martedì 29 Settembre 2020

No Ombrina: parte dall’Abruzzo, l’autunno caldo dei movimenti

No Ombrina: parte dall’Abruzzo, l’autunno caldo dei movimenti

Sit in il 14 ottobre in Abruzzo. Da tutta Italia in occasione della conferenza dei servizi finale per Ombrina Mare. Parte il calendario di lotte della campagna contro Sblocca Italia e Grandi Opere

da Chieti, Alessio Di Florio

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Il 14 ottobre sarà una data decisiva, segnata in rosso sull’agenda ambientale e ambientalista dell’Abruzzo: il Ministero dello Sviluppo Economico ha convocato la conferenza dei servizi che avrebbe il compito di rilasciare l’autorizzazione definitiva. Ma l’Abruzzo non si arrende all’arrivo del nuovo mega progetto petrolifero e fino all’ultimo nella mobilitazione non ci sarà alcun cedimento. Mentre dentro il Ministero si terrà la conferenza dei servizi, all’esterno i movimenti abruzzesi hanno organizzato un sit in con l’obiettivo di far sentire la voce dei cittadini contrari al progetto. Da tutta la Regione si stanno organizzando autobus per giungere nella capitale, organizzati da Coordinamento No Ombrina, Forum Abruzzese dei Movimenti per l’Acqua, Nuovo Senso Civico, Zona22, WWF e altre organizzazioni (sui siti di queste organizzazioni è possibile avere i recapiti per chi volesse partecipare). Il Coordinamento No Ombrina definisce incredibile il comportamento tenuto fin qui dal Governo Renzi, che finora non ha minimamente ascoltato le ragioni di un’intera regione “proteso a promuovere esclusivamente gli affari dei petrolieri. L’economia diffusa, quella che produce lavoro e distribuisce ricchezza, deve capitolare, secondo il Governo Renzi, davanti agli interessi delle lobby. Ricordiamo che, per stessa ammissione della Rockhopper, i posti di lavoro creati da Ombrina saranno una quindicina, meno di quelli assicurati da un ristorante, a fronte di un danno immenso al turismo”.

Al sit in, ricordano gli attivisti, parteciperanno movimenti e delegazioni anche da altre regioni. La mobilitazione del 14 ottobre, infatti, è stata inserita nel calendario delle lotte della campagna “contro la devastazione e saccheggio dei territori e dei diritti sociali” sorta dalla recente assemblea di Ancona contro lo Sblocca Italia e le Grandi Opere. 300 attivisti di tutta Italia, rappresentativi di molte delle maggiori lotte sociali e in difesa dei territori, si sono confrontati per l’intera giornata del 4 ottobre. L’assemblea ha definito lo Sblocca Italia “un vero e proprio  sistema di ricomposizione dei poteri forti contro le resistenze sociali e territoriali” che “possono ampliarsi e costruire nuove iniziative in grado di rispondere in modo adeguato alla violenza ed alla velocizzazione del processo di devastazione”.

Rivendicano i movimenti che “la lotta paga e che se l’Italia non è stata totalmente devastata, lo si deve alle lotte territoriali che hanno coinvolto negli ultimi decenni milioni di cittadini interessati alla salvaguardia del Paese e alla qualità della vita”.

Dopo il sit in contro Ombrina del 14 ottobre, il calendario delle mobilitazioni proseguirà il 17 ottobre contro la TAV Brescia-Verona, il 6-7 novembre con l’iniziativa del Forum dei Movimenti per l’Acqua a Roma per difendere ed affermare il risultato referendario del 2011, Una  iniziativa diffusa sui territori in contemporanea con il summit internazionale sul clima di Parigi dal 29 novembre all’8 dicembre, quando si terrà una manifestazione nazionale No Tav in Val Susa. Tra Gennaio e Febbraio 2016 si terrà invece il “Festival diffuso delle arti contro le devastazioni ambientali e il saccheggio del territorio” e, in un’altra settimana, una “carovana dell’autoformazione” che prevederà “un programma nazionale di seminari e incontri tecnico-scientifici sugli aspetti tecnici dei progetti, dalle bonifiche alla deriva petrolifera, passando per aree poco trattate come le questioni finanziarie, la lotta alla corruzione e ai conflitti d’interesse che contraddistinguono i progetti che contrastiamo e la trasparenza della pubblica amministrazione”.

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