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Ma quale ripresa! Confesercenti e Codacons: l’Italia sprofonda

Nonostante il sempiterno ottimismo renziano, il 2014 è un altro anno di piena crisi per l’Italia. Il Rapporto annuale di Confesercenti “fotografa” l’ovvio: un paese che sprofonda. E il Codacons condivide l’allarme.

di Marina Zenobio

Italia che sprofonda

Non lasciano scampo i dati e le previsioni dell’Associazione dei commercianti raccolte nel suo ultimo Rapporto annuale.

Prodotto interno lordo per il 2014 ancora negativo, con un calo ulteriore dello 0,2%; ci potrebbe essere una micro ripresa nel 2015, ma senza una svolta consistente il paese rischia di rimanere al palo.

Ancora più preoccupante però è che negli ultimi sei anni, dal 2007 al 2013, il Pil ha registrato una caduta complessiva dell’8,5%.

I consumi delle famiglie hanno subito una perdita del 7,6% registrando, per quanto riguarda il potere di acquisto, un tracollo del valore di 86 miliardi di euro.

“Le previsioni non sono delle migliori – ha dichiarato Marco Venturi, presidente di Confesercenti – dobbiamo intervenire per far crescere l’economia, far crescere l’occupazione. Ma per questo ci vuole più credito e più disponibilità, meno fisco e più attenzione alle piccole e medie imprese”. E poi ricorda che in Italia ci sono 6 milioni di persone senza lavoro, e nei primi otto mesi di quest’anno, solo per quanto riguarda il commercio, 25 mila imprese hanno chiuso i battenti. Venturi chiede al governo una svolta, segnali forti e consistenti, come estendere il bonus di 80 euro anche ai pensionati al di sotto dei 25 mila euro di reddito l’anno, e tagliare di almeno due punti le aliquote Irpef.

In merito alla ripresa economica del paese, bloccata dal costante aumento di imposte e tariffe, anche il Codacons condivide l’allarme lanciato da Confesercenti.

Carlo Rienzi, presidente del Coordinamento delle Associazioni per la Difesa dell’Ambiente e dei Diritti degli Utenti e dei Consumatori, ricorda che l’Italia è ai vertici europei per il caro-tariffe, sia nazionali che locali.

Tra il 2012 e il 2013, per esempio, i trasporti sono aumentati del 5,3%, l’acqua potabile del 6,7% e le tasse sui rifiuti del 4,7%.

Sono cresciuti però anche i prezzi dei taxi, il 5,2%, le bollette del telefono – fisso e mobile – sono aumentante quasi del 10%, così i pedaggi autostradali, del 4,1%, e le tariffe postali lievitate del 10,1%.

Per quanto riguarda luce e gas, precisa il Codacons, anche se da un lato nel settore energetico nell’ultimo periodo si sono registrate riduzioni delle tariffe, dall’altro gli italiani continuano a pagare per l’energia più che nel resto d’Europa.

Questi rincari selvaggi stanno contribuendo ad impoverire gli italiani, aumenti di voci importanti che si riflettono inevitabilmente e negativamente sull’economia del paese. “Chiediamo al Premier Renzi un intervento per bloccare le tariffe, specie quelle locali – ha dichiarato Rienzi -. Serve un provvedimento che arresti questa corsa al rincaro e faccia recuperare potere d’acquisto ai cittadini”.

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