5 C
Rome
giovedì 21 Gennaio 2021
5 C
Rome
giovedì 21 Gennaio 2021
Home quotidiano movimento «A casa di Scilipoti per dire che il 14 dicembre c'eravamo tutti»

«A casa di Scilipoti per dire che il 14 dicembre c’eravamo tutti»

Il pm chiede 3 anni e 8 mesi per il corteo del 14 dicembre 2010 quando Berlusconi si salvò con la fiducia di Scilipoti. Oggi la protesta sotto la casa del “voltagabbana”. Il 2 aprile la sentenza

di Francesco Ruggeri

scontri_14_dicembre_fiducia_roma_flickr_ateneinrivolta3

Sono state formulate le richieste di condanna per il corteo del 14 Dicembre del 2010 a Roma. 3 anni e 8 mesi richiesti dal PM Tescaroli per alcuni manifestanti e neppure un giorno di condanna per chi quel giorno fece compravendita di voti e imbrogli. Quel giorno una grande manifestazione, indignata, aveva provato ad assediare i Palazzi in cui si stava votando la fiducia al governo Berlusconi.

Un conferenza stampa degli imputati, oggi a Roma, sotto una delle tante case del senatore Scilipoti, in via Tuscolana 695, in attesa della sentenza prevista il 2 aprile. E’ stata indetta dalla Rete Territoriale Cinecittà Bene Comune per ricordare che nessun partito dell’opposizione aveva indetto una giornata di protesta, nessun sindacato confederale aveva indetto uno sciopero. Solo i movimenti in maniera indipendente promossero una giornata di mobilitazione contro una crisi che ogni giorno si dimostrava sempre più feroce. In quei giorni i media scrivevano che Berlusconi non aveva più la maggioranza e i numeri in parlamento. Mentre il corteo sfilava, arrivò la notizia che la fiducia salvava in estremis – con 3 voti determinanti dello schieramento di centro-sinistra – il governo della crisi e del “bungabunga”. Tra questi proprio Scilipoti, un estremista di destra eletto con l’Idv di Di Pietro, che con l’antiberlusconismo aveva fatto la sua carriera politica. «In molti ci sentimmo umiliati dalle istituzioni che oltre a farci pagare una crisi economica e del lavoro prodotta dalle banche e dai poteri finanziari ora si prendeva gioco delle persone senza un’ombra di ritegno – ricordano gli imputati (Nunzio D’erme del Corto Circuitom Giordano Luparelli del centro sociale Spartaco, Francesco Saverio Ciacciarelli di Hierba Mala) – allora decidemmo di avvicinarci al parlamento, il teatrino dell’ennesima buffonata, per protestare la nostra indignazione. A distanza di 5 anni dai fatti, per noi arrivano anni di carcere e per chi quel giorno come Scilipoti tradiva il suo elettorato e si vendeva a Berlusconi iniziava una nuova avventura che lo vede tuttora senatore della repubblica e uomo di fiducia di Berlusconi. Oggi siamo qui sotto casa di Scilipoti di fronte al fatto che ben 178 deputati hanno cambiato casacca negli ultimi 2 anni, seguendo l’esempio del senatore voltagabbana, raggiungendo un record europeo del fenomeno che si ripete in questi giorni anche per tenere in vita l’attuale governo Renzi, non eletto e illegittimo. Siamo sotto casa di Scilipoti per affermare una nuova idea di democrazia e di giustizia sociale, per ribadire che quel 14 dicembre c’eravamo tutti in piazza, contro brogli e malaffare».

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento, prego!
Inserisci il tuo nome qui, prego

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ultimi articoli

Di cosa è davvero fatta la democrazia più grande del mondo

Usa, fascismo, cortine fumogene e alternative. I fatti del 6 gennaio a Washington funzionano come rivelatore [Daniel Tanuro] 

L’altra faccia della crescita cinese

Cina. 503 scioperi in sei mesi. I lavoratori non si compiacciono che vengano compressi i loro salari [Francisco Louçã]

Assunto per un pezzo di pane, licenziato per un pezzo di pane

Ha preso del pane destinato al macero: licenziato. A segnalare il "furto" lo stesso panificatore, allergico al sindacato, già condannato una volta

Cucchi, l’appello potrebbe costare caro ai carabinieri

Chieste pene più severe per chi pestò Stefano Cucchi e per il maresciallo che, secondo la prima sentenza, organizzò il depistaggio

Cancellare il debito si può. Ce lo dice l’Europa

Il principio "pacta sunt servanda" - per cui uno Stato deve rispettare gli obblighi - non è assoluto. Importante sentenza europea [Eric Toussaint]