sabato 26 Settembre 2020

L’Aquila sarà la Woodstock del jazz italiano

L’Aquila sarà la Woodstock del jazz italiano

Oltre 600 musicisti per 100 concerti in 12 ore, da mezzogiorno a mezzanotte. Domenica 6 settembre L’Aquila diventerà la Woodstock del jazz italiano

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Oltre 600 musicisti per 100 concerti in 12 ore, da mezzogiorno a mezzanotte. Domenica 6 settembre L’Aquila diventerà la Woodstock del jazz italiano, con una maratona di solidarietà e sensibilizzazione che animerà tutta la città, ancora in sofferenza per il sisma del 2009. Dalla periferia a piazza Duomo, dove verrà allestito il palco centrale, L’Aquila sarà disseminata di 20 postazioni che segneranno un percorso musicale “a stretto contatto con i cantieri della ricostruzione”. Le note dei maestri del jazz italiano, ma anche dei giovani talenti, risuoneranno dai luoghi, dai palazzi e dai monumenti che vogliono tornare a vivere dopo il terremoto. Come il Castello cinquecentesco, che vedrà i musicisti esibirsi dalle feritoie e dalle cannoniere, la Fontana delle 99 cannelle, la Basilica di San Bernardino, la Chiesa di San Giuseppe Artigiano e il Chiostro di San Domenico.

Una mobilitazione, quella dei musicisti che hanno aderito all’iniziativa e che si esibiranno gratuitamente, voluta dal ministro dei Beni e delle Attività culturali, Dario Franceschini, dal sindaco de L’Aquila, Massimo Cialente, e da Paolo Fresu, musicista e direttore artistico della giornata di solidarietà. ‘Il jazz italiano per L’Aquila’, questo il nome dell’iniziativa che è stata presentata oggi da Franceschini al Collegio romano. “È il più grande evento di jazz italiano che ci sia mai stato – ha detto – Ci saranno 600 musicisti, dai giovani talenti alle orchestre, ai grandi maestri del jazz. Una Woodstock del jazz italiano”, in grado di mettere insieme “due cose importanti: la solidarietà e la vicinanza per L’Aquila che sta combattendo per la ricostruzione e il jazz italiano che è una eccellenza europea e mondiale. Credo che sarà un evento unico per l’Italia, ma anche dal punto di vista internazionale”.

La maratona jazz a L’Aquila sarà una iniziativa di solidarietà, tutti i musicisti suoneranno gratis per testimoniare la vicinanza alla città e l’impegno a far rinascere il Centro storico. Perché “ci sono molti cantieri aperti che stanno andando avanti bene”, ha notato il ministro Dario Franceschini ricordando che nell’ambito del finanziamento per i Grandi progetti “abbiamo messo 2 milioni di euro per completare il restauro di Palazzo Ardinghelli che sarà destinato a un museo d’arte contemporanea per il quale chiederemo agli artisti italiani e internazionali di donare opere per L’Aquila”. E tuttavia, ha aggiunto, “non bastano i restauri”, perche’ “il Centro storico de L’Aquila vuole tornare a vivere, lo vogliono gli aquilani. Devono tornarci le attività, gli abitanti. Questa è la sfida più difficile, ma anche più affascinante”.

Ecco perché l’idea di una maratona a sostegno della ricostruzione, nata lo scorso anno, ha raccontato Franceschini, quando nel centro storico de L’Aquila si è tenuta un’anteprima del Ferrara buskers festival. “È stato un grande successo di pubblico – ha detto- e da lì è nata questa proposta che ho fatto a Paolo Fresu, che ha detto subito di sì e ha coinvolto tutti i più grandi del jazz italiano, che hanno accettato”. Tra i primi ad aderire all’appello, Enrico Rava, Danilo Rea, Gianluigi Trovesi, Enrico Pieranunzi, Maria Pia De Vito, Gianluca Petrella, Roberto Gatto, e anche Gino Paoli e Javier Girotto.

La solidarietà è “il significato principale di questa maratona – ha detto Fresu intervenuto alla presentazione- ma anche l’occasione di mostrare quanto il jazz sia ricco. Finalmente c’è un progetto condiviso. Il jazz italiano si muove in sintonia verso un obiettivo comune per far sì che questa musica faccia parte del nostro dna, come effettivamente è. E se portiamo all’estero la nostra pasta, la Ferrari e l’Opera, perché non anche il jazz?”.

Il musicista ha poi spiegato che per il 6 settembre ha invitato a L’Aquila anche i direttori artistici dei festival europei di jazz, perche’ “non ricapiterà più di vedere in un’unica giornata tutto il meglio del jazz italiano”. La kermesse prenderà il via alle 12 per terminare intorno alla mezzanotte. Verranno rappresentati tutti gli stili musicali e tutti i repertori, ha assicurato Fresu, fino ad arrivare al concerto di chiusura in piazza Duomo, dove dalle 20 il grande palco ospiterà alcuni dei musicisti più rappresentativi. “Sarà difficile dire quali”, ha detto Fresu.

La giornata sarà raccontata in diretta dalla Rai, con una maratona radiofonica. Il 26 settembre, poi, seguirà su Rai 5 uno speciale di 100 minuti dedicato all’evento, il cui main sponsor è la Siae, finanziato da Mibact, Comune e che curerà l’allestimento della manifestazione definita “straordinaria” dal vicesindaco Nicola Trifuoggi, anche lui oggi al Collegio romano. “L’Aquila – ha detto – è una città che ha la sua periferia ricostruita per circa il 97%, mentre il Centro storico è in ritardo. Entro la fine dell’anno contiamo di far partire i lavori lungo l’asse principale e le strade adiacenti”. Ma ‘Il jazz italiano per L’Aquilà è “un evento straordinario perché la popolazione – ha detto infine Trifuoggi – ancora non si riprende dallo shock del sisma e ha bisogno di sentire anche fisicamente la solidarietà degli altri, anche azioni visibili immediatamente. Con questo evento la popolazione riscoprirà i luoghi più suggestivi della loro città”. (DIRE)

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