lunedì 17 Febbraio 2020

Libri “gender”, nessun sindaco li può proibire

Libri “gender”, nessun sindaco li può proibire

Un fantasma aleggia sulle scuole italiane. E’ il fantasma dell’oscurantismo di chi vorrebbe mettere all’indice i libri gender

Redattore Sociale

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VENEZIA – I libri gender vietati nelle scuole dell’infanzia veneziane non dividono solo la politica. Anche gli esperti hanno posizioni contrastanti. Paolo Legrenzi, professore emerito diPsicologia all’Università Ca’ Foscari di Venezia, tiene a precisare che “lo sviluppo sereno esula dal sesso dei genitori, quello che conta per un bambino in fase di sviluppo è il clima e l’affetto in famiglia”. Ma sottolinea anche che “è necessario non ci sia troppa distanza tra quello che viene raccontato a scuola dal bambino e quello che si insegna a casa. La scuola, dunque, deve essere rispettosa dell’orientamento culturale e religioso delle famiglie”. In caso contrario, avverte l’esperto, si rischia di finire come negli Stati Uniti, dove sono fioccate scuole private destinate a particolari gruppi di bambini: “Questo è molto pericoloso, poiché è importante per i bimbi essere messi a confronto con le differenze”. Inoltre, per Legrenzi è troppo presto introdurre certe tematiche nelle scuole dell’infanzia: “Più tardi, quando il bimbo ha una maggiore capacità critica, allora sì si possono introdurre queste problematiche, ma  in maniera laica e mai con lo stendardo di una ideologia”.

Di diverso avviso Roberto Baiocco, psicologo dello sviluppo e docente all’Università La Sapienza, che prima di tutto mette in chiaro: “La decisione di quali libri vadano introdotti a scuola non è di competenza di un sindaco. Quei volumi erano stati selezionati da esperti, non introdotti a caso”. Baiocco ricorda anche il contesto in cui sono inseriti: “Nelle scuole dell’infanzia non si fa didattica: semplicemente quei libri stanno sugli scaffali a disposizione del bimbo che voglia sfogliarli. In ogni caso si tratta di libri di alta qualità, con messaggi positivi, di inclusione, di apertura”. Per Baiocco il pericolo è che la scuola e i bimbi finiscano vittime di uno scontro politico sul riconoscimento dei diritti delle famiglie omogenitoriali. “L’ideologia gender non esiste e io non difendo cose che non esistono. E’ solo una sorta di fantasma che aleggia sulle scuole italiane…”. (gig)

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TAG: GENDERSCUOLA

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