giovedì 15 novembre 2018

Un video per mostrare i crimini di guerra commessi in Ucraina

Un video per mostrare i crimini di guerra commessi in Ucraina

«È un incubo. Perché ci uccidono? Perché?». L’offensiva dell’esercito ucraino nel Donbass va avanti da cinque mesi. Bombardamenti continui sulle città che stanno mietendo migliaia di vittime. Donne, bambini, anziani. Un video ha messo insieme tante sequenze di presunti crimini di guerra.

 

di Franco Fracassi

«Che cosa abbiamo fatto di male. Siamo persone pacifiche. Non ho parole. È un incubo. Perché dobbiamo abbandonare le nostre case nel nostro Paese. Noi siamo persone come loro. Perché ci uccidono? Perché?». Mentre parla la ragazza piange a dirotto. Il suo paese (Staraja Kondrashovka) è stato appena bombardato pesantemente dall’esercito ucraino. «Qui non ci sono mai stati miliziani, né separatisti, né terroristi. Qui ci sono tutte persone pacifiche. Hanno distrutto tutta la strada», urla un vicino di casa. A Staraja Kondrashovka sotto le bombe è morto anche un bambino che aveva compiuto cinque anni il giorno prima. Si chiamava Vanya Ermilov. Sono cinque mesi che l’Ucraina orientale (conosciuta anche come Donbass) è sotto assedio da parte dell’esercito ucraino. Ufficialmente Kiev sta facendo la guerra a un manipolo di terroristi. In realtà, la stragrande maggioranza delle vittime sono civili. I morti tra i miliziani separatisti si contano a decine, a fronte di oltre duemila complessivi. I media occidentali non ne parlano mai, ma in Donbass è in corso un vero e proprio massacro.

 

«Heil Ucraina! Heil agli eroi!». Così termina il giuramento fatto dai paramilitari del battaglione Azov prima di partire per il fronte. Il ministero della Difesa ucraino ha integrato tra le fila della guardia nazionale anche diversi battaglioni composti da miliziani del partito nazista Pravy Sektor e di volontari fascisti e nazisti provenienti da tutta Europa. Sono loro a usare il pugno più duro tra i civili delle città dell’est. Esistono molti filmati che li ritraggono mentre compiono soprusi, picchiano, minacciano, uccidono persone per motivi futili.

 

Un gruppo di avvocati ucraini ha deciso di raccogliere le prove per sperare di riuscire ad aprire un processo alla Corte internazionale dell’Aja per «crimini di guerra». Finora i legali non hanno trovato nessuna sponda politica in Occidente. Gli Stati Uniti sono apertamente schierati dalla parte del governo ucraino, e quindi implicitamente alleati dei paramilitari. L’Italia e l’Europa hanno seguito Washington in questa impresa.

 

Popoff ha deciso di mostrarvi un video che raccoglie alcuni di questi presunti crimini di guerra. Giudicate voi.


Alcune indicazioni sul time code del video per aiutarvi nella visione:

0’00” Giuramento del battaglione Azov: «Heil Ucraina! Heil agli eroi!».

3’12” Rastrellamento.

4’11” Arresti per strada con assassinio.

5’20” Cittadini si ribellano a una banda di paramilitari del battaglione Dnepr, che iniziano a sparare, ferendo e uccidendo due persone. Volevano impedire ai cittadini di votare al referendum.

6’50” Attacco a civili a Novoaidar. Senza motivo.

9’00” La guardia nazionale bombarda Slavyansk. Danni e vittime in città.

14’10” Civili uccisi da cecchini vicino all’aeroporto di Donetsk.

15’15” L’esercito ucraino bombarda Slavyansk con i suoi cannoni.

16’20” Il risultato bombardamenti: case a fuoco e distrutte. Un uomo: «Stare qui seduti a vedere la propria casa bruciare». Una donna piange perché la sua casa è stata distrutta: «Bastardi!».

20’20” Quarantacinquenne ucciso fuori da un caffè colpito da una granata. Un uomo: «Adesso ci proteggiamo vivendo tutti nelle cantine o nei rifugi».

21’40” Un’auto colpita da una granata. Una vittima.

22’20” Rifugio sotterraneo. «Ecco come viviamo». Un’anziana signora: «Vogliamo la pace, non la guerra. Ditelo alla gente di tutta l’Ucraina. Noi vogliamo la pace».

24’10” Centro di Kramatorsk. Una donna dilaniata da una granata, poi il cadavere di un uomo.

25’20” Bombardamenti notturni.

26’25” Ospedale psichiatrico colpito dall’esercito ucraino. Rifugio.

27’15” Soldati dell’esercito ucraino scaricano corpi da un blindato, nei pressi di Slavyansk.

28’15” Kramatorsk. Due persone morte per strada e una donna dentro un pullmino.

30’40” Kramatorsk. Un’auto bucherellata di colpi. All’interno il cadavere del conducente.

31’25” L’esercito bombarda il villaggio di Dobropillia usando missili Bm-21 Grad.

32’10” Vittime e distruzioni dopo un bombardamento aereo a Staraja Kondrashovka. Un uomo: «Qui non ci sono mai stati miliziani, né separatisti, né terroristi. Qui ci sono tutte persone pacifiche. Hanno distrutto tutta la strada». Un uomo: «Mio nipote è morto in ospedale». Un uomo piange: «Ma quali terroristi. Hanno ucciso un uomo di sessantasette anni. E laggiù altre cinque persone». Una ragazza piange: «Che cosa abbiamo fatto di male. Siamo persone pacifiche. Non ho parole. È un incubo. Perché dobbiamo abbandonare le nostre case nel nostro Paese. Noi siamo persone come loro. Perché ci uccidono? Perché?».

33’55” Un uomo sotto shock: «Hanno ucciso tre persone, tra cui un bambino di cinque anni». Vanya Ermilov aveva compiuto cinque anni il giorno prima della sua morte a Staraja Kondrashovka.

34’25” Lugansk. L’aviazione bombarda la piazza centrale della città, dove si trova la sede dell’amministrazione regionale: morti e distruzione.

36’00” Slavyansk. Un gruppo di genitori salutano i propri figli che fuggono (in pullman) in Crimea. Un’anziana: «Vorrei prendere quest seguaci di Bandera e… non so che cosa gli farei». Una donna: «In televisione fanno passare il messaggio che siamo terroristi, che tutti i bambini sono terroristi, gli adulti, gli anziani, e che bisogna spararci».

37’15” Un gruppo di persone abbandona in pullman il villaggio di Snezhnoe.

37’30” Bambini di Slavyansk raggiungono la Crimea. Una bambina: «Ho avuto molta paura. C’erano spari, esplosioni. Sono molto contenta di essermene andata. Qui siamo protetti». Testimonianze di persone fuggite perché avevano figli (mamme e bambini). Un uomo: «Per Kiev le nostre città non esistono, né Kramatorsk, né Donetsk e nemmeno Lugansk. Che cosa dobbiamo fare?». Una coppia di anziani piangenti: «È un incubo. Chiudo gli occhi, ma l’incubo non se ne va via. Tutte le cose belle sono sparite». Una bambina, piangente: «Non voglio tornare a casa. Mi manca solo il cane».

42’30” Egor Aleksandrov aveva dieci mesi quando è stato ucciso durante il bombardamento di Antratsyt. È il quinto bambino morto in zona dall’inizio del conflitto. Sua madre piange e si dispera sul cadavere del figlio.

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