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si fa di carta grazie a te! Arriva
Libro-rivista di racconti, inchieste, riflessioni

Il primo numero, ottimo anche come idea regalo, è già pronto e si intitola Cocktail partigiani. Parole in fondo al bicchiere, un volume di Gabriele Brundo, scrittore-barman genovese corredato da illustrazioni di una dozzina di disegnatori, da un ricettario di cocktail a base di Amaro Partigiano e da alcune riflessioni su produzione e consumo di alcol e letteratura.

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Ma quanto fa bene leggere ad alta voce con i propri figli

Studi autorevoli hanno dimostrato che leggere ad alta voce ai bambini li fa crescere intellettualmente prima, favorendo, tra le altre cose, lo sviluppo del linguaggio.

di Alessandra Contigiani

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Chi di noi, da bambino, non ha mai sognato di seguire il piccolo Jim alla ricerca dell’isola del tesoro? O di cimentarsi in qualche bizzarra avventura insieme a Tom Sawyer? I libri, sin da quando non sapevamo ancora leggere ed ascoltavamo le narrazioni di mamma e papà, ci hanno introdotti nel mondo reale attraverso una via privilegiata: quella dell’immaginazione. Ci hanno fatto sognare, ridere, piangere, trattenere il fiato, gridare di terrore, innamorare. Ci hanno fatto viaggiare. Dobbiamo moltissimo ai libri lettici dai nostri genitori, durante la prima infanzia. Ma quello che forse non sappiamo è che la scienza stessa lo conferma. Mondo accademico, ricerche governative ed internazionali: tutti concordano sul fatto che leggere ad alta voce, quotidianamente, insieme ai propri bambini, sortisca effetti estremamente positivi sullo sviluppo del linguaggio, dell’alfabetizzazione e sul successo scolastico degli stessi.

L’Università di Melbourne ha provato, ad esempio, che i bimbi di quattro o cinque anni a cui vengono letti libri ad alta voce dalle tre alle cinque volte a settimana, sono avanti di sei mesi rispetto ai propri coetanei (di un anno, quelli a cui viene letto sei o sette volte a settimana). Il Dipartimento di Educazione degli Stati Uniti ha inoltre riscontrato che i bambini a cui un membro della propria famiglia legge ad alta voce almeno tre volte a settimana, hanno il doppio delle probabilità di rientrare tra il 25% di coloro che riescono meglio nella lettura. Inoltre, secondo l’Institute of Education dell’Università di Londra, i bimbi di cinque anni a cui i genitori leggono regolarmente, all’età di sedici anni hanno migliori performance in matematica, dizione ed ortografia rispetto ai propri coetanei, dati confermati anche da ricerche analoghe dell’Ocse.

Non solo. La lettura ad alta voce gioverebbe persino al reddito individuale. Secondo la British Medical Association, i divari educativi infantili dovuti a disparità di condizioni economiche potrebbero in parte essere colmati grazie alla lettura quotidiana operata in famiglia. Inoltre, gli individui a cui viene letto almeno una volta a settimana all’età di cinque anni, hanno meno probabilità di essere poveri da trentenni (Università del Surrey e London School of Economics).

Anche la sfera dei sentimenti sembrerebbe positivamente influenzata dalla lettura ad alta voce nella prima infanzia. Quest’ultima favorirebbe la creazione di legami sentimentali, promuovendo relazioni affettive forti e stabili ed un attaccamento sicuro, con effetti benefici che si protrarrebbero anche con l’avanzare dell’età.

Cosa e quanto leggere? Di tutto un po’: filastrocche, fiabe, racconti. Insieme ai propri figli, ad alta voce, almeno mezz’ora al giorno.

La quantità delle ore a cui si è sottoposti all’ascolto è essenziale, come anche la precocità: bambini a cui si è letto ad alta voce per mezz’ora al dì sin dalla primissima infanzia, a cinque anni mediamente hanno accumulato circa novecento ore di “formazione”, mentre coloro ai quali si è letto solamente mezz’ora alla settimana solamente centoquaranta.

Allora, che aspettate: quando tornate a casa dal lavoro, aprite un libro insieme ai vostri piccini! Sarà il più bel regalo che potrete far loro, in assoluto.

mediazione

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