sabato 22 settembre 2018

L’oscena bruttezza di Roma, per esempio i Parioli

L’oscena bruttezza di Roma, per esempio i Parioli

C’erano una volta i Parioli, e ci sono ancora. Ma la vivibilità degrada anche nei luoghi più rinomati della Capitale

di Lenny Bruce

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Roma 2014. Il quartiere agognato da tanti romani e non solo: una babele di disgusto, di non sense, di arricchiti e di faccendieri.

Un carattere paradigmatico di Parioli crescente di mese in mese: il puzzo delle deiezioni e delle urine canine per le strade. Un cane a famiglia non è sufficiente, ce ne sono spesso due se non tre. Si dividono in due taglie: improbabili cani nani, dei Quasimodo deformi, spesso in compagnia di vecchie signore; cani di stazza: Labrador, pastori tedeschi, Boxer, Setter irlandesi, san Bernardo, Bulldog. Una buona metà delle deiezioni sono raccolte in bustina o in cartoccio dai proprietari che le gettano nei cassonetti (che di conseguenza emanano un olezzo un pò ingombrante); l’altra metà resta per strada à la belle etoile. Calcolando che in una strada di 100 metri ci insistono almeno 50 cani, possiamo immaginare un apporto quotidiano di una decina di chili di feci e di 20-25 litri di urina alla grande bellezza della via. Ovviamente ogni possessore di cane soffre della sindrome NIMBY perciò i rifiuti del proprio cane “si producono” almeno 10 metri lontano dal proprio portone ché… sennò sembra brutto. Il bello è quando un’anziana dal passo malfermo porta a passeggio i suoi due animalini: sembra una scena degna dei trampolieri del circo equestre ed ogni tanto si conclude con clamorose cadute con fratture…. Dopo che l’anziana si è rotta le ossa per i cagnolini spunta allora la mitica figura del dog sitter che ne porta contemporaneamente almeno 7/8. Comunque, proprietario o dog sitter che sia, nessun cane, neanche quelli di stazza, porta la museruola, ci mancherebbe altro.

Di indigeni a Parioli non ce ne sono moltissimi residenti. Ma di giorno sono attivi gli uffici con gli impiegati e gli opifici delle cartiere e delle lavanderie: si lava tanto ma tanto a Parioli ed è un quartiere zeppo di banche e di fiduciarie. Quanto ai faccendieri c’è solo l’imbarazzo della scelta, a Roma quando sono arrestati, e ogni tanto capita, l’arresto avviene a Parioli, mica a Fidene o a Boccea, nella periferia dell’Urbe! Irrompono gli inquirenti e se li portano via, certe volte platealmente con veri e propri blitz notturni, ma come a Palermo nessun condòmino vede o sa niente, come non ha mai visto quel bozzo enorme dietro i giubbotti dei guardaspalle dei faccendieri: saranno stati dei telefoni satellitari, perché pensare male! Dopo qualche settimana circola la bubbola che il Dottore è in ferie all’estero; quando e se viene condannato al carcere gli indigeni dicono che ha avuto la “disgrazia”. Ma è così signorile Parioli dove si vede girare negli uffici dei faccendieri di mattina uno stuolo di politici e di boiardi di Stato!

Tutti i tipi di faccendieri si trovano a Parioli, quelli in contatto con Ndrangheta e Cosa Nostra, quelli epigoni della Banda della Magliana, quelle delle corruzioni di Stato, delle infami vendite di armi, delle truffe nazionali e internazionali: tutti insieme appassionatamente. Spesso li trovi attovagliati nei loro bar e ristoranti all’ora di pranzo.

Di cocaina ne passa a fiumi, talvolta, dopo mezzanotte, in alcune vie per gli odorati fini se ne sente la scia olfattiva.

Gli indigeni residenti preferiscono investire in immobili, anche per i propri figli, ovvero in SUV BMW o Mercedes, ma per altri consumi vivono in condizioni da miserabili. Parecchi negozi alimentari hanno chiuso per disperazione, nei supermercati il bancone carni ha quattro fettine asfittiche, qualche salsiccia o petto di pollo. Il pesce venduto è in genere quello greco di allevamento a prezzi da discount. Il supermercato superhard discount è sempre pieno zeppo e fa incassi record. I pariolini mangiano praticamente solo quando vanno al ristorante o al Circolo insieme ai loro amici; a casa sono soliti manducare schifezze. D’inverno accadono scene esilaranti con la temperatura domestica: i Pariolini sono adoratori del riscaldamento autonomo, che però è una sorta di soprammobile come l’argenteria e il vaso Cinese: non si accende mai chè non si sente mai l’esigenza. Nei giorni della neve alemannina a Roma di tre anni fa, decine di ricchi borghesi dei Parioli tenevano il termosifone decisamente spento. Di converso va di moda la broncopolmonite in inverno nelle case dei pariolini, le infermiere lavorano come mule in quei periodi per fare iniezioni a litri di Rocefin nei deretani dei ricconi.

Le cameriere fisse dei pariolini: extracomunitarie sottopagate, meglio se clandestine (sulle loro colfs i pariolini, xenofobi, si dimostrano garantisti sulla clandestinità, ma va?). Secondo i loro “signori” praticamente non dovrebbero mangiare, dato che loro stessi sono soliti mangiare poco o male: la razione d’ordinanza è una minestrina con formaggino ogni sera! Speriamo che queste povere donne sottomesse riescano in qualche modo ad aggirare le proibizioni dei loro despoti.

E le baby puttane? Hanno sede fissa a Parioli: ma va? I pariolini ci sono abituati e accostumati. Non ci sono solo borgatare nei bordelli ma anche indigene. Ce n’è un ricambio continuo: si batte a 15 anni, facendosi di bamba da paura. Poi, a 18 anni ti fai il fidanzatino, a 25 ti sposi con uno che ha i soldi, che a 40 anni andrà a baby puttane continuando un ciclo infinito, tanto anche tuo padre andava a baby puttane… E’ un karma e una nemesi di squallore totale, metagenerazionale.

Chiudo con un’altra peculiarità dei Parioli. Gli antifurti delle auto e delle case la notte sono una tortura: UIOO, UIOO, UIOO. La sensibilità è tarata al massimo, non sia mai, in idolatria della sacra inviolabilità della proprietà privata. Certe volte i proprietari sono in casa e si sorbiscono essi stessi le trombe di Gerico, il più delle volte sono in vacanza. Ovviamente la banda dei ladri georgiani sa benissimo come fregare ogni tipo di antifurto. Ma i pipistrelli, i gechi, e le falene, le sleppe di microonde (facilmente in giro nel quartiere) non sono georgiani ed è un delirio quotidiano di UIOO, UIOO.. Ovviamente nessuno persegue il reato di disturbo della quiete pubblica: mai creare problemi e noie al Marchese, al Dottore, al Cavaliere. Il rimedio dei pariolini al rumore lancinante degli antifurti: aumentare le dosi di Bromazepam, di cui si imbottiscono per le loro depressioni e ansie croniche…

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