venerdì 21 settembre 2018

I fascisti strumentalizzano i palestinesi, la Rai reclamizza gli occupanti sionisti

I fascisti strumentalizzano i palestinesi, la Rai reclamizza gli occupanti sionisti

Bds Italia, la campagna per il boicottaggio di Israele, denuncia la vergognosa provocazione antisemita  di Militia. E la Rai fa affari con Sodastream

di Checchino Antonini

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Bds, Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni. Contro Israele. Si chiama così la campagna che da anni informa sui crimini dello stato israeliano contro i palestinesi. Una campagna che prende lo spunto dall’esperienza dei movimenti antiapartheid in Sudafrica e, più in generale, contro ogni forma di razzismo, islamofobia, nazionalismo ed antisemitismo. L’esatto contrario di ciò che esprimono i neofascisti di Militia, autori tra l’altro del manifestino apparso a Roma contro i commercianti della comunità ebraica. Una strumentalizzazione vergognosa, secondo Bds, della questione palestinese per diffondere l’antisemitismo. BDS Italia, dunque, esprime la sua netta e assoluta condanna. «Condanna l’antisemitismo come ideologia razzista e reazionaria, condanna il fatto che le sofferenze del popolo palestinese diventino pretesto e strumento per tale infame ideologia. Condanna in particolare l’appello fascista a boicottare attività commerciali appartenenti a cittadini ebrei, appello corredato, tra l’altro, di una inaccettabile “lista di proscrizione”».

La campagna di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni contro Israele, viene ricordato, «è uno strumento di lotta nonviolenta, elaborata dalla società civile palestinese ispirandosi al movimento contro l’Apartheid in Sudafrica, per fare pressione su uno Stato responsabile di violazioni del diritto internazionale e dei diritti umani, e non ha niente a che fare con le odiose e disprezzabili manovre di fascisti vecchi e nuovi».

Mentre i manifesti sono frutto del lavoro di uno sparuto gruppo di nazifascisti, il movimento BDS ha il sostegno di gruppi di solidarietà, ONG, sindacati, chiese, artisti e intellettuali nonché di gruppi ebraici in tutto il mondo, Israele compreso. «Ora come mai la Palestina ha bisogno di solidarietà vera ed attiva».

Con una lettera aperta ai dirigenti della Rai, Bds (a conferma del suo intento solidale e antirazzista) e la campagna StopSodastrean chiedono che il servizio pubblico non promuova chi viola i diritti dei palestinesi: «Apprendiamo con stupore e profondo disappunto le notizie che vogliono i vostri palinsesti complici dell’illegale occupazione israeliana dei Territori Palestinesi.

Secondo quanto riportato, i prodotti SodaStream, commercializzati in Italia da SodaStream Italia, saranno oggetto, a partire dal 10 agosto, di importanti telepromozioni da 90” all’interno del programma “Reazione a Catena” e di spot tv da 20″ nelle fasce precedenti e successivi ai principali programmi sui canali Rai1, Rai2, Rai3, Rai4, RaiNews24 e Rai Premium. SodaStream è un’azienda che opera in palese violazione dei diritti umani e del diritto internazionale, e che trae profitto dal regime coloniale israeliano di apartheid e di occupazione a discapito del popolo palestinese.

Il principale sito produttivo della Sodastream si trova a Ma’ale Adumim, una tra le più grandi colonie israeliane costruite illegalmente nei Territori palestinesi occupati. In questo contesto, SodaStream beneficia di terra e risorse idriche confiscate ai proprietari palestinesi, di forza lavoro palestinese sfruttata, di sgravi fiscali e di norme sul lavoro e sulla protezione dell’ambiente che non vengono applicate.

