martedì 13 novembre 2018

Verona, il laboratorio fascio-leghista di Tosi

Verona, il laboratorio fascio-leghista di Tosi

Le reti antifasciste veronesi annunciano un nuovo dossier sulle violenze squadristiche e sulle connivenze con chi governa la città. Sabato giornata di mobilitazione

di Checchino Antonini

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Verona è la città dove si può morire perché un branco di estremisti di destra ti pesta a sangue con il pretesto di una sigaretta negata solo perché hai l’aria di un ragazzo di sinistra (omicidio di Nicola Tomassoli del 5 maggio 2008) e c’è un fascismo di senso comune per cui alla biglietteria della stazione si può assistere alla scena di un veronese doc che non vuole acquistare il biglietto da un’impiegata di origine africana (sebbene nata a Palermo). E il fascismo squadrista e quello di senso comune hanno solidi legami con chi amministra la città.

Però in città c’è chi resiste allo squadrismo e si oppone alla fascisteria quotidiana andando a testimoniare in tribunale (il 59enne razzista è stato condannato a 30 giorni convertiti in 7500 euro di multa). Chi resiste allo squadrismo ha appena annunciato il programma di una mobilitazione in preparazione da tempo (da quando è stato proibito un concerto dei 99 Posse nella città scaligera) per il 25 ottobre, sabato. E’ stata appena presentata alla stampa l’anteprima di un dossier su 23 anni di scorribande nazifasciste in città e sulle connivenze su cui possono contare i loro autori nella Verona che conta. A partire dal sindaco Tosi e dal suo entourage. Oggi la Lega ha il volto di questo sindaco che nel frattempo è diventato un fenomeno mediatico ma che in realtà è l’abile tessitore di una trama fra fascisti vecchi e nuovi, ambienti della chiesa vicini all’Opus Dei. L’attuale vescovo Zenti è un forte sostenitore non solo degli integralisti ma anche dello stesso sindaco.
Verona è ormai da troppo tempo una città-laboratorio dell’estrema destra e dei movimenti integralisti cattolici e, tra i consiglieri comunali e circoscrizionali eletti nella sua lista Tosi, parecchi provengono proprio dalle file della destra radicale e qualcuno ne è tuttora il referente. Vittorio Di Dio, ex Msi-An-PdL, è il referente di CasaPound in consiglio comunale, Marcello Ruffo, coordinatore regionale di CasaPound, è consigliere in Terza circoscrizione, Massimo Piubello, ex Veneto Front Skinhead, ex Fiamma Tricolore, attualmente di Progetto nazionale-Fiamma futura, è consigliere comunale, Ciro Maschio, ex Fronte della Gioventù, ex An, attualmente di Fratelli d’Italia, è consigliere comunale. Altri, ex consiglieri in forza al centrodestra, sono stati nominati presidenti delle municipalizzate. Andrea Miglioranzi, ex Veneto Front Skinhead, chitarrista del gruppo nazirock “Gesta Bellica” è presidente dell’Amia (municipalizzata per i Servizi ambientali), Massimo Mariotti, ex MSI-AN, referente della destra sociale, indicato dagli integralisti cattolici sul sito Agere Contra come loro responsabile, ex assessore alle Politiche giovanili nella giunta Sironi (Forza Italia) dal 1998 al 2002, è presidente di Acque Veronesi, la società consortile che gestisce la rete idrica cittadina. L’avvocato difensore di tutti i neonazisti coinvolti in pestaggi o peggio, Roberto Bussinello, ex Fiamma tricolore, ex Forza Nuova, attualmente di Comunità identitaria, fa parte dell’organismo di vigilanza di Agsm (municipalizzata che gestisce la rete di distribuzione di gas ed energia elettrica).
L’ultimo, eclatante episodio di discriminazione “istituzionale”, riguarda i 99 Posse, a cui è stato praticamente impedito di esibirsi in città nell’ambito dell’Vrban Ecofestival.
Ma sono molti altri gli episodi e i fatti, ben più gravi, a scandire la vita quotidiana della città.
L’aggressione squadrista all’università in occasione di una conferenza di Alessandra Kersevan sulle foibe, l’approvazione in consiglio comunale di una mozione omo-transfobica a cura del consigliere integralista cattolico Alberto Zelger, che invita le scuole a vigilare sulle iniziative in odor di “teoria del gender” con numero verde comunale per ricevere le “spiate”, le varie ordinanze e divieti del sindaco, tra cui quella che multa chi soccorre i senzatetto, l’aggressione fascista in vari locali del quartiere popolare di Veronetta con protagonista il suddetto consigliere di circoscrizione Marcello Ruffo, l’approvazione con finanziamento pubblico del progetto di quest’ultimo per una commemorazione del neofascista Sergio Ramelli, sono soltanto alcuni degli episodi di un elenco che sarebbe tristemente più lungo. Dal 2008, dall’omicidio di Nicola Tommasoli, non è cambiato nulla!
Già 14 anni fa gli antifascisti veronesi chiamarono alla mobilitazione le forze democratiche, nel tentativo di fermare quello che anche allora si configurava come un laboratorio avanzato delle destre. Allora la Lega era alleata con Forza Italia per affermare un blocco di consenso che comprendeva nuovi fascisti e integralisti.

Da tutto questo l’appello per una nuova grande giornata antirazzista e antifascista sabato prossimo, tappa di un percorso di riflessione, di sensibilizzazione e di reale cambiamento. L’ASSEMBLEA per il 25 OTTOBRE (promossa da Kollettivo Autonomo Antifascista, Circolo Pink LGBTE, Ross@ Verona, Rifondazione, Pdci ecc…) ha messo a punto un programma che inizia dal mattino con un’assemblea pubblica cui parteciperà Saverio Ferrari (Osservatorio Democratico sulle nuove destre) per proseguire con un corteo che partirà dalla stazione di Porta Nuova

Dopo molti anni, dunque, arriva un aggiornamento dei dossier che fecero scalpore, “Allarmi son fascisti” e “Veronesi tuti mati”, che raccontavano altre “malefatte”, quelle dell’amministrazione Sironi e dell’astro nascente della Lega, Flavio Tosi.

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