martedì 29 Settembre 2020

Roma, scontrini in piazza. Marino ci ripensa

Roma, scontrini in piazza. Marino ci ripensa

Marino chiude scontrinopoli: “non sono indagato, mai usato denaro pubblico per fini privati. Vergognosi gli esposti grillini e Fdi contro di me”. E ora “riflette” sulle dimissioni. Che farà il Pd?

di Francesco Ruggeri

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“Non ho mai utilizzato denaro pubblico per scopo privato, al massimo il contrario”. Marino prova a mettere dei punti fermi a poco meno di due settimane dalla vicenda delle dimissioni. Una precipitazione di eventi scatenata dallo scontrini-gate agitato da grillini e postfascisti. Che lui però, pare smontare riaprendo la telenovela sulla sua sopravvivenza a Palazzo Senatorio. “Non sono indagato, al massimo persona informata sui fatti”, ha ripetuto ai cronisti all’indomani del passaggio di quattro ore in procura. La vicenda degli scontrini, infatti, è stata iscritta dai magistrati con il modello 45, ossia notizie non costituenti reato.

Resta il risvolto politico. “Nella lettera di dimissioni al presidente Valeria Baglio ho scritto che mi sarei preso i venti giorni previsti dalla legge per riflettere. E’ quello che ribadisco anche adesso. Penso di riflettere e verificare”. Ma ha la maggioranza? “Fa parte delle verifiche che bisognerà fare”. Per ora solo Sel, già possibilista all’inizio di questa vicenda, non vede l’ora che Ignazio Marino ripassi per l’Aula Giulio Cesare. Una sorta di afasia mediatica pare aver colpito il variegato mondo del Pd romano, in genere piuttosto loquace.

“Sto molto, molto, molto bene. Sono tranquillo come sempre”, aveva detto il sindaco di Roma dimissionario Ignazio Marino, arrivando in Campidoglio ed entrando nel palazzo dall’ingresso principale, cosa che aveva evitato negli ultimi dieci giorni. “Fra poco ci vedremo” ha aggiunto, alludendo alla conferenza stampa convocata per la mezza con il suo legale al fianco. “Abbiamo deciso di tenere questa conferenza – avrebbe spiegato – perché volevo parlare ai romani spiegando che il 12 di questo mese ho firmato la lettera di dimissioni in seguito a esposti presentati da alcune forze politiche come M5S e FdI in relazione a vicende che mi riguardano. Ho deciso di dimettermi perché ho estremo rispetto dell’autorità giudiziaria auspicando di presentarmi davanti all’autorità giudiziaria da dimissionario”.  “Quelli di M5S e An-Fdi nei miei confronti sono esposti che non esito a definire vergognosi, sono scritti o da persone in malafede o ignoranti. In uno si dice che il sindaco avrebbe utilizzato risorse pubbliche per la tintoria, bastava approfondire per scoprire che non è la tintoria dei miei abiti ma di quelli storici dei trombettieri di Vitorchiano, che accolgono tutti i capi di Stato”.

Spiegazioni surreali per una vicenda surreale perché le dimissioni di Marino restano uno degli episodi più oscuri e inquietanti della cronaca recente.

“Coloro i quali registravano gli scontrini non commettevano nessun tipo di falsità, perché non facevano altro che seguire una prassi che il Comune di Roma segue da tanto tempo, convalidata anche dal regolamento Anci, in merito alla restituzione dei rimborsi per l’attività svolta”. “Il sindaco ha spiegato nei limiti di ciò che è possibile spiegare – ha detto Enzo Musco, consulente legale del primo cittadino capitolino – perché chi di voi ricorda con chiarezza con chi è stato a cena cinque mesi fa? Io non ricordo con chi sono stato cinque mesi fa. Immaginate se il sindaco Marino con i suoi impegni gravosi dovesse ricordare tutte le persone con cui va a cena. Per tutti i casi che la stampa ha evidenziato il sindaco Marino ha dato una spiegazione più che sufficiente”.  “Le spiegazioni date dal sindaco sono più che sufficienti e riabilitano la figura dopo che nei giorni scorsi era stato indicato come un ‘peculatore'”. “E’ un gran galantuomo che ha addirittura speso denaro personale per il pubblico”, ha aggiunto il legale. “La sera del 31 agosto ero a New York – ricorda Marino – il giorno dopo ho incontrato la commissione, il 2 settembre come alcuni di voi ricorderanno, ho avuto un lungo incontro col sindaco Bill De Blasio per concludere questa riflessione sul patrimonio immobiliare, al termine del quale abbiamo avuto una conferenza stampa offerta in video alle televisioni americane e italiane. Può essere considerato questo un viaggio istituzionale, immagino, ma siccome ero al termine di una vacanza negli Usa, decisi di pagare oltre 7-800 euro di albergo con i soldi miei personali. Questo per illustrare che non solo non ho utilizzato danaro pubblico per fini privati, ma in alcