giovedì 20 settembre 2018

Il ribelle che va fermato si chiama Jonas e ha dodici anni

Il ribelle che va fermato si chiama Jonas e ha dodici anni

Arriva al cinema The Giver, il mondo di Jonas, adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo che è diventato un classico dei nostri tempi ed è il libro più censurato al mondo.


Il trailer del film

Hollywood sembra proprio averci preso gusto con la distopia. E i miei lettori abituali (sì, ne ho qualcuno anch’io) sanno che una certa “fissa” ce l’ho anch’io: romanzi, racconti e film. Soprattutto film. Quei film, in particolare, tratti proprio dai romanzi (o racconti) che ho particolarmente amato e letto-riletto con la foga che solo un maniaco (della distopia, eh!) può avere.

Salga, perciò, sul banco degli imputati The Giver – Il mondo di Jonas. Perché oggi esce nelle nostre sale l’adattamento cinematografico del romanzo di Lois Lowry, diretto dalle mani esperte di Phillip Noyce e che può contare su un cast che uh, la là (!). Avevo certe fregole…e non sono un pesce, piuttosto una maniaca (come suddetto). Una maniaca con le fregole di vedere Jeff Bridges nei panni del Donatore e Meryl Streep in quelli del Sommo Anziano, appunto. Ah, quasi dimenticavo le fregole di vedere quel pezzo di filetto di Alexander Skarsgård. Fregole uguale (=) grandi, giganti, enormi aspettative/speranze. S’era capito, no?

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«Abbiamo bisogno di uniformità, sei d’accordo?/Assolutamente. Tuttavia…c’è anche la bellezza». Ora chi non ha letto (e nemmeno mai aperto) il romanzo della Lowry deve assolutamente rimediare. In fondo sono poco più di centoventi pagine: ce la potete fare, coraggio! Poche pagine che vanno affrontate con attenzione, che vi faranno riflettere, inorridire, emozionare. «I sentimenti sono sfuggenti, superficiali. Le emozioni sono profonde, primordiali e lasciano un’eco». Nel mondo di Jonas non esistono differenze, qualità o emozioni. Tutto è stato cancellato per ricostruire una comunità efficiente, basata su regole precise e gesti/parole meccaniche che non significano nulla, che non lasciano tracce nella profondità dell’essere umano. Un’unica persona è in grado di ricordare e conservare il passato ed è l’Accoglitore di Memorie. Un Accoglitore che sta per passare il testimone proprio a Jonas, nuovo Accoglitore “prescelto”. «Se io sono il nuovo Accoglitore, come devo chiamarti?/Puoi chiamarmi il Donatore». The Giver, dunque. Perché trasmetterà/donerà a Jonas il suo pesante e doloroso fardello: i ricordi. Del passato, della storia, dell’umanità. «Devo avvisarti che il tuo addestramento comporterà molto dolore. Sarai abbastanza forte?».

Phillip Noyce (e gli sceneggiatori Michael Mitnik e Robert B. Weide) fanno del loro meglio per cercare di portare sullo schermo un romanzo breve, sì, ma complesso. Un romanzo censurato, per giunta, in tantissime scuole americane a causa dei temi che affronta in maniera esplicita (l’eutanasia, la sessualità e l’infanticidio, tanto per fare qualche esempio). E nel complesso fanno bene i compiti a casa. Senza snaturare l’essenza del libro, riescono a introdurre scene d’azione che rendono più dinamico e sostenuto il ritmo della narrazione, con buoni livelli di tensione che si alternano a momenti di sentita commozione. Le sequenze dei ricordi colpiscono e affondano nel nostro cuore, nella nostra memoria grazie un montaggio efficace e, in alcuni momenti, persino intellettuale. «Possiedi già la forza, lascia che ti dia il coraggio».

The giver

Non è un film perfetto (d’altronde, a chi piace la perfezione??), questo di Noyce. Si poteva fare di più e meglio, come sempre. «Se non possiamo sentire, vivere che senso ha?». Ha un grande pregio, però: avvicinare le nuove generazioni a temi politici, inducendole alla riflessione e alla critica sociale/culturale. Non è poca cosa, questa, e ci piace più di qualsiasi altro aspetto tecnico-meccanico.«In lontananza, dal luogo che avevo lasciato, mi parve di sentire una musica. Forse era solo un’eco ma sarebbe stato abbastanza. Ci avrebbe condotto a casa».Le memorie (o la memoria o i ricordi o il passato) rappresentano la verità di quello che siamo e farci un film, oggi, è già un atto di coraggio.
«Tu puoi cambiare le cose, puoi renderle migliori». Capito, ragazzi?

THE GIVER – IL MONDO DI JONAS
Regia di Phillip Noyce
Con Meryl Streep, Jeff Bridges, Brenton Thwaites, Alexander Skarsgård, Katie Holmes
Titolo originale: The Giver
Drammatico, 97 min.
USA, 2014
Uscita giovedì 11 settembre 2014
Voto Popoff: 3,8/5

mipiace da vedere se: amate le storie ambientate in un futuro distopico
nonmipiace da non vedere se: pensate che George Orwell non avesse niente di meglio da fare che scrivere 1984

 

 

 

 

 

 

 

 

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