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#RomaCittAperta non è in vendita, sciopera e va in piazza

2 ottobre, #RomaCittAperta. Sciopero del trasporto pubblico e manifestazione delle realtà sociali non concertative col Pd e la Giunta Marino

di Francesco Ruggeri

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Confermata #RomaCittAperta, la manifestazione delle realtà sociali – non concertative col sindaco Marino – al Colosseo e lo sciopero di 24 ore indetto dall’Unione Sindacale di Base, sempre il 2 ottobre, in tutto il trasporto pubblico della capitale (Atac e Consorzio Roma Tpl: bus, tram, metropolitana e ferrovie concesse) ed in Ama. Nei trasporti lo sciopero rispetterà le consuete fasce di garanzia: inizio servizio/8.30 e 17.00/20.00.

L’USB, ricordando l’obbligo ad una corretta informazione in merito allo sciopero, ritiene scontato l’ennesimo differimento da parte delle altre sigle sindacali, che come al solito si sono accontentate delle parole dell’assessore – controversa figura del Pd legata alle lobby del Tav e delle Grandi Opere – ed hanno messo ancora una volta in secondo piano le tante ragioni della protesta dei lavoratori. Già il 15 settembre scorso, in occasione della precettazione dello sciopero del trasporto pubblico romano, l’assessore Esposito aveva assicurato un tempestivo pagamento degli stipendi dei lavoratori di Roma Tpl. Ma ad oggi, 1 ottobre, ciò non è ancora avvenuto. Quello degli stipendi costituisce peraltro solo uno dei tanti motivi alla base della protesta di domani, fra cui si ricorda il mancato pagamento di indennità contrattuali, la sicurezza delle vetture, e dunque dei passeggeri e degli autisti, di cui non c’è menzione negli incontri di questi giorni; il peggioramento complessivo delle condizioni di lavoro. La confusione che regna nella dirigenza dell’azienda e le voci sempre più pressanti sulla società in via di privatizzazione rafforzano le ragioni della protesta.

“L’assessore Esposito proprio non sopporta gli scioperi, non riesce ad abituarsi all’idea che i lavoratori si astengano dal lavoro per protesta, rinunciando ad una giornata di stipendio,  e continua con la campagna  di odio che sta mettendo i cittadini contro i lavoratori – dice Guido Lutrario, dell’USB di Roma e Lazio – ma si è accorto di quanti disagi sopportano i cittadini durante una giornata normale? Di quanto tempo si aspetta alla fermata? Lo sciopero è proprio lo strumento con il quale i lavoratori fanno sapere alla cittadinanza che i disagi di tutti i giorni sono il frutto di una cattiva gestione e che le responsabilità non sono di chi lavora”.

“I ripetuti interventi di Esposito contro la nostra organizzazione sindacale esprimono quasi una sorta di fobica ossessione”, ironizza il rappresentante USB. “Questo signore, piovuto a Roma da qualche settimana con il compito di privatizzare ATAC, ce l’ha con noi perché siamo contro il passaggio del trasporto pubblico nelle mani di aziende private. Del resto, finora di consensi il nuovo assessore ne ha raccolti davvero pochini in città, se è vero che è costretto a viaggiare in metro senza farsi riconoscere e a girare tra i lavoratori per convincerli a non scioperare. Ora lamenta l’assenza di poteri speciali per non dichiarare le sue incapacità come amministratore”.

Confermata, dunque, anche la manifestazione indetta per domani da numerose forze sociali e sindacali dalle ore 17.00 al Colosseo: per rompere la contrapposizione tra cittadini e lavoratori e difendere le aziende pubbliche dai tentativi di privatizzazione; difendere la dignità dei lavoratori dei servizi, salvaguardare le libertà sindacali e quelle democratiche, riportare al centro dell’agenda cittadina i problemi sociali, a cominciare da quello della casa.

Sulla base di un antico e detestabile protocollo, firmato da sigle che nemmeno ci sono più, la questura di Roma ha provato a vietare il corteo comunicato dalla Questura di Roma ma i promotori – USB, la Carovana delle Periferie, i Movimenti per il Diritto all’Abitare, il Comitato per l’acqua pubblica, Rifondazione Comunista, Sinistra anticapitalista, il Collettivo Militant, delegati dei trasporti, dell’AMA, delle scuole comunali e dei canili comunali (questi ultimi in occupazione da alcuni giorni), l’Altra Europa per Tsipras, l’AS.I.A./USB, la rete per il Diritto alla Città – hanno ribadito la scadenza rispedendo al mittente la pretesa di vietare ogni manifestazione nel centro della città, una violazione palese delle agibilità democratiche.

Un Appello contro il divieto di manifestare vede tra i primi firmatari Ascanio Celestini e Valerio Mastandrea.

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