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Turchia, polizia e fascisti massacrano i curdi

Attacchi in corso da 48 ore in molte città e contro 128 sedi dell’Hdp, il partito democratico dei popoli. Il 14 settembre il mandante dei massacri sarà a Milano ospite di Expo

di Francesco Ruggeri

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Centinaia di civili curdi feriti e molti assassinati. La polizia turca ha partecipato agli attacchi contro i civili curdi. Lo denuncia il Knk, Congresso nazionale curdo. Il Presidente turco Erdogan e l’Akp hanno istigato gruppi di fascisti, nazionalisti e razzisti a formare squadre per linciare e terrorizzare i civili curdi attaccando case in diversi quartieri di Istanbul, Ankara, Kirsehir, Kocaeli, Smirne, Balikesir, Malatya, Mulga, Mersin, Keçiören, Tuzluçayır, Beypazarı, Balgat, Isparta, Konya, Antalya e molte altre città. A seguito di provocazioni continue da parte del Governo di Recep Tayip Erdogan, gruppi razzisti dell’AKP e gruppi fascisti si sono lanciati in attacchi coordinati contro civili curdi, hanno attaccati negozi curdi, case, aziende e uffici dell’HDP. Questi attacchi sono in corso dalle ultime 48 ore. Centinaia di civili curdi in Turchia occidentale sono stati feriti durante gli attacchi di questi fascisti, e un numero imprecisato di persone sono state assassinate. Centinaia di curdi in varie città turche sono attualmente bloccati negli uffici dell’HDP, il partito democratico dei popoli, la sinistra, dove hanno cercato riparo dal linciaggio di questi gruppi. Le squadre di fascisti hanno rotto le finestre, hanno scandito slogan anti-curdi e anti-HDP, mentre la polizia locale non è intervenuta per fermare questo terrorismo di massa.

Dall’inizio della guerra turca contro i curdi 32 anni fa, questa è la prima volta che tali violenze si sono verificate su così larga scala. Erdogan e l’AKP stanno direttamente, in modo esplicito, e volutamente provocando scontri razziali e attacchi da parte dei nazionalisti. Due giorni fa Erdogan ha dato l’ordine ufficiale alle forze di polizia di sparare a vista ai civili se ritenuti una “minaccia”. Egli ha anche invitato l’opinione pubblica a informare di compagni civili che avessero ritenuto agire in maniera “sospetta”. Questo è un tentativo di dividere la società e promuovere conflitto interno tra gruppi etnici, e stimolare il razzismo anti-curdo.

Le squadre si stanno organizzando attraverso i social media, formando gruppi e attaccando case note per appartenere alle famiglie curde. Si sono verificati attacchi contro 128 uffici dell’HDP dove il simbolo del partito e i suoi slogan sono stati strappati e sostituiti con la bandiera turca. Altri uffici sono stati dati alle fiamme. I gruppi fermano gli autobus locali che viaggiano tra le città e controllano le carte di identità della gente per determinare chi è curdo o meno. Quando i conducenti di autobus hanno tentato di scappare per sfuggire alla folle inferocite, la polizia è intervenuta e ha fermato gli autobus causando ulteriori attacchi contro gli autobus, i conducenti e i passeggeri. In alcuni casi, la polizia ha partecipato agli attacchi con i gruppi fascisti contro i civili curdi. Gli attacchi a case, civili e quartieri curdi sono ancora in corso e centinaia di migliaia di curdi in queste grandi città sono attualmente in grave pericolo. Il Knk chiede alla comunità internazionale di stare con i curdi alla luce di questi attacchi inquietanti e chiaramente coordinati, e di agire immediatamente per chiedere al governo Erdogan di porre fine alle sue politiche violente, razziste e di divisione.

Intanto si avvicina l’arrivo di Erdogan a Milano. In vista della settimana dedicata alla Turchia da Expo, in un momento in cui l’offensiva repressiva del governo turco sta colpendo duramente la popolazione kurda in Turchia e nel Rojava, le reti di movimento hanno tenuto un’assemblea cittadina per organizzare un corteo che denunci le politiche del governo Erdogan. In Turchia sono ormai più di mille gli attivisti kurdi, che sono stati arrestati, torturati o uccisi in queste settimane, migliaia i civili massacrati e tra gli arrestati ci sono anche diversi sindaci. Questi attacchi sono conseguenza voluta della sconfitta elettorale di Erdogan, che nelle elezioni del giugno scorso non ha ottenuto la maggioranza assoluta a causa dell’importante affermazione dell’Hdp (Partito democratico dei popoli), che con il suo 13% ha superato lo sbarramento e portato la voce dei kurdi e della sinistra nel parlamento.

 

In questo contesto, Erdogan ha deciso a tavolino di usare l’attentato di Suruç per scatenare una nuova guerra contro la popolazione e le forze politiche kurde e il Pkk, che per 2 anni avevano invece investito nella soluzione pacifica e nel processo di dialogo. Nel frattempo l’Isis, responsabile del massacro di Suruç e pretesto ufficiale dell’offensiva turca, continua ad agire indisturbato nel Rojava e sul confine turco-siriano nella zona di Kobane. Oltre la denuncia dei crimini di Erdogan, il corteo reclama l’apertura di un corridoio umanitario a Kobane, la cessazione immediata della repressione e della guerra nei confronti dell’Hdp in Turchia, a sostegno del processo democratico, di cambiamento dal basso per la fine dell’oppressione del popolo kurdo. Appuntamento il 14 settembre, 18.30 Piazza San Babila.

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