I bambini sudditi della regina Elisabetta? Ricchi, ma tanto infelici

I bambini sudditi della regina Elisabetta? Ricchi, ma tanto infelici

Tutte le ricerche sociologiche internazionali sono concordi, il modello di società pensato e portato avanti da Blair (prima) e da Cameron (poi) genera bambini infelici. «O sei bella, ricca, magra, intelligente, o vieni bullizzata».

 

di Alessandra Contigiani

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Tempi duri per i più piccoli, nel Regno Unito di David Cameron. Nonostante i bimbi britannici siano tra i più ricchi al mondo, sono anche tra i più infelici. Sembrerebbe quasi che la società del benessere paradossalmente diffonda malessere tra le sue fasce più giovani. È quello che si evince da «The Good Society 2014», ad oggi il più esteso programma di ricerca nazionale sulla percezione soggettiva del benessere dei bambini, realizzato dalla britannica «Children’s Society» in collaborazione con l’Università di York.

 

Dal rapporto sono emersi risultati sconcertanti: nonostante i bambini britannici possano godere di standard di vita tra i più elevati al mondo, il proprio appagamento figura in assoluto tra i peggiori rispetto ai coetanei di altre nazioni decisamente più povere.

 

Su trentanove Stati e regioni presi in esame, l’Inghilterra si è piazzata al trentesimo posto, la Scozia al ventinovesimo, il Galles al ventiquattresimo, dietro a Paesi di gran lunga meno ricchi come la Macedonia, l’Armenia, la Romania o addirittura la Grecia del quasi-default (dati dell’Health Behaviour of School Aged Children su un campione di quasi duecentoquattordicimila minori intervistati).

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Secondo un’altra indagine condotta dalla Children’s Society (quasi diciassettemila bambini in undici diversi Paesi), la situazione non varia: l’Inghilterra si è posizionata al nono posto, dietro a Brasile, Algeria, Sud Africa e Cile, con dati di poco migliori rispetto a quelli dell’Uganda. Tale classifica è stata stilata sulla base dei dati relativi al «Good Childood Index» ideato dalla Children’s Society prendendo in considerazione dieci variabili legate all’infanzia (famiglia, amici, salute, aspetto, utilizzo del tempo, futuro, casa, denaro, scuola, quantità di scelta). I risultati peggiori riguardano la percezione che hanno bambini e adolescenti inglesi del proprio aspetto, della salute, della scuola e della famiglia, con poche differenze sostanziali tra maschi e femmine (ad esempio, una bambina su cinque non si piace, contrariamente al nove percento dei bambini). In particolare, la frustrazione relativa alla propria immagine è elevatissima. «La popolarità è molto importante: devi essere bella, ricca, magra, intelligente. O vieni bullizzata», ha dichiarato una quindicenne intervistata per il rapporto. E infatti, il modo di apparire è l’aspetto che i minorenni britannici vivono con maggior malessere, tanto che le ragazzine britanniche per questo motivo figurano tra le più tristi al mondo.

 

Perchè i minorenni del Regno Unito stanno così male rispetto ai propri coetanei di altre nazioni a basso reddito? Verrebbe da dire che la ricchezza non faccia la felicità, anche se non è esattamente questo il punto. Infatti, anche se il «The Good Society 2014«  individua l’esistenza di una correlazione tra bassa percezione del benessere e crisi economica, la minore disponibilità nelle tasche dei cittadini di per sé non dà una spiegazione esaustiva del fenomeno.

 

Anche se il rapporto non dà una risposta chiara in merito alle cause di tutto questo senso di inadeguatezza ed insoddisfazione, fornisce comunque utili spunti di riflessione, passando la palla a politici, famiglie ed altri attori della sfera sociale. Perchè non ignorino come il disagio di questi bambini non possa che influenzare negativamente il futuro di una delle maggiori potenze mondiali. Un futuro davvero triste, a quanto sembra, se il governo di Cameron (o di chi potrebbe succedergli l’anno prossimo) non prenderà dovutamente in considerazione i sentimenti delle nuove generazioni.

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