venerdì 21 settembre 2018

Un altro barcone affonda a largo della Libia, 20 morti e 200 i dispersi

Un altro barcone affonda a largo della Libia, 20 morti e 200 i dispersi

Secondo l’Unhcr, oltre 800 migranti morti nel Mediterraneo dall’inizio dell’anno, ma il numero dei corpi che il mare non ha restituito è di gran lunga maggiore. (Fotogalleria)

di Marina Zenobio

Il Mare Nostrum continua a prendersi vite, le vite di innocenti, di uomini, donne e bambini disposti a rischiare il tutto per tutto pur di sognare un futuro diverso, lontano da guerre e fame. Un altro barcone di legno con a bordo circa 250 migranti sub-sahariani, sembrerebbe soprattutto somali ed eritrei, è affondato ieri notte nei pressi delle coste libiche. Solo 16 persone sono state salvate dalla Guardia costiera locale, tra cui una bambina di un anno, 20 i corpi recuperati, gli altri, per ora, se li è presi il mare. Tra le vittime anche un bambino di 18 mesi con indosso un inutile giubbetto di salvataggio.

Il naufragio di ieri è solo l’ultimo di una lunga serie di tragedie proseguita in questi ultimi mesi estivi, con la morte e la scomparsa in mare di numeri imprecisati di persone. Secondo l’Unhcr, l’Agenzia dell’Onu per i rifugiati, oltre 800 migranti morti nel Mediterraneo dall’inizio del 2014, ma il numero dei corpi che il mare non ha restituito, e di cui non si saprà mai nulla, è di gran lunga maggiore.

A favorire le partenze dalla Libia il caos che regna nel Paese, dove è ormai guerra civile tra le milizie islamiste che fanno capo al “califfato” islamico di Bengasi e all’Operazione Alba a Tripoli (che raduna formazioni filo-islamiche), e quelle che le combattono insieme all’ex generale Khalifa Haftar. Un contesto di guerra estremamente redditizia per i trafficanti di uomini che quotidianamente imbarcano centinaia di disperati che dal sub-Sahara e dal Corno d’Africa tentato di arrivare in Italia.
Nel primo semestre del 2014 più di 75.000 rifugiati e migranti sono arrivati via mare in Italia, Grecia, Spagna e Malta, il 25% in più rispetto ai 60.000 che hanno compiuto lo stesso percorso nel 2013. L’Italia è stata il paese con il maggior numero di arrivi (63.884), seguita dalla Grecia (10.080), dalla Spagna (1.000) e da Malta (227). A questi si aggiungono altri 21.000 rifugiati e migranti arrivati in Italia dal primo luglio. La maggior parte proviene da Eritrea, Siria e Mali ed è partita dal Nord Africa, principalmente dalla Libia.

Sempre nei primi sei mesi del 2014 sono arrivati in Italia 10.563 minori, 3.676 dei quali provenienti dalla Siria. Tra di loro 6.500, per lo più eritrei, sono minori non accompagnati o separati dalle loro famiglie.

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