Monsanto e la guerra mediatica per nascondere la verità

Monsanto e la guerra mediatica per nascondere la verità

Un impero costruito sulle false fondamenta per cui Monsanto sarebbe creatrice/inventrice della vita, e che la vita si può produrre con l’ingegneria, come fosse un iPhone.

di Vandana Shiva *

Vandana Shiva
Vandana Shiva

Monsanto, i suoi amici dell’industria biotecnologica, i suoi traffichini e i suoi prezzolati rappresentanti dei media, continuano a promuovere a livello mondiale il controllo monopolistico degli alimenti, attraverso l’offerta di semi ogm. Questo impero è costruito sulle false fondamenta per cui Monsanto sarebbe creatrice/inventrice della vita e, per tanto, può essere proprietaria di sementi attraverso i brevetti, e che la vita si può produrre con l’ingegneria e le macchine, come fosse un iPhone.

Dall’ecologia e dalla nuova biologia sappiamo che la vita è una complessità da sé stessa organizzata: si costruisce da sola, non è possibile farne un manufatto. Ciò si applica anche alla produzione di alimenti mediante la nuova scienza della agroecologia, la quale ci offre una conoscenza scientifica più profonda dei processi ecologici a livello di suolo, di sementi vive e di cibo vivo. Le promesse dell’industria biotecnologica – maggiori rendimenti, riduzione di agenti chimici e controllo di erbe infestanti e malattie – non sono state mantenute.

Il mese scorso un fondo d’investimento ha chiesto a DuPont un risarcimento per miliardi di euro per aver promosso colture resistenti agli erbicidi ma che, alla prova, non sono riuscite affatto a controllare le erbe infestanti anzi, hanno contribuito alla nascita di altre ancora più aggressive.

monsanto, fatti dare una mano

Creando la proprietà delle sementi, tramite brevetti e diritti di proprietà intellettuale, e imponendola al pianeta con l’ausilio dell’Organizzazione mondiale del commercio, l’industria biotecnologica ha stabilito un impero monopolistico su semi e alimenti.

Oltre a rivendicare la proprietà dei semi che vende e raccoglierne le royalties, l’industria biotecnologica distrugge sistematicamente, in materia di controlli sulla sicurezza, leggi nazionali e internazionali relative alla biosicurezza, affermando che i suoi prodotti sono “come natura li creò”. E’ schizofrenia ontologica!

La biosicurezza è la valutazione multidisciplinaria dell’impatto dell’ingegneria genetica sull’ambiente, la salute pubblica e le condizioni socio-economiche. In ambito internazionale, la biosicurezza è un diritto consacrato dal Protocollo di Cartagena sulla Biosicurezza. Io sono stata scelta da un gruppo di esperti a collaborare, nel quadro del programma ambientale dell’Onu, ai tentativi di far entrare in vigore l’art. 19.3 della Convezione delle Nazioni Unite sulla Diversità Biologica (Cdb).

monsanto pannocchieMonsanto e i suoi amici hanno tentato di negare ai cittadini il diritto ad una alimentazione sana opponendosi all’art. 19.3 fin dal Vertice di Rio del 1992. In questi giorni stanno tentando di smantellare le leggi nazionali sulla biosicurezza in India, Pakistan, Unione Europea, in tutta l’Africa e l’America latina. Negli Stati Uniti, distorta la Costituzione, stanno citando in giudizio governi statali che hanno promulgato leggi per etichettare gli alimenti geneticamente modificati, affinché i cittadini sappiano cosa consumano.

Monsanto e i suoi amici dispiegano la potente macchina della propaganda per attaccare, con argomenti non scientifici, i ricercatori che lavorano sulla biosicurezza, come Arpàd Pusztai (microbiologo ungheree), Ignacio Chapela (microbiologo presso la californiana Berkeley University), Iriana Ermakova (neuroscienziata russa), Éric Séralini (docente di biologia molecolare presso l’università francese di Caen), e la sottoscritta.

Molti giornalisti, a digiuno di conoscenze scientifiche, si sono allineati come soldatini dalla parte di quest’assalto propagandistico. Uomini di rilievo – come Mark Lynas (giornalista britannico che l’anno scorso, dopo una vita da ecologista, ha scoperto che “gli ogm non fanno male alle salute”), o i giornalisti Jon Enrine e Michele Specter -, senza alcuna esperienza pratica in agricoltura, armati solo di una laurea e compromessi con media controllati dal Consorzio Monsanto, sono impegnati a minare le vere scoperte scientifiche riguardo l’impatto degli ogm sulla nostra salute e sull’ecosistema. L’industria biotecnologica usa le sue marionette per sostenere l’inganno secondo cui gli ogm sono la soluzione alla fame nel mondo.

Questo rifiutare un dibattito scientifico autentico su come i sistemi vivi evolvono e si adattano, è appoggiato da un attacco massiccio e intensivo di propaganda, che comprende anche l’utilizzo di servizi di intelligence, come Blackwater (compagnia militare privata Usa).

Monsanto ForbesNel 2010, la rivista statunitense di economia e finanza Forbes, inserì il mio nome tra quelli delle sette donne più potenti del pianeta per la mia attitudine a “mettere le donne davanti e al centro della soluzione sulla questione della sicurezza alimentare nei paesi in via di sviluppo”. Qualche mese fa il giornalista Jon Entine ha scritto un articolo in cui sosteneva che io non avevo studiato fisica. Oltre ad aver studiato fisica, ho realizzato il mio dottorato sulle basi della teoria quantistica, ho passato 40 anni a studiare ecologia in latifondi agricoli e boschi d’India, dove la natura e la saggezza contadina sono state mie maestre. E’ questa la base della mia esperienza in agroecologia e sicurezza alimentare.

La buona scienza e le tecnologie comprovate non hanno bisogno di propaganda, di agenzie di intelligence o di governi corrotti per dimostrare i fatti. Se gli attacchi infondati di non-scienziati a una scienziata di un paese in sviluppo sono uno dei loro strumenti per dar forma al futuro, hanno proprio sbagliato. Non si rendono conto della crescente indignazione popolare contro il monopolio di Monsanto.

Le nazioni sovrane, dove il potere di Monsanto e company è limitato, il popolo e i governi rifiutano il suo monopolio e la sua fallimentare tecnologia. Ma la macchina della propaganda nasconde queste notizie.

La Russia ha proibito totalmente l’utilizzo di ogm; il primo ministro, Dimitry Medvedev, ha messo in guardia: “Se agli statunitensi piacciono i prodotti ogm che li mangino pure. Noi non ne abbiamo bisogno, abbiamo spazio e possibilità sufficienti per produrre cibi organici”. La Cina ha proibito gli ogm negli approvvigionamenti alimentari dei militari. In Italia è stato approvato “Campolibero”, un piano di azioni per l’agroalimentare.

Monsanto land

I pezzi di propaganda su Forbes o sul The New Yorker non possono fermare la consapevolezza di milioni di agricoltori e consumatori sui veri pericoli che si nascondo dietro gli ogm che finiscono nei nostri piatti, e sugli svantaggi e le falle del sistema alimentare industriale che sta distruggendo il pianeta e la nostra salute.

*Ecologista e attivista, scienziata e filosofa, Vandana Shiva è una delle più autorevoli voci mondiali in difesa della natura e della sua biodiversità. Nata a Dehra Dun, in India, si è laureata in fisica quantistica presso l’Università di Western Ontario, Canada. Ma al ritorno a casa dopo gli studi, vedendo la sua terra, l’Himalaya, trasformata e impoverita dai progetti internazionali sostenuti dalla Banca mondiale, ha deciso di dedicare tutta se stessa alla battaglia per la salvaguardia della sua terra e del pianeta. Nel 1982 ha fondato nella sua città natale il Centro per la scienza, tecnologia e politica delle risorse naturali, un istituto indipendente di ricerca che affronta i più significativi problemi dell’ecologia e della giustizia sociale. Quasi dieci anni dopo, nel 1991, ha dato vita a Navdanya, un movimento per proteggere la diversità e l’integrità delle risorse viventi, specialmente dei semi autoctoni in via di estinzione a causa della diffusione delle coltivazioni industriali. Per il suo impegno instancabile in difesa delle comunità contadine e per la salvaguardia della biodiversità è stata insignita di numerosi riconoscimenti tra cui il cosiddetto premio Nobel alternativo, il “Right livelihood award” e nel 2010, il “Sydney Peace Prize” per la sua analisi scientifica della sostenibilità ambientale e per la leadership coraggiosa dei movimenti per la giustizia sociale.

Fonte: OtherNews.info. (traduzione di Marina Zenobio)

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