Ebola, sbatti il negro in prima pagina: le infamie dei fascisti italiani

Ebola, sbatti il negro in prima pagina: le infamie dei fascisti italiani

La fabbrica delle menzogne su Ebola. Ultimamente la fissazione dei fascisti è la xenofobia epidemiologica! Cercano di insinuare il dubbio che gli extracomunitari sono sempre appestati

di Federigo Borromeo

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I fascisti sono seriali e ripetitivi. E’ notorio il loro odio per il pensiero scientifico. Si nascondono sotto varie maschere: ma sono soliti utilizzare dati strampalati o estrapolare a vacca alcune impostazioni dal contesto generale. Per esempio sul razzismo, farneticando di razze umane pure da selezionare quando qualunque genetista conosce bene il lussureggiamento degli ibridi, cioè la possibilità accresciuta di fitness, in sostanza di sopravvivenza, quando i gameti che danno origine a uno zigote, cioè a un nuovo essere vivente, provengono da genitori di popolazioni molto diverse!

Ultimamente la loro fissazione è la xenofobia epidemiologica! I fascisti cercano di insinuare il dubbio nell’opinione pubblica che gli extracomunitari sono sempre appestati, pertanto da bruciare vivi o almeno da espellere d’urgenza dal sacro territorio nazionale. La canea xenofoba, unita allo scarso approfondimento scientifico nelle scuole italiane (tipico del diffuso cattolicesimo reazionario nazionale) cerca di diffondersi sempre più, per esempio anche in parti reazionarie delle forze dell’ordine preposte ai compiti di ordine pubblico nei confronti dei migranti.

Spesso i fascisti credono veramente alle loro boiate, altre volte le diffondono sapendo di mentire, organizzando a bella posta bufale e dicerie anche sui social network. Si apprende da La Repubblica online del 6 agosto: “ Con un’indagine difficile ma velocissima la polizia postale è arrivata all’autore del falso allarme lanciato su Facebook per tre casi di Ebola a Lampedusa. L’uomo, un torinese di 44 anni, un artigiano simpatizzante di estrema destra (sul suo profilo Facebook, oltre alla “bufala” su ebola, c’erano numerose foto di Mussolini) e con precedenti di xenofobia, è stato denunciato. La polizia è inoltre riuscita a cancellare la falsa notizia da oltre 27 mila profili Facebook che l’avevano condivisa, oltre alla macabra foto che l’accompagnava. La foto raccapricciante postata su Facebook – spiega il direttore della Polizia postale e delle Comunicazioni, Antonio Apruzzese – raffigurava il volto di una persona sfigurata dalle piaghe, mentre il messaggio raccontava di tre casi di Ebola a Lampedusa, e proseguiva ‘scienziati e medici temono epidemia globale. La foto e il messaggio in pochissimo tempo sono dilagate su Facebook. “Con un’indagine complessa siamo riusciti a risalire all’autore del messaggio – aggiunge Apruzzese – lo abbiamo raggiunto nella sua casa di Torino e non ha potuto che confessare di essere stato lui a confezionare il falso”.

I nazifascisti di spessore sono assolutamente rispettosi del Principio di menzogna, il cui massimo esponente è stato il boia nazista che risponde al nome di Goebbels. Mentire e organizzare bufale, sempre: come nel caso dell’incendio del Reichstag attribuito falsamente e oscenamente a Dimitrov.

Se il mussoliniano torinese xenofobo fa parte di qualche organizzazione fascista delle più note, siamo certi che ci sarà il solito comunicato stampa che smentirà l’appartenenza minacciando querele e quant’altro. Al più, diranno, “era una persona vicina all’organizzazione che poi si è allontanata”. Visto che il numero complessivo dei neofascisti attivi in Italia non supera le 2000 unità e che risultano militanti solo i capetti nazionali e regionali, questi allontanamenti a comando quando i camerati sono coinvolti in brutte e/o infami storie penali…comincia a puzzare di sotterfugio meschino!

Per tornare a bomba sulla diffusione del virus Ebola, la questione è seria e non ha bisogno di nessuna enfasi. Purtroppo in queste ore il sensazionalismo delle prime pagine sbatte la notizia del primo presunto caso europeo, in uno spagnolo, di Ebola. Pure questa è una piccola bufala: si tratta invece di un missionario spagnolo rientrato con aereo militare sanitario iberico, ricoverato in unità ospedaliera di infettivologia e contagiatosi in area africana ad alto rischio. Quindi in Europa non ci sono stati casi “interni” di Ebola! Non si può escludere, vista la alta contagiosità del virus, che Ebola si possa diffondere nel futuro in Europa. E’ difficile assai che l’Italia possa essere tra i primi paesi dove si sviluppi un outbreak di Ebola ed è probabile invece che se ciò avverrà sarà in quei paesi come UK e USA che hanno tradizionalmente molti scambi con Sierra Leone e Liberia! Attualmente la diffusione dell’Ebola in Nigeria è stata sporadica; un aggravamento della diffusione in Nigeria sarebbe un motivo di preoccupazione perchè la Nigeria per varie ragioni geopolitiche ha interazioni profonde con tutta l’Europa.

