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Ripresa slow e di qualità. Boom del bio, cresce l’usato

Rapporto Coop: 70% disponibile a spendere di più per cibo sano. Maggiore divario Nord e Sud; giovani e anziani e una famiglia su tre a rischio povertà

Redattore Sociale

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MILANO – Gli italiani, dopo sette anni di crisi economica, hanno ripreso a “camminare”, lentamente e con maggiore attenzione alla qualità della vita. Tanto che sono disposti a spendere di più per acquistare cibi di qualità, naturali e bio, per andare in palestra o in hotel e agriturismi con la spa. E sono anche più sobri: dichiarano di aver ridotti gli sprechi di cibo e crescono gli annunci di vendita di oggetti di seconda mano. È questo il quadro che emerge dalRapporto Coop 2015, presentato oggi a Milano. “Sono dati che ci parlano di un mutamento degli stili di vita”, spiega Stefano Bassi, presidente dell’Associazione nazionale cooperative di consumatori Coop. E così l’86% dei consumatori cerca prodotti 100% naturali e il 70%  è disponibile pagare di più per cibo sano. Nel primo semestre 2015 il fatturato dei prodotti bio è aumentato del 16% e di quelli senza glutine del 50%. Il settore del wellness in Italia vale oggi 10 miliardi di euro, con una crescita del 2% nell’ultimo anno: ci sono 21 mila istituti di bellezza, 4 mila hotel specializzati nel benessere, 2.500 stabilimenti termali e 12 mila palestre. Siamo i primi in Europa per numero di operatori e quarti per fatturato.

Sette anni di crisi, però, hanno lasciato profonde cicatrici. “È un’Italia bipolare e schizofrenica” si legge nel Rapporto Coop. “IL Sud è sempre più sud (tra la spesa media mensile a Trento e quella in Calabria corrono più di mille euro di differenza), la forbice generazionale si è allargata (gli under 35 spensono 100 euro al mese di meno degli over 65) e il lavoro continua ad essere la grande discriminante e la grande chimera”. Un terzo della popolazione è a rischio povertà e metà delle famiglie vive con meno di 2mila euro al mese, soprattutto nel Mezzogiorno. Oltre la metà degli italiani si autocolloca nei ceti popolari e il 42% si definisce classe media. L’ascensore sociale si è rotto: “Più che per salire, le energie sono rivolte a evitare un’ulteriore caduta”.Gli italiani hanno ricominciato anche a viaggiare: si registra infatti nel primo semestre 2015 un +0,6% di chilometri percorsi, +1,6% di consumi di carburante e ben +5,1% di passeggeri transitati negli aeroporti. Viaggi compiuti soprattutto per motivi di lavoro o di studio.Il mezzo che dà più soddisfazione, però, è la bicicletta, seguita dalla moto.

Una ripresa lenta e all’insegna anche della sobrietà. Le famiglie italiane sono le meno indebitate rispetto al resto dell’Europa e chi può spende per consumi durevoli. Inoltre si è tornati a investire sulla casa: già nel 2014 c’è stato un aumento del 1,6% delle compravendite e sono cresciuti dell’8% gli atti notarili per la stipula di mutui. E cambia anche il modo di abitare: sono infatti ormai 2 milioni gli italiani che vivono in cohousing. In ascesa è anche il mercato dell’usato: vale 18miliardi di euro, il 58% degli intervistati ha venduto oggetti di seconda mano e si contano, per esempio, almeno 790mila annunci di vendita di arredamento. Un mercato che si è sviluppato soprattutto su internet e in cui sono le donne giovani (28-33 anni) le protagoniste. Infine, tra le note positive che emergono dal rapporto, gli italiani sono iperconnessi. In realtà solo il 70% usa internet, contro una media europea del 76%, ma ci dedica più tempo, poco più di 2 ore al giorno. E in casa il 17% ha almeno un robot domestico: siamo i primi in Europa.

“La recessione ci ha lasciato un nuovo consumatore -sottolinea Marco Pedroni, presidente di Coop Italia-, che ha nuovi comportamenti e fa nuove richieste. Gli italiani sono affamati di digitale e innovazione. Oltre il 60% vuole un supermercato più digital e interattivo”. Come quello che Coop ha allestito in Expo e che è visitato da oltre 8mila i visitatori al giorno. E sono stati 1,1 milioni i biglietti di ingresso a Expo venduti nei supermercati Coop. Il testo completo del Rapporto è su www.rapportocoop.it. (dp)

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TAG: USATOFAMIGLIECONSUMIBIOLOGICOCOOP

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