giovedì 15 novembre 2018

La colpa non è delle stelle, disse Giulio Cesare

La colpa non è delle stelle, disse Giulio Cesare

Arriva al cinema il film tratto dal best seller di John Green con Shailene Woodley e Ansel Elgort. Su Popoff la recensione.


Il trailer del film

«L’oblio fa paura». Soprattutto se sei un adolescente malato di cancro che sta per morire. Non avresti materialmente il tempo per rendere il tuo nome immortale e lasciare ai posteri una traccia importante di te. «L’oblio è inevitabile». Soprattutto se sei l’adolescente succitato. Che fare allora quando l’odiato oblio, la malattia, e il dolore minacciano di invadere i tuoi giorni, di infettare i tuoi sogni, di perseguitare le tue notti? Cogli l’attimo. Carpe diem, come diceva un compianto Robin Williams (sigh!). Perché «la colpa, caro Bruto, non è delle stelle, ma nostra, che ne siamo dei subalterni». E per non essere degli strumenti passivi nelle mani del destino (sempre che esista, questo sconosciuto) o delle stelle, dobbiamo agire, prendere decisioni, fare delle scelte. Non avere paura, insomma. Facile, no? Come respirare con polmoni fallati che continuano a fare cazzate.

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Carpediemmizzare l’attimo è, in effetti, quello che scelgono di fare i giovani protagonisti della pellicola di Josh Boone, Colpa delle stelle, adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di John Green (titolo che ovviamente richiama i versi shakesperiani). Non m’incasinerò, qui e ora, a raccontarvi la storia di Hazel Grace e di Augustus Waters. Potete leggere il libro o, se siete pigri, scaricarvi la trama da Wikipedia. Mi limiterò a sottolineare che l’acutezza di Green (e di Boone che si limita a una trasposizione pura e formale della storia) sta nel trattare il primo e tragico (ma quale primo non lo è?) amore tra due adolescenti (e malati terminali) in chiave leggera, con scambi di battute ironiche che smorzano i toni drammatici riducendoli al minimo indispensabile. «Quindi, questo è il vestito per la bara?». Ci piazzano dentro un po’ di filosofia adolescesistenziale et voilà, il gioco è fatto. «Alcuni infiniti sono più grandi di altri infiniti».

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Tutto questo (mischiato a un cast in parte decente) basta, dunque, a confezionare un film scorrevole che i teenager adoreranno (magari non tutti) e che gli adulti dal cuore tenero non disdegneranno. Un film che non ha mai momenti indimenticabili, vero, ma che si lascia guardare senza avere la pretesa di spacciarsi per capolavoro. Un film che affronta temi delicati con un discreto punto di vista e che ha, come elemento forte, una colonna sonora (studiata a pennello) in grado di catturare l’attenzione. «Avete familiarità con l’hip hop svedese?».
È un film che non fa altro che parlare dello scontro tra la vita (che viene dalla vita) e la morte (che fa schifo). «Non stai morendo… hai solo qualche stilla di cancro». L’unico vincitore possibile può essere soltanto l’amore, una granata che non si preoccupa certo di limitare i danni collaterali quando esplode. Un amore che è anche dolore e, come tale, esige di essere vissuto.

«In questi momenti non riesco a pensare alla miseria ma alla bellezza che rimane intorno a me». E l’oblio? Quello resta, forse, dopo di noi. A meno che non rimanga qualcuno a ricordarci, a parlare di noi, a sognare di noi.
Qualcuno che ci sarà grato per il piccolo infinito che gli abbiamo donato.

COLPA DELLE STELLE
Regia di Josh Boone
Con Shailene Woodley, Ansel Elgort, Laura Dern, Sam Trammell, Nat Wolf, Willem Dafoe
Titolo originale: The Fault In Our Stars
Drammatico, 125 min.
USA, 2014
Uscita giovedì 04 settembre 2014
Voto Popoff: 2,8/5

mipiace da vedere se: siete degli inguaribili romantici ma siete stanchi dei soliti film sdolcinati
nonmipiace da non vedere se: vi piacciono le storie a lieto fine

 

 

 

 

 

 

 

 

Colpa_delle_stelle_locandina

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1 Comment

  1. Paolo Bitti

    Non giudico la recensione sopra esposta della critica letteraria o cinematografica della signora Pietropaoli, ma voglio solo consigliarle di ripensare alla sua etichettatura di film adolescenziale intendendo un sub-ordine chissà poi rispetto a cosa, magari al suo “Via col vento” di rimpianto.. Tornando a Colpa delle stelle il film piace ed è ben fatto, tempi giusti e dialoghi ottimi capaci di parlare direttamente con la nostra anima, perchè non tutto finisce in questo mondo e molte sorprese ci attendono, delle vere magie senza il trucco

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