martedì 22 Ottobre 2019

Ankara, massacrata la marcia della pace

Ankara, massacrata la marcia della pace

30 morti e centinaia di feriti il primo bilancio di un attentato che questa mattina ad Ankara ha soffocato nel sangue una marcia per la pace organizzata dall’Hdp

[Mirna Cortese]

i corpi delle e dei manifestanti uccisi coperti con le bandiera dell'Hdp
i corpi delle e dei manifestanti uccisi coperti con le bandiera dell’Hdp

Si erano dati appuntamento in migliaia per questa mattina, nei pressi della stazione centrale di Ankara, i manifestanti per la pace convocati da numerose associazioni della società civile, dall’Hdp (Partito democratico del Popolo, fazione di sinistra turca e kurda), dai sindacati di sinistra Disk e Kesk, una manifestazione nazionale per chiedere la fine del conflitto in corso tra governo turco e il Pkk kurdo.

Poco prima che il corteo iniziasse la sua marcia, due violente esplosioni l’hanno dilaniata dall’interno provocando, finora, la morte di 30 manifestanti e circa 150 feriti. Fonti governative si sono precipitate a riportare che le due esplosioni sono state probabilmente causate da due kamikaze, lasciando intendere di aver aperto la pista del terrorismo islamico anche se ancora non ci sono state rivendicazioni.

Sulle strade della capitale turca decine di ambulanze stanno facendo la spola tra il luogo dell’attentato e gli ospedali cittadini più vicini alla Stazione centrale.

Subito dopo le esplosioni la rabbia di molti manifestanti si è rivolte ad alcune camionette dei reparti speciali turchi che li hanno respinti e disperse con un pesante lancio di lacrimogeni.
Gli organizzatori, come riporta Nena News, hanno cancellato la manifestazione e chiesto ai partecipanti di tornare quanto prima nelle loro città.

Il leader dell’Hdp, Selahatin Demirtas, ha descritto l’attacco di oggi come molto simile ai due attentati di Diyarbakir e Suruc. Il 5 giugno scorso, due giorni prima del voto, 4 persone furono uccise da due bombe esplose durante una manifestazione del partito nella città kurdo-turca. Il 20 luglio un attentatore suicida si è fatto esplodere in mezzo ad un gruppo di giovani socialisti turchi nella città kurda al confine con la Siria, uccidendo 33 persone.

Nel primo pomeriggio il premier Davutoglu incontrerà il ministro degli Interni e quello della Salute e il capo della polizia di Ankara. Il clima incandescente volutamente generato dalla propaganda governativa anti-kurda e dall’operazione militare contro il Pkk a sud del paese (oltre 110 i civili uccisi da luglio) e nel nord dell’Iraq ha provocato un’escalation delle tensioni interne. Le scorse settimane hanno visto numerosi attacchi da parte di gruppi estremisti e nazionalisti contro le sedi del partito Hdp. Il tutto in vista delle elezioni anticipate del primo novembre.

Primo soccorso ai feriti
Primo soccorso ai feriti

 

Il momento delle esplosioni
Il momento delle esplosioni

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