mercoledì 12 dicembre 2018

Usa, un video inchioda il poliziotto bianco assassino

Usa, un video inchioda il poliziotto bianco assassino

Un altro omicidio di un cinquantenne nero da parte di un poliziotto bianco. E’ avvenuto sabato in South Carolina e un video smonta la versione ufficiale dell’agente

di Checchino Antonini

Un agente di polizia bianco, a North Charleston (Carolina del Sud), è stato accusato di omicidio inchiodato da un video che lo mostra mentre spara otto colpi alla schiena a un cinquantenne nero, Walter L.Scott, e disarmato. L’agente, Michael T. Slager, 33 anni, ha detto di aver temuto per la sua vita, perché l’uomo aveva preso la sua pistola taser nel corso di un corpo a corpo dopo un controllo stradale. E’ avvenuto sabato scorso. Il video, che è l’apertura del New York Times, fa a pezzi la versione ufficiale e il sindaco di North Charleston ha annunciato le accuse di Stato in una conferenza stampa ieri sera. Il delitto di Scott era di viaggiare su una Mercedes col fanalino rotto.

Tutto ciò, finalmente, sembra destare scalpore negli States e una task force della Casa Bianca ha raccomandato una serie di modifiche alle politiche di polizia della nazione. Obama ha inviato il procuratore generale Eric H. Holder Jr. in giro per il paese per cercare di migliorare i rapporti della polizia con chi abita nei quartieri ad alto tasso di minoranze etniche.

 

North Charleston è la terza città più grande della Carolina del Sud, con una popolazione di circa 100mila afro-americani, il 47 per cento dei residenti, mentre i bianchi rappresentano circa il 37 %. Ma il Dipartimento di Polizia è quasi tutto bianco (l’80%).

 

Nel video, oltre alla terrificante sequenza degli otto colpi da 15-20 metri, è evidente la mossa dell’agente di lasciar cadere la sua pistola Taser accanto al corpo dell’uomo assassinato.

Per diversi minuti dopo i colpi, Walter L. Scott è rimasto a faccia in giù con le mani legate dietro la schiena. Un secondo agente arriva, mette i guanti medicali blu ma non viene mostrato l’eventuale massaggio cardiaco. Un terzo poliziotto arriva più tardi, a quanto pare con un kit medico, ma non si vede alcuna manovra di soccorso.

L’uomo aveva dei precedenti legati al mancato mantenimento dei figli e forse per questo avrebbe tentato la fuga dopo il fermo. Gli piaceva ballare e raccontare barzellette. Aveva da poco ritrovato lavoro. Frammenti della sua vita sono ricomposti dalle parole di suo fratello Anthony che non si fa una ragione della versione ufficiale: «Come si fa a morire per un blocco del traffico?».

La Corte Suprema ha ritenuto che un agente può usare la forza letale contro un sospetto in fuga solo quando vi è la probabilità che il sospetto “costituisca una grave minaccia di morte o di gravi lesioni fisiche al funzionario o altri.”

Dopo i fatti di Ferguson, l’estate scorsa, il dibattito sull’uso della forza è spinto da video come questo. Nel mese di gennaio, ad Albuquerque, due agenti di polizia hanno assassinato un uomo senza fissa dimora; i procuratori federali stanno indagando la morte di Eric Garner, morto l’anno scorso a Staten Island, dopo che un agente di polizia lo aveva preso alla gola; un altro video ripreso a Cleveland mostra la polizia che spara a un ragazzino di 12 anni, Tamir Rice, che portava una pistola finta in un parco.

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