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Il primo numero, ottimo anche come idea regalo, è già pronto e si intitola Cocktail partigiani. Parole in fondo al bicchiere, un volume di Gabriele Brundo, scrittore-barman genovese corredato da illustrazioni di una dozzina di disegnatori, da un ricettario di cocktail a base di Amaro Partigiano e da alcune riflessioni su produzione e consumo di alcol e letteratura.

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Homeconsumare stancaOggi la spesa la faccio gratis. A Copenhagen

Oggi la spesa la faccio gratis. A Copenhagen

Ma anche a Bologna, Bolzano o Modena. Ecco una lista di negozi money-free, per solidarietà, riuso o marketing

di Francesco Ruggeri
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Bolzano, Modena, Bologna, Copenhagen: ecco dove fare spesa gratis per desiderio di solidarietà, cultura del riuso, persino a fini di marketing. La nuova tendenza vale per supermercati, bazar, mercatini «money-free» nei quali ottenere beni e servizi, senza mettere mano al portafogli.  A  Bolzano c’è Passamano, dove si possono portare gli oggetti che non si usano più, ma che potrebbero servire ad altri. Chi ha bisogno, può prendere in questo «non negozio» fino a 5 oggetti a settimana, senza pagare niente, dai libri agli articoli sportivi, dai piccoli elettrodomestici ai giocattoli e i vestiti. «È una filiera tutta gratuita che ho avviato grazie a un negozio ereditato, che ho messo a disposizione gratuitamente e in cui oggi lavorano tra i 25 e i 30 volontari – spiega all’Adnkronos l’ideatore Alessandro Borzaga – non si paga niente, chi vuole può fare un’offerta ed è grazie alle donazioni che paghiamo le spese telefoniche o le bollette. Dopo due anni e mezzo abbiamo preso anche un laboratorio in cui realizziamo oggetti d’arte o di uso comune e riparazioni di bici. E grazie al Comune e alla municipalizzata dei rifiuti, abbiamo dato vita a ‘Passamano in piazza’: una volta al mese, ogni volta in una piazza diversa, i cittadini possono portare oggetti, anche di grandi dimensioni, e lasciarli lì per chi ne ha bisogno».
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A Bologna, nel quartiere Santo Stefano, c’è invece un mercatino che unisce promozione della cultura del riuso e beneficenza. Si chiama Re-Use for Good e ad aprirlo è stata l’associazione Re-Use with Love per fornire gratuitamente o a fronte di una donazione simbolica, capi di abbigliamento, accessori, scarpe, abbigliamento sportivo, giochi, libri, usati e in buono stato, a tutti i cittadini residenti italiani e stranieri che ne abbiano necessità o bisogno. Obiettivi: educazione al riuso, contrasto agli sprechi. Per rimanere in Emilia Romagna, a Modena c’è l’Emporio Portobello, un vero e proprio supermercato in cui chi è in difficoltà economica può fare la spesa gratis e pagare offrendo ore di volontariato che si trasformano in punti utili per acquistare i prodotti donati da aziende, privati o ricavati da raccolte alimentari. Ed ecco qualche dato sull’attività di Portobello: 500.000 euro il valore dei prodotti distribuiti in un anno grazie alle donazioni; 40 le aziende donatrici; 1.800 le persone che hanno beneficiato di Portobello in un anno; 50% è il fabbisogno mensile che Portobello copre per ciascuna famiglia.
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Ma non è solo la solidarietà la motivazione che sta alla base di queste iniziative, che possono rivelarsi anche un utile strumento di pubblicità per le aziende. Un esempio è il danese Freemarket, nel quartiere Frederiksberg a Copenaghen: qui la spesa si fa gratis, basta impegnarsi a pubblicizzare i prodotti scelti sui social network. Con lo slogan «Prova prima di comprare», il consumatore è invitato a registrarsi al sito del negozio pagando un canone mensile di circa 2,50 euro; fatto questo è libero di scegliere fino a 10 prodotti al mese (tutti diversi), scattare una foto a quelli selezionati e la pubblica su Facebook, Twitter o Instagram con una descrizione e un giudizio. Da parte loro, anche le aziende versano una quota a Freemarket e, naturalmente, forniscono i prodotti che vogliono pubblicizzare e far provare ai consumatori.

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