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Renzi contestato a Taranto

“Buffone, buffone” urlano i manifestanti al premier mentre lascia la prefettura di Taranto, dopo aver partecipato ad un incontro sul caso Ilva. Protestano anche gli universitari di Bari e i sindaci del Salento. (Video)

Quella di oggi, per il premier Renzi, non è stata proprio una tranquilla “gita” pugliese. Partito per un sopralluogo nei comuni del Gargano colpiti dall’alluvione di pochi giorni fa, il presidente del consiglio si è poi recato in prefettura a Taranto per partecipare ad un incontro sul caso Ilva con istituzioni locali, associazioni di categoria e rappresentanti dei lavoratori del settore siderurgico. Il premier però stato accolto da una fitta contestazione da parte di operai e ambientalisti, con bandiere e striscioni, riuniti in un sit-in organizzato dall’Unione sindacale di base (Usb) e da comitati cittadini. L’Usb, in contemporanea alla visita di Renzi, ha anche indetto uno sciopero di 12 ore per i lavoratori dell’Ilva.

“Per noi il futuro dell’azienda è una questione nazionale” ha detto il premier, ma dalla strada la risposta è stata “buffono, buffone!” insieme a un altro slogan scandito dai manifestanti: “Taranto libera”.

ilva taranto contesta renzi

Momenti di tensione, soprattutto quando alcuni dei manifestanti, che avevano chiesto di partecipare all’incontro, hanno cominciato a spingere per superare lo sbarramento delle forze dell’ordine che, in assetto antisommossa, si sono schierati a difesa dell’entrata del palazzo della prefettura.

Renzi è poi partito per Bari, per l’inaugurazione della 78ma fiera Fiera del Levante. Ma anche qui non è andata meglio, perché alla stazione centrale ha trovato gli studenti dell’Università di Bari che avevano allestito un carretto da gelataio distribuendo coni con dentro dei volantini a chiarimento dell’iniziativa: “la disoccupazione giovanile al sud supera il 50 per cento e non accenna a diminuire. Nonostante ciò il governo Renzi, invece di invertire la tendenza, prosegue con le politiche di austerity. E mentre veniva annunciata l’entrata del nostro paese nella deflazione, il premier mangiava gelati nel cortile di palazzo Chigi, con una delle sue solite buffonate”.

Bari contesta renzi universitari

Ma anche da Lecce sono partiti, per raggiungere il premier a Bari, 40 sindaci del Salento per protestare contro il progetto del gasdotto Tap, il cui terminale dovrebbe essere a San Foca, Marina di Melendugno, in provincia di Lecce. Alla guida del gruppo di primi cittadini Marco Potì e Luca De Carlo, rispettivamente sindaci di Melendugno e di Vernole.

La maggior parte dei sindaci sono arrivati in pullman esponendo un cartello molto esplicativo: “40 sindaci del Salento No Tap San Foca”. Sono molto arrabbiati per come sono stati trattati, e soprattutto per come non sono stati ascoltati i pareri negativi dei territorio coinvolti nel progetto. Alla rabbia ora si è aggiunta la delusione dopo la firma da parte del ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, del decreto con cui si sancisce la compatibilità ambientale del progetto, che ha ricevuto anche l’ok definitivo nello Sblocca Italia.

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