinosa e drammatica. Oramai Israele attacca indiscriminatamente scuole Unwra, ospedali, parchi giochi, mercati e moschee.

Dopo i bombardamenti di ieri sulla scuola e su un mercato di Gaza, la notte scorsa altri 5 palestinesi sono morti negli attacchi a Khan Younis e Rafah.

L’agenzia Maan riporta che il numero dei palestinesi uccisi è 1364, (di cui 315 bambini e 166 donne) 7200 i feriti (di cui 2.307 bambini e 1.529 donne). Dei 400 mila sfollati della Striscia 220 mila sono rifugiati nelle strutture dell’Unrwa, ormai diventate obiettivi anch’esse dell’artiglieria israeliana.

Nel corso di una intervista ad Al Jazeera, il direttore dell’Unrwa, Chistopeher Gunnes, non regge la rabbia e tensione emotiva e scoppia in lacrime dopo aver dichiarato che se Tel Aviv continuerà ad attaccare dovrà farsi carico degli sfollati che sta provocando, in quanto potenza occupante, perché l’agenzia non sarà più in grado di farlo.

Con 4.987 case completamente e 26.270 parzialmente distrutte, è diventato estremamente difficile trovare riparo a Gaza. Nelle scuole dell’Unrwa, affollate, carenti di bagni, cibo e acqua e comunque target dei raid israeliani, la popolazione vive in condizioni pessime.

La diplomazia è paralizzata. Oggi al Cairo dovrebbero incontrarsi una delegazione di Hamas e dell’Olp per discutere di nuovo della proposta di tregua egiziana, forse per chiedere di mettere Gaza sotto protettorato internazionale. Ma non si intravvedono reali possibilità di un cessate il fuoco con Israele che ha incrementato il numero dei soldati in azione e gli Usa che hanno inviato altre armi all’esercito di Tel Aviv.

Ieri il presidente della Bolivia, Evo Morale, ha fatto carta straccia di un trattato firmato con Israele nel 1972 che permetteva ai cittadini israeliani di entrare liberamente nel paese senza visto. Morales ha dichiarato Israele “stato assassino” perché “non garantisce i principi di rispeto per la vita e i precetti basilari del diritto che governano la coesistenza pacifica e armoniosa della nostra comunità internazionale”

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