giovedì 15 novembre 2018

Gli attivisti NoMuos denunciati sono pronti a tornare a Niscemi

Gli attivisti NoMuos denunciati sono pronti a tornare a Niscemi

Divieto di dimora a Niscemi per 29 militanti NoMuos identificati nel corso della manifestazione dell’anno scorso. Il 9 agosto manifestazione nazionale.

di Marina Zenobio

manifestazione No Muos

A pochi giorni dall’apertura del campeggio NoMuos (dal 6 al 12 agosto) a Niscemi, in provincia di Caltanissetta, ma soprattutto in vista della manifestazione nazionale in programma per il 9 agosto, la Procura di Gela ha fatto pervenire a 29 attivisti il divieto di dimora nell’intero comune di Niscemi. Si tratta di militanti identificati nel corso di una manifestazione dell’estate scorsa, davanti la base di contrada Ulmo dove si sta installando il Muos, sistema di comunicazioni satellitari della Marina militare degli Usa, e durante la quale si sono registrati scontri con le forze dell’ordine. I NoMuos raggiunti dal provvedimento provengono da diverse città siciliane (Palermo, Messina, Catania, Siracusa, Trapani, Caltanissetta e Caltagirone) e alcuni residente nel Nord Italia.

Gli attivisti non hanno però alcuna intenzione di arrendersi e hanno denunciato: “il grave livello di repressione che si è tradotto in violazione di libertà personale subita dagli attivisti a cui è stata notificata una misura cautelare del divieto di dimora nel Comune di Niscemi e l’impedimento altresì di accedere anche in maniera temporanea alla suddetta area”. Questi provvedimenti non riusciranno quindi a sortire gli effetti sperati dalla magistratura perché “ il movimento intero con tutte le sue sfaccettature rivendica e difende le pratiche contestate in quanto pratiche di movimento condivise da tutti che da Niscemi alla Val di Susa – ha affermato Fianella Giordano del coordinamento regionale dei Comitati NoMuos continuando – pratiche che raccontano una Sicilia che resiste e si prepara a tornare a Niscemi dal 6 al 12 agosto nonostante divieti e denunce, in maniera assolutamente unitaria e decisa”

Questi provvedimenti, che giungono proprio alla vigilia del corteo del 9 agosto, per gli attivisti rappresentano la chiara volontà di provare a scoraggiarne la partecipazione che invece si aspettano sarà comunque alta e determinata.

Pietro Muratore del comitato NoMuos Palermo ha precisato: “La magistratura, così solerte nell’inviare questi provvedimenti, non si è presa alcuna responsabilità nel verificare con quali criteri la base (che ospiterà il sistema di comunicazioni satellitari della Marina militare degli Usa)

sia stata costruita in una riserva naturale sottoposta a vincoli ben precisi, quali effetti avrà sulle popolazioni in termini di danni alla salute. Invece di indagare su tali questioni ben più pericolose per la salute dei cittadini si preferisce colpire gli attivisti che prendono parte alle manifestazioni in nome di una libertà di espressione che dovrebbe essere garantita e che invece viene costantemente lesa”.

Ivan Lupo, portavoce dei centri sociali di Palermo, ha dichiarato: “Questi divieti di dimora e in più in generale tutti i provvedimenti repressivi, non sono che divieti di vivere e difendere la nostra terra esposta a enormi e gravi rischi ai danni dell’ambiente e della salute. L’anno scorso abbiamo invaso la base per ricordare a chi ci governa, ci reprime e si erge a difesa di un esercito straniero che i veri invasori sono loro e non noi che reclamiamo il diritto all’autodeterminazione dei luoghi che amiamo e viviamo, la libertà personale di manifestare per ciò in cui crediamo. Pertanto come centri sociali palermitani, parte integrante di questo grande e composito movimento, ribadiamo la nostra assoluta partecipazione alla manifestazione del 9 agosto perché questi atti giudiziari non ci fanno di certo intimidire né desistere dal raggiungimento dei nostri obiettivi”.

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