Inoltre, Sodastream, attraverso le imposte comunali, sostiene le finanze della colonia di Ma’ale Adumim, che è anche responsabile della gestione della discarica di Abu Dis, anch’essa costruita illegalmente sui terreni confiscati ai palestinesi, dove ogni giorno vengono scaricate più di 1.100 tonnellate di rifiuti provenienti da Gerusalemme e da altri insediamenti israeliani in territorio occupato. In Italia, sia Legambiente che il WWF, che sono state coinvolte in iniziative di promozione della Sodastream, una volta venuti a conoscenza della complicità dell’azienda riguardo alle violazioni dei diritti umani, hanno interrotto i rapporti con l’azienda, così come anche il Comune di Trieste. Inoltre, Oxfam Italia ha sospeso la propria collaborazione con Paola Maugeri a causa del suo ruolo di testimonial per Sodastream.

 

E’ del tutto inaccettabile che la RAI, azienda finanziata in parte con fondi pubblici, venda spazi pubblicitari e dia risalto ad una compagnia che trae profitto dall’occupazione militare e dalla sofferenza del popolo palestinese. In proposito, recentemente l’Unione Europea ha diramato raccomandazioni che intendono sensibilizzare i cittadini e gli ambienti economici europei sui rischi associati alla conduzione di attività economiche e finanziarie negli insediamenti. Transazioni finanziarie, investimenti, acquisti, appalti e altre attività economiche (ivi compresi i servizi turistici) in insediamenti israeliani o che beneficiano insediamenti israeliani, comportano rischi di ordine legale ed economico derivanti proprio dal fatto che gli insediamenti israeliani, sempre secondo il diritto internazionale, sono costruiti su un territorio occupato e non sono riconosciuti quale parte legittima del territorio di Israele.

Pubblicizzando i prodotti SodaStream, non solo sarete sostenitori delle gravi violazioni del diritto internazionale che Israele commette quotidianamente, ma starete anche traendo indirettamente profitto da un regime coloniale che, praticando l’apartheid, nega i fondamentali diritti umani ad un intero popolo. Ancora di più calcolando quanto viene detto nel Vs. Codice Etico, paragrafo 3.7, Rapporti con i Terzi – Pubblicità: “In particolare, la pubblicità deve essere leale, onesta, veritiera e corretta, riconoscibile come tale e non ingannevole, non deve contenere elementi suscettibili di offendere le convinzioni morali, civili, religiose e politiche del pubblico ovvero il sentimento di appartenenza a gruppi etnici, razze, nazionalità, categorie sociali o professionali, evitando ogni discriminazione tra i sessi e nel rispetto della dignità della persona umana […]”

Alla luce di quanto documentato in questa lettera, e anche del massacro che sta avvenendo in questi giorni nella Striscia di Gaza ad opera di Israele, dove più di 1800 persone hanno perso la vita, vi invitiamo a riconsiderare la vostre politiche di promozione pubblicitaria e di evitare di dare risalto ad una azienda che, dietro alla maschera del “Greenwashing”, nasconde una verità composta da soprusi, discriminazioni e negazione dei diritti fondamentali.

Vi chiediamo di terminare immediatamente tutti i rapporti commerciali con Sodastream e di evitare qualsiasi attività promozionale dei suoi prodotti”.

Bds ha anche rilanciato un appello dei sindacati (altro organismo a cui i fasicsti sono notoriamente allergici): «Il movimento dei sindacati palestinesi (Palestinian General Federation of Trade Unions-Gaza, General Union of Palestinian Workern, Union of Professional Associations, Federation of Independent Trade Unions), con il sostegno del Congresso dei Sindacati del Sud Africa e dei suoi affiliati, chiede all’unanimità al movimento sindacale internazionale di agire immediatamente per fermare il massacro israeliano a Gaza e ritenere Israele responsabile dei suoi crimini contro il popolo palestinese.

Nelle due settimane dell’ultima aggressione militare israeliana nella Striscia di Gaza, intere famiglie sono state spazzate via, e più di 600 palestinesi sono stati uccisi, quasi l’80% dei quali civili, e un terzo dei quali bambini.

Più di 1,8 milioni di palestinesi sono intrappolati in un piccolo pezzo di terra occupata e assediata che Israele ha trasformato in una prigione a cielo aperto, oggetto di bombardamenti quotidiani di razzi ed artiglieria pesante israeliani. Per sette anni, i palestinesi di Gaza sono stati sotto un assedio brutale e illegale, il cui scopo è quello di distruggere le condizioni di vita e di spezzare lo spirito del popolo. L’assedio e i periodici bombardamenti hanno creato una catastrofe umanitaria, con carenze critiche di acqua, cibo e forniture mediche. La libertà di movimento, il diritto all’istruzione e l’accesso ai servizi sanitari sono stati ampiamente negati dall’occupazione israeliana.

L’obiettivo di Israele in questa sua ultima aggressione contro i palestinesi a Gaza e Cisgiordania, inclusa Gerusalemme Est, è quello di perpetuare l’occupazione. Quest’anno è il decimo anniversario della sentenza della Corte Internazionale di Giustizia (ICJ) in cui si è decretato che il Muro di Israele e il relativo regime nella Cisgiordania palestinese occupata – regime degli insediamenti, della confisca della terra, delle strade separate, dei sistemi di permesso e delle restrizioni di movimento – sono illegali secondo il diritto internazionale. Tuttavia, in 10 anni la comunità internazionale ha concesso ad Israele di continuare la costruzione [delle colonie, ndt] su territori occupati e di continuare il suo sistema di occupazione, apartheid e colonialismo contro il popolo palestinese.

Mentre i governi tergiversano e permettono ad Israele di agire nell’impunità assoluta, e la maggior parte dei media mainstream ripetono a pappagallo la propaganda orwelliana di Israele, la solidarietà della società civile è l’unica forza che può aiutare a fermare il massacro in atto della nostra gente e ad inviare loro il messaggio che non sono soli, esattamente come l’efficace solidarietà internazionale aveva fatto nel sostenere la lotta per la libertà nel Sudafrica dell’apartheid. Di fronte a questa inerzia internazionale, noi, i sindacati palestinesi, ci appelliamo ai sindacati di tutto il mondo affinchè adottino misure urgenti, e in particolare intensifichino i boicottaggi, il disinvestimento e le sanzioni (BDS) contro Israele fino a quando quest’ultimo non sarà conforme col diritto internazionale.

Vi chiediamo di considerare le seguenti azioni:

Stop alla gestione delle importazioni e/o esportazioni da/verso Israele, disinvestimento del Vostro fonde pensione sindacale – ed altri – dalle obbligazioni israeliane così come da corporazioni e banche che sono complici con l’occupazione e le violazioni dei diritti umani perpetrati da Israele, dissociarsi dai sindacati israeliani che sono complici dell’occupazione, supportare il nostro appello per un embargo militare su Israele, condividere tra i vostri membri le informazioni sull’assedio e la distruzione di Gaza, e chiedere ai vostri membri di boicottare i prodotti israeliani, condividendo la conoscenza di tutto ciò con la loro famiglia, colleghi ed amici.

Oggi più che mai, la solidarietà coi lavoratori palestinesi e le loro famiglie a Gaza e nel resto dei Territori Occupati Palestinesi è una componente essenziale per delle politiche sindacali progressive e di principio. Considerato il completo fallimento e la non volontà dei governi di mettere Israele di fronte alle sue responsabilità previste dal diritto internazionale, è largamente riconosciuto che l’occupazione di Israele deve essere isolata dalla pressione della società civile.

Ci affidiamo ai nostri fratelli e sorelle dei movimenti sindacali internazionali per continuare un’orgogliosa tradizione di solidarietà internazionale, e per stare dalla nostra parte proprio come si stava con la lotta contro l’apartheid in Sud Africa».

 

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1 Comment

  1. Beppe punk

    Questi “condannano”… ahahahah ma chi sono? Ma chi credono di essere? E poi che hanno l’esclusiva sulla causa palestinese? E semmai hanno conquistato qualcosa…

    NO al fascismo, ma anche NO alla sinistra becera che non aiuta la causa palestinese, ma la ideologicizza spingendo chi è di centrodestra in collo a israele

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