domenica 16 dicembre 2018

Kobane è libera!

Kobane è libera!

Un tweet annuncia la liberazione. I mercenari dell’Isis sarebbero confinanti in sole quattro strade a est della città. Ypg: appena le sgomberiamo dichiareremo libera Kobane

di Ercole Olmi e Carlo Perigli

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L’annuncio su un tweet: #Kobane is liberated, tonight in control of Kurdish #YPG pic.twitter.com/p69lRydcdj #Twitterkurds

— #Kobane (@YoungKurds) January 26, 2015.

La città sotto assedio da mesi, da parte dei mercenari del Califfo Neri, è stata liberata dai combattenti kurdi e dai loro alleati.
Mazlum Kobanê, un comandante YPG sul fronte orientale, ha detto che le bande ISIS sono state ora confinate solo in quattro strade nella zona Kaniya Kurda, e che la vittoria sarà dichiarata una volta che queste quattro strade siano state liberate. Lo riferisce firatajans.com. Mazlum Kobanê ha detto che lo YPG dopo la liberazione di Mistenur Hill, aveva intensificato le operazioni per pulire la città dalle restanti bande. L’offensiva è partita nel mese di dicembre per ribaltare gli attacchi che Isis conduceva dal 15 settembre senza tuttavia ottenere mai l’accesso alla città da ovest. Dopo la liberazione di Mistenur Hill era stato cacciato dal fronte meridionale.
Il 23 gennaio le forze YPG / YPJ hanno liberato una scuola in via Seyda dove c’è la moschea. Le bande ISIS sono allo sbando e molti fascisti islamici sono stati uccisi o costretti a fuggire.
“Stiamo avanzando con cautela a causa delle mine lasciate dalle bande che fuggono”.

L’ufficialità che si aspettava è arrivata dopo poche ore: Kobane è libera, grazie alla resistenza eroica dei/lle combatenti di Ypg e Ypj, che per 134 giorni hanno resistito di fronti agli assalti compiuti dall’Isis. La conferma è arrivata dal portavoce delle Unità di Difesa Popolari, Polat Can e ora la notizia sta venendo trasmessa in tutti i maggiori network mondiali. Uomini e donne, troppo spesso dimenticati anche nell’ambito del conflitto siriano, hanno difeso la Rojava contro un esercito equipaggiato (da chi?) molto meglio di loro, ritrovandosi bersaglio della coppia Erdogan-Davutoglu all’attraversamento della frontiera con la Turchia. Al momento, risulta che anche la parte orientale della città sia stata liberati, con i jihadisti costretti alla fuga.

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