Anche l’enfasi data a un recentissimo caso di lebbra riscontrato in un uomo bengalese a Treviso è profondamente infondata. Si legge su il Mattino del 7 luglio : “Momenti di apprensione all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso: su un paziente ricoverato nel reparto di malattie infettive è stata diagnosticata una forma di lebbra. Il paziente, un uomo di nazionalità bengalese di 37 anni, in Italia da circa 8 anni, è residente nel Comune di Quinto di Treviso. A dare notizia della scoperta della malattia è stato il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia che, non appena informato dal direttore generale dell’Ulss 9 Giorgio Roberti e dal direttore generale della sanità veneta Domenico Mantoan, ha incaricato quest’ultimo di “alzare al massimo livello la sorveglianza sanitaria, la prevenzione e la profilassi su tutto il territorio, sia a livello ospedaliero che territoriale”.Il Dipartimento di Prevenzione dell’Ulss 9 ha attivato i protocolli del caso che prevedono la visita dermatologica sulle 5 persone conviventi con il paziente. Il controllo verrà eseguito presso la Dermatologia del Ca’ Foncello.«Si tratta di un segnale molto brutto – sottolinea Zaia – che testimonia come purtroppo le nostre preoccupazioni sulla ricomparsa di malattie da tempo debellate fossero fondate. Una giovane donna morta di Tbc poco tempo fa, oggi questo caso di lebbra – aggiunge Zaia – sono elementi che provano il ritorno di patologie, perlopiù infettive, che qui erano scomparse da 200 anni, nei confronti delle quali l’attenzione del nostro sistema sanitario è e sarà massima. Il nostro primo obiettivo – prosegue il Governatore – è quello di salvaguardare la salute pubblica e quella di ogni singolo cittadino Veneto e lo faremo mettendo in campo tutte le elevate professionalità dei nostri medici e l’intera organizzazione sanitaria ospedaliera e territoriale. Oggi più che mai – prosegue Zaia – dobbiamo tenere alta la guardia, a cominciare dai siti, che tra l’altro i nostri controlli hanno dimostrato essere assolutamente inadatti allo scopo, dove il governo nazionale impone di ricoverare gli immigrati dell’operazione Mare Nostrum, i primi da tenere sotto controllo sanitario perché purtroppo la quasi totalità dei migranti provengono da Paesi dove profilassi e prevenzione di queste malattie non esistono, e questo a salvaguardia di tutti, migranti compresi».

L’allarme di Zaia denuncia solo la sua profondissima ignoranza. La lebbra è una patologia dalla scarsissima contagiosità e curabile in molti ospedali italiani senza gravi difficoltà. Ogni anno si registrano una quindicina di nuovi casi in Italia; nel mondo comunque la lebbra è in diminuzione. La diagnosi spesso non è delle più facili, comunque in Italia.. il più delle volte nel novero dei contagiati dal Morbo di Hansen si tratta di italiani! Una parte dei nostri connazionali sono provenienti da anni di permanenza in Asia e America latina, dove esistono parecchie aree con presenza patologica del Mycobacterium leprae nell’uomo. Una parte degli italiani contagiati non ha invece niente a che fare con l’estero: Zaia non sa che da secoli esistono nel nostro territorio piccoli foci di lebbra, in diminuzione, in Liguria, Sardegna, Lazio, Calabria e Sicilia. Per questo, e non per solidarismo terzomondista, abbiamo avuto ospedali con unità specializzate per lebbra in Puglia, Liguria e Sicilia. Si informi e si taccia Zaia prima di lanciare allarmi vuoti e sciocchi, dal possibile riverbero razzista.

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1 Comment

  1. eugenia

    l’articolo va bene, ma l’incipit è debole, le razze umane non esistono scientificamente, dunque gli ibridi non so cosa siano, se vuoi saperne di più leggi “Sono razzista ma sto cercando di smettere” in questo simpatico libretto potrai trovare le spiegazioni che ora non ho voglia di scrivere, approfitto per ribadire che anche le etnie sono una costruzione culturale di stampo razzista, un escamotage che non vale perché a ben vedere etnici son sempre gli altri …

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