lunedì 11 Novembre 2019

Cuba: sfide del disgelo che viene dal Nord

Cuba: sfide del disgelo che viene dal Nord

Il 14 agosto riapre l’ambasciata degli Stati Uniti a L’Avana. Tra sospetti e speranze Cuba si interroga sul suo futuro

di Marina Zenobio

La Habana il Malecòn visto dalla pittrice Nieves García Segovia in arte Nigase. Collezione Colores de Cuba
La Habana, il Malecòn. Olio di Nieves García Segovia in arte Nigase. Collezione “Colores de Cuba”

La normalizzazione nelle relazioni diplomatiche con gli Stati Uniti sta impegnando Cuba a vincere la diffidenza di chi è stato per anni educato ad affrontare grandi sfide, a resistere contro il nemico vicino e potente, a costruire un modello di socialismo efficiente, sostenibile e inclusivo, a diminuire il divario delle disuguaglianze sociali.

Di queste sfide si parla meno al momento di analizzare l’impatto del disgelo con Washington su una società come quella cubana, permeata da più di mezzo secolo di scontro, con molte delle sue famiglie divise e senza possibilità di comunicare, finché tra gli anni ’80 e ’90 cambiamenti bilaterali nelle politiche migratorie iniziarono a tendere ponti.

Adesso, lo scoglio più duro da superare per una vera normalizzazione passa per l’eliminazione dell’embargo statunitense. Eliminazione già nell’agenda elettorale di Hillary Clinton, candidata democratica alla presidenza Usa che, lo scorso 31 luglio, in un discorso in Florida, la Mecca dell’esilio cubano, ha sollecitato il governo del suo paese a chiudere “per sempre” la questione del “bloqueo” a Cuba. Le dichiarazioni della Clinton hanno trovato grande rilevanza nei tg della televisione di stato cubana e sul quotidiano del partito, Granma, ma non sono mancate reazioni di sospetto.

Tra sospetti, speranze e…

“Molte persone della mia generazione non si fidano, non credono nelle buone intenzioni del governo statunitense”, ha dichiarato a Ips un vecchio combattente rivoluzionario di Santiago de Cuba aggiungendo che “ora dobbiamo abituarci a questa nuova situazione”.

Come per placare i sospetti, cinque giorni prima della riapertura dell’ambasciata cubana a Washington, il presidente Raul Castro ha informato che il VII Congresso del partito comunista di Cuba (Pcc) al governo, si terrà il 16 aprile del 2016. L’agenda comprenderà anche la “concettualizzazione teorica” del socialismo cubano e la strategia che definirà lo sviluppo economico fino al 2030.

Raul Castro, 84 anni, al potere dal 2008, concluderà il suo secondo mandato nel 2018, come deciso dal VI Congresso del Pcc che ha limitato a un massimo di due quinquenni consecutivi la permanenza in incarichi politici e statali fondamentali. Con questa decisione, il cambio generazionale acquista una importanza strategica per la Direzione storica della Rivoluzione, al potere dal 1959.

…tante domande

Uno dei grandi della “nuova trova cubana”, Silvio Rodriguez, che il 20 luglio scorso ha fatto parte della delegazione che ha assistito, a Washington, alla riapertura dell’ambasciata cubana, ha confessato che il disgelo lo ha preso di sorpresa.
“Io ho imparato a resistere a quanto sarebbe potuto arrivare da questo paese (gli Usa). Trascorso mezzo secolo era molto difficile immaginarsi che questo (disgelo) sarebbe arrivato” ha dichiarato Rodriguez ai giornalisti il 29 luglio, di ritorno all’Avana.

Già prima di recarsi a Washington, il cantautore sessantottenne si chiedeva sul suo blog Segunda Cita come sarebbe stata l’esistenza non solo di chi abbracciò la Rivoluzione, “ma anche di coloro che scelsero la strada opposta” (…) E ho penato che forse stiamo vivendo l’inizio di un’altra opportunità. In che forma ci condizionerà? Quali domande ci fermo domani?”.

Interrogativi che, in qualche modo, sintetizzano le aspettative di molte persone sottoposte ai rigori di una crisi economica che si prolunga dagli anni ’90 e si domandano come sarà il paese tra dieci anni. Ci saranno migliori condizioni di vita? Come sarà la convivenza con un vicino così potente? Come cambieranno le nostre esistenze?

Le sfide interne del Pcc

Le riforme varata negli ultimissimi anni dal governo cubano hanno dato diverse opportunità, almeno ad un settore della popolazione. Ora è possibile vendere un’automobile o la casa, viaggiare liberamente all’estero, aprire un piccolo alimentari sotto casa, un piccolo ristorante o affittare stanze agli stranieri.
Però c’è ancora una parte di popolazione, di cui fanno parte soprattutto donne, neri, giovani o anziani, che continuano a vivere in situazioni di svantaggio e che, sia per mancanza di qualifica sia per carenza di denaro e beni, non possono accedere a queste possibilità.
E’ uno dei temi pendenti del programma di riforme la cui revisione e analisi figura nell’agenda del prossimo congresso del Pcc.

Intanto, squadre di operai ripuliscono le strade circostanti l’ambasciata degli Stati Uniti a L’Avana, la cui riapertura ufficiale è prevista per il 14 agosto, con un cerimonia presenziata dal segretario di stato Usa John Kerry, primo funzionario governativo di rango in visita a Cuba dal 1945.

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