lunedì 24 settembre 2018

Roma, se la musica si prende cura dei bambini del Sud del mondo

Roma, se la musica si prende cura dei bambini del Sud del mondo

Oltre 300 i concerti in tutto il pianeta per la IV edizione del Playing for Change Day. La periferia di Roma risponde con lo Spine & Vinegar for Change. Obbiettivo: una raccolta fondi per costruire scuole di musica nei paesi poveri.

FARA

Al quarto appuntamento su scala planetaria, la periferia di Roma risponde con oltre quattro ore di concerto. Si tratta del Playing for Change Day, una maratona musicale mondiale per raccogliere fondi da destinare alla costruzione di scuole di musica nei Paesi più poveri. Si parte alle 19.00 di sabato 20 settembre presso l’area spettacoli di Roma Spinaceto, in via Carlo Avolio 60, con 7 diverse band e musicisti. «L’ingresso è gratuito, e l’offerta è libera», fanno sapere gli organizzatori.

Sul palco si altereranno sette diverse band e musicisti – tra cui Piergiorgio Faraglia, Alepà, Terzomando, I Primitivi, Parachutes for Wild, Lucrezio de Seta Quartet, Pierpaolo Borgia Quartet – e in chiusura dj set con Assata ShaQr.

«Spine & Vinegar Plays for Change non è soltanto un concerto», dice Massimo Mattei, che insieme a Claudio Pantaleone e a molti altri ha ideato la serata di Spinaceto, «ma la conferma che un faro di cultura si è da molto tempo acceso qui in periferia, proprio grazie al lavoro di associazioni come Spinaceto Cultura e Due Tram, e che dal 20 settembre con l’indispensabile apporto professionale del Centro Daguerre proietterà la sua luce dalla periferia al resto del paese».

«Lo spirito che promuove il superamento di ogni barriera e diversità tra i popoli attraverso la musica ed in particolare l’educazione musicale ai bambini di tutto il mondo, ha visto nello Spine & Vinegar Plays for Change romano, il primo passo per la realizzazione di un nostro progetto che ha con Playing For Change molti punti in comune in quanto intende avvicinare all’arte e far vivere di arte proprio i ragazzi appartenenti alle fasce sociali più deboli».

La prima volta di Roma coincide con una vera e propria chiamata all’azione, voluta dalla Playng for Change Foundation – organizzazione senza scopo di lucro che ha il compito di edificare scuole di musica nel terzo mondo, destinate all’infanzia – «per promuovere la pace e il cambiamento attraverso eventi artistici, performance e concerti». Solitamente  il Playing for Change Day coincide con la Giornata mondiale per la pace promossa dall’Onu – 21 settembre -. Ma quest’anno l’evento è anticipato a sabato 20 – in accordo con le Nazioni Unite -, per rendere più semplice il lavoro e la partecipazione dei volontari di tutto il mondo.

Ma le sorprese non sono finite. Per l’edizione romana gli organizzatori hanno pensato anche a chi non potrà essere fisicamente a Spinaceto, organizzando una diretta streaming online, sul canale You Tube di Thalia Group (https://www.youtube.com/user/TheThaliaGroup), uno degli sponsor dell’iniziativa. E per rendere memorabile l’evento, lo Spine & Vinegar Playing for Change diventerà anche un documentario.
(emme.la)

locandina evento

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5 Comments

  1. eugenia

    ho inviato un commento che è poi sparito, magari per ragioni tecniche, allora ripeto che queste iniziative sono tutto fuorché innocenti, non si cambia il sistema con queste poche briciole di carità, si rapina 1000 e si torna 1 e con questo 1 ci si lava la coscienza, bastava che l’articolista si informasse meglio e avrebbe scoperto che genere di iniziativa sia questa, penso che POPOFF debba mantenersi sempre critico e non cadere nelle trappole mediatiche!

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    1. admin Popoff

      La redazione di Popoff non censura i commenti dei propri lettori, per cui non sappiamo che fine abbia fatto il commento presunto “sparito”.
      Non abbiamo elementi per pensare che dietro al Playing for Change Day si nasconda alcuna truffa. Ma se Eugenia ha raccolto testimonianze o prove evidenti di illeciti commessi dalla Fondazione statunitense, la redazione del giornale è disponibile a prenderle in considerazione.
      Per quanto riguarda l’etica della solidarietà in generale e le “briciole di carità”, ognuno è libero di agire secondo coscienza. La notizia dell’evento romano ci è parsa degna di nota.
      Grazie

      Reply
  2. eugenia

    Allora …preciso che non ho mai pensato ad una censura, altrimenti non vi leggerei più, effettivamente è sparito il primo contributo, è tornato in vista per qualche secondo e poi è sparito di nuovo, perciò ho pensato ad un problema tecnico, detto questo vi consiglio di guardare questo video, tanto per entrare nel clima del “noi siamo i buoni” http://www.freethechildren.com/video/?id=71448577
    e poi qui sotto…dove scoprirete che uno degli sponsor è la Potash Corp che è quello che ho copiato più sotto …
    e poi vi dico che contenti voi … questo è il mondo in cui viviamo, più di tanto mi chiedo che si può fare? non mi indignerò sempre da sola, arriverà anche il momento in cui risparmierò le mie energie per la poesia o meglio ancora per il rumore del mare ….

    http://www.freethechildren.org/international-programming/our-model/agriculture-and-food-security/

    La Potash Corporation of Saskatchewan Inc (nota anche come PotashCorp) è una società canadese attiva nel settore minerario con sede a Saskatoon, Saskatchewan. La società rappresenta oggi la più grande produttrice al mondo di cloruro di potassio, oltre che essere rispettivamente al secondo e terzo posto per quanto riguarda l’estrazione di azoto e potassio, tutti elementi fondamentali per la produzione di fertilizzanti, di cui la società è il primo produttore al mondo. Alla fine del 2007 la società controllava il 22% della capacità produttiva mondiale di cloruro di potassio, il 2% di quella dell’azoto e il 6% della produzione di fosforo. La società è proprietaria anche di parte di Canpotex, che gestisce l’esportazione dei sali di potassio del Saskatchewan.

    Nel 2008 la società ha fatturato 9,45 miliardi di dollari, con un utile netto di 3,5 miliardi di dollari, impiegando 4879 dipendenti.

    Nel mese di agosto 2010, PotashCorp è stata oggetto di un’offerta pubblica di acquisto ostile da parte di BHP Billiton.

    Reply
  3. eugenia

    il commento l’ho già mandato, è apparso ed ora scomparso perciò lo rimando, secondo me è evidente che avete problemi tecnici …
    Allora …preciso che non ho mai pensato ad una censura, altrimenti non vi leggerei più, effettivamente è sparito il primo contributo, è tornato in vista per qualche secondo e poi è sparito di nuovo, perciò ho pensato ad un problema tecnico, detto questo vi consiglio di guardare questo video, tanto per entrare nel clima del “noi siamo i buoni”http://www.freethechildren.com/video/?id=71448577
    e poi qui sotto…dove scoprirete che uno degli sponsor è la Potash Corp che è quello che ho copiato più sotto …
    e poi vi dico che contenti voi … questo è il mondo in cui viviamo, più di tanto mi chiedo che si può fare? non mi indignerò sempre da sola, arriverà anche il momento in cui risparmierò le mie energie per la poesia o meglio ancora per il rumore del mare ….
    http://www.freethechildren.org/international-programming/our-model/agriculture-and-food-security/
    La Potash Corporation of Saskatchewan Inc (nota anche come PotashCorp) è una società canadese attiva nel settore minerario con sede a Saskatoon, Saskatchewan. La società rappresenta oggi la più grande produttrice al mondo di cloruro di potassio, oltre che essere rispettivamente al secondo e terzo posto per quanto riguarda l’estrazione di azoto e potassio, tutti elementi fondamentali per la produzione di fertilizzanti, di cui la società è il primo produttore al mondo. Alla fine del 2007 la società controllava il 22% della capacità produttiva mondiale di cloruro di potassio, il 2% di quella dell’azoto e il 6% della produzione di fosforo. La società è proprietaria anche di parte di Canpotex, che gestisce l’esportazione dei sali di potassio del Saskatchewan.
    Nel 2008 la società ha fatturato 9,45 miliardi di dollari, con un utile netto di 3,5 miliardi di dollari, impiegando 4879 dipendenti.
    Nel mese di agosto 2010, PotashCorp è stata oggetto di un’offerta pubblica di acquisto ostile da parte di BHP Billiton.

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