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Cgil, noi, Giorgio e la rottura che non ci sarà

“Giorgio rappresenta la storia della parte migliore della Cgil”, il portavoce di Il Sindacato è un’altra cosa interviene sul caso Cremaschi che ha deciso di restituire la tessera della confederazione

di Sergio Bellavita

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Non può non lasciare tristezza il fatto che Giorgio Cremaschi abbia revocato la sua iscrizione alla Cgil. Sebbene non avesse più incarichi nell’organizzazione dallo scorso congresso Giorgio rappresenta la storia della parte migliore della Cgil e del movimento operaio stesso. Non si può non convenire con lui sull’inaccettabile livello di degenerazione del gruppo dirigente della Cgil, sul suo progressivo abbraccio al modello Cisl. Dovrebbe interrogarsi Susanna Camusso sulla scelta personale di Giorgio, su dove lei sta portando il più grande sindacato italiano. Sappiamo tutti che ciò non succederà, il livello di crisi è così profondo che ogni cosa è travolta.
Chi, come il sottoscritto, ha abbastanza anni da aver attraversato da militante gli ultimi tre decenni ricorda che più volte si è arrivati ad una domanda di fondo: questa è ancora l’organizzazione in cui lottare? Vi sono stati momenti in cui forse la rottura della sinistra sindacale avrebbe dato vita a quel sindacalismo di classe di cui c’è un disperato bisogno, la stagione dei bulloni, della contestazione agli accordi truffa Cgil Cisl Uil per esempio. Quella rottura non c’è stata e ci siamo ritrovati, come delegati di base, a lottare contro la burocrazia della sinistra sindacale intenta a contrattare spazi e potere con la maggioranza della Cgil. La storia procede per balzi, non per piccoli passi. Per noi che continuiamo a stare in Cgil senza nessuna illusione sulla sua autoriforma e con il baricentro dell’iniziativa tutto spostato sulla ricostruzione del conflitto, di una nuova coscienza critica senza la quale lo scontro è solo interburocratico, per noi che per questa coerenza paghiamo un prezzo altissimo in termini personali e collettivi, con la stessa irriducibile avversione alla deriva della maggioranza che ha caratterizzato la battaglia di una vita di Cremaschi, la rottura con Giorgio non c’è e non ci sarà mai per la semplice ragione che staremo sempre dalla stessa parte. Senza dubbio alcuno

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