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Il primo numero, ottimo anche come idea regalo, è già pronto e si intitola Cocktail partigiani. Parole in fondo al bicchiere, un volume di Gabriele Brundo, scrittore-barman genovese corredato da illustrazioni di una dozzina di disegnatori, da un ricettario di cocktail a base di Amaro Partigiano e da alcune riflessioni su produzione e consumo di alcol e letteratura.

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HomemalapoliziaLa Sapienza, cariche e cinque arresti per Maker Faire

La Sapienza, cariche e cinque arresti per Maker Faire

Il Rettore della Sapienza sospende la didattica per far svolgere la kermesse Maker Faire. E fa caricare gli studenti in nome dell’ottusità neoliberista e dell’odio contro la ricerca (video)

di Maimonide

Spiega la campagna Maker Faire per chi? che stamattina centinaia di studenti si sono presentati a piazzale Aldo Moro per entrare liberamente nella loro Università rivendicando il libero accesso e comunicando con i visitatori in fila, anche loro davanti alla biglietterie di una Sapienza affittata come se fosse la fiera di Roma, recintata e circondata da un forte dispiegamento delle forze dell’ordine. La Sapienza ha delegato la gestione della situazione alle forze dell’ordine: una carica scomposta su tre fronti, accompagnata da getti di idranti ha tentato di disperdere il nostro presidio, provocando il violento fermo di cinque ragazz@. La campagna non si ferma qui. 

“Non siamo contro i makers. Non siamo contro chi vede questo evento come una possibilità. Vogliamo prendere parola e trovare un confronto sul tema dell’innovazione, della ricerca, della condivisione dei saperi e dei rapporti tra questi e i profitti di grandi aziende come quelle che sponsorizzano la Maker Faire e che non troviamo giusto abbiano una vetrina all’interno di un’università pubblica. A cose fatte, vogliamo quantomeno dire la nostra, perché pensiamo che l’università possa e debba essere un luogo di dibattito nel quale produrre uno sguardo critico sul mondo che ci circonda. Qualcuno non sembra pensarla come noi e vorrebbe impedircelo”.

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Dal Medio Evo in Europa, quando l’Università si svincolò dal controllo curiale nell’insegnamento, nell’accesso e nella pratica didattica, all’Alma Mater accedono liberamente gli studenti né questo diritto poteva e può essere coercito. L’Italia di Renzi, oggi a Roma, fa una serrata che sa di spaccata: la Sapienza oggi resta chiusa agli studenti, la didattica è sospesa, le biblioteche sono chiuse, la ricerca scientifica si ferma dal momento che l’intera immensa struttura universitaria ospita una kermesse commerciale, Market Faire, una mostra/fiera della cosiddetta innovazione. Alla kermesse sono presenti il Gotha della politica romana e laziale (quella per intenderci i cui capi segreteria finiscono indagati per mafiacapitale), i CEO delle multinazionali, i ragazzi di alcune scolaresche ramazzati dai loro professori, come quelli che vanno alla Kermesse/Moloch di Milano Expo.

Iniziative del genere non hanno nulla a che fare con la ricerca e l’innovazione, semmai con il contrario, l’oscurantismo, anche se vestito da perbenismo pseudoscientifico. La ricerca vera si nutre di biblioteche, di laboratori, di notti e giorni sui quaderni e sulle pubblicazioni, di discussioni libere. I nostri beoti dementi al potere non sanno che la ricerca avanza solo se ci sono dei pensatori e degli studenti irrispettosi che tentano di falsificare il paradigma scientifico dominante; non c’è spazio per le conferenze dei politici e degli industriali. Chi ha avuto il piacere e l’onore di conoscere dei geni dell’umanità (ne cito due, Paul Feyeraband e Elias Canetti) sa quanto odiavano le kermesse commerciali. Quando bisognò far tornare indietro l’Apollo 13, in avaria non prevista, dallo spazio la NASA ingaggiò le migliori teste americane, anche anarcoidi, non certo i capi progetto delle multinazionali aereospaziali; in effetti quelle teste acute in camiciola dettero soluzione al problema escogitando un accrocco fatto di carta igienica, nastro adesivo e altro materiale di scarto presente nella navetta spaziale: l’Apollo 13 tornò a terra! Oggi i nipoti di Feyeraband, di Canetti e di quelli in camiciola hanno preso le manganellate dure alla Sapienza: un po’ di teste rotte sanguinanti e cinque fermi. La versione della Polizia e della Questura di Roma è particolarmente misera, dicendo di avere attaccato oggi con una carica un gruppo di facinorosi incontenibile altrimenti. Quando vengono rotte secolari tradizioni di progresso essere facinorosi può anche essere un dovere di difesa dell’interesse generale.

Infine, siamo sicuri che pur nel devastato (da Berlusconi a Renzi) ordinamento giuridico attuale sia stato legittimo e legale l’esproprio di tre giorni dell’Università? I professori della Sapienza, anche quelli più incorrotti e aperti cosa dicono? Escono o no dalle loro Torri di avorio? Battono un colpo?

1 COMMENTO

  1. Risposta dello stato borghese, sempre e solo polizia, ci mancava solo salvini………..per l’abolizione delle tasse sulle case di lusso che portarono/porteranno molti voti a berlusca/renzi nessuno si è mosso….che l’italia sia un paese di ricchi? no pasaran

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