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Israele, l’alimentazione forzata è legge

Approvata dalla Knesset la norma che permette l’alimentazione forzata per i detenuti in sciopero della fame. Forti proteste dei partiti arabi e di sinistra

di Giuseppe Bozzo

israeleIl Parlamento israeliano ha approvato quest’oggi la legge che permette di alimentare forzatamente un prigioniero in sciopero della fame. La controversa norma, proposta in virtù delle numerose proteste poste in essere dai detenuti palestinesi contro la pratica della detenzione detenzione amministrativa – per la quale non è necessaria la formalizzazione di un’accusa – permetterà al personale carcerario di alimentare i prigionieri con delle flebo contro la loro volontà. Per essere attivata, la procedura avrà bisogno dell’approvazione della Corte Distrettuale, dietro previo assenso del procuratore generale e di un medico, che deve dimostrare la presenza di pericoli per la vita del detenuto.

Una proposta che Netanyahu aveva già avanzato nel corso della passata legislatura, ma che non era stata votata in seconda e terza lettura dal plenum della Knesset. La norma è stata ripresentata dal ministro per la Sicurezza Pubblica Gilard Erdan,che ha definito lo sciopero della fame “un nuovo tipo di attacco terroristico suicida contro Israele“, ottenendo 46 voti a favore e 40 contrari.

Particolarmente contrari all’approvazione sono stati gli esponenti della Lista Araba Unita e del partito di sinistra Hadash. Di legge “brutale e pericolosa” ha parlato il parlamentare Dov Khenin, parlamentare di Hadash, secondo cui il governo “non vuole proteggere la vita dei prigionieri. Nello Stato d’Israele nessun prigioniero è morto per sciopero della fame. Questa è una legge killer – ha aggiunto – che permette pratiche che sono vietate secondo le norme internazionali“. Particolarmente duro anche il commento del parlamentare palestinese Ahmad Tibi, che ha invitato i dottori a rifiutarsi di autorizzare la nutrizione forzata. “Lo sciopero della fame – ha dichiarato il leader del Movimento Arabo per il Cambiamento – è uno strumento non violento che una persona utilizza per ottenere un fine legale e politico. Il sistema – ha aggiunto in un intervento concitato e più volte interrotto da esponenti del Likud – vuole anestetizzare i prigionieri nutrendoli. Questo è un abuso della debolezza che ha un uomo in stato di detenzione“.

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Proteste sono arrivate anche da Adalah, il centro legale per i diritti della minoranza araba, che ha definito la legge “una tortura“. “L’obiettivo – scrive l’associazione in una nota – è rompere lo spirito di un prigioniero in sciopero della fame. Lo Stato d’Israele ha numerose alternative: ad esempio può fermare le pratiche di arresto senza accuse e migliorare le condizioni dei prigionieri Palestinesi. Ma Israele ha scelto il sentiero criminale che causa una flagrante violazione dell’etica medica e della legge internazionale. Secondo quanto riportato da The Times of Israel, Adalah presenterà quanto prima una petizione all’Alta Corte Suprema per fermare la legge, mentre il Presidente dell’Associazione medica di Israele ha invitato i dottori a non partecipare a tale procedura.

Nel novembre del 2014 il Comitato contro la Tortura delle Nazioni Unite ha definito l’alimentazione forzata cometrattamento inumano e degradante“, e come tale in violazione  della Convenzione.

 

 

 

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