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Festival Stradella, quando la musica trasforma il furore in pietà

Torna la musica barocca nel viterbese. Torna il Festival Alessandro Stradella a Nepi. Dal 5 al 14 settembre

di Checchino Antonini

foto 2

«Un uomo chiamato Stradella, famoso musicista, ch’era a Venezia ingaggiato dalla repubblica per comporre la musica delle opere, le quali sono considerevolmente importanti durante il carnevale, non affascinava per la sua voce, meno che per le sue composizioni. Un nobile veneziano, chiamato Pig*** aveva un’amante che cantava con molto gusto; volle che questo musicista le desse la perfezione nel canto e lo portò da lei, cosa assai contraria ai costumi gelosi dei veneziani. Dopo qualche mese di lezione, la scolara e il maestro provarono tanta simpatia l’uno per l’altra che decisero di andare insieme a Roma appena ne avessero avuto l’occasione, che non tardò ad arrivare per loro sventura. S’imbarcarono così una bella notte per Roma. Questa fuga gettò nella più nera disperazione il nobile veneziano che risolse, costasse quello che costasse, di vendicarsi con la morte di tutti e due. Mandò quindi a cercare due dei più celebri assassini che ci fossero allora a Venezia e convinse, con una somma di trecento pistole, i due ad andare alla loro ricerca per ucciderli, promettendo che avrebbe rimborsato tutte le spese del viaggio».

Sta nei manoscritti del medico Bourdelot la storia avventurosa di Alessandro Stradella, uno dei maggiori esponenti del barocco italiano. Quando arrivarono a Roma, i due killer decisero di salvare il musicista, commossi come furono dall’esecuzione di un suo oratorio nella chiesa di S.Giovanni in Laterano. L’attesero all’uscita dalla chiesa e gli consigliarono di partire l’indomani stesso per un luogo sicuro. Stradella, così, partì per Torino con la donna, gli assassini tornarono a Venezia ma il nobile ingaggiò il padre della donna che partì da Venezia con altri due sicari. Stradella, però, non morì per le ferite riportate e, un mese dopo la sua guarigione volle per curiosità andare a vedere Genova con la donna che si chiamava Ortensia e che aveva sposato durante la sua convalescenza. Ma il giorno dopo il loro arrivo, furono trucidati entrambi nella loro camera. «Così periva il più grande musicista d’Italia nell’anno 1670.»

Quella musica, capace di tramutare il furore in pietà, rivive a Nepi, dove Stradella nacque nel 1639. Torna dal 5 al 14 settembre il Festival Alessandro Stradella a Nepi. Dopo il successo dello scorso anno e l’enorme partecipazione al concerto inaugurale a Roma del 28 agosto, in arrivo la seconda edizione della kermesse: dieci giorni di concerti, registrazioni, convegni, seminari, proiezioni, masterclass ed iniziative varie.

L’Ensemble residente del Festival sarà l’Ensemble di musica antica MARE NOSTRUM, diretto da Andrea De Carlo, il quale avrà la direzione Artistica, la direzione Generale​​ sarà del prof. Bernardino Fantini mentre il ​Comitato Scientifico presieduto dalla prof.ssa Carolyn Gianturco, esperta mondiale di Stradella.

Nella kermesse di Nepi verrà presentato il primo cd della collana Roma InAedita, una collezione dedicata alla musica romana all’interno dell’etichetta ARCANA, e avranno luogo le audizioni per workshop dal titolo “La Parola Cantata tra Venezia e Parigi”, un seminario che ha come obiettivo di esplorare l’interpretazione del recitativo delle opere di Francesco Cavalli e dei suoi contemporanei.

L’ensemble MARE NOSTRUM, specializzato nella musica romana del ‘600, inizialmente concepito intorno al consort di viole e alla musica scritta per questa formazione, si distingue per la particolare attenzione al rapporto tra parola e musica, frutto della ricerca originale del suo direttore Andrea De Carlo.

Qui il programma completo del Festival Stradella: http://www.festivalstradella.org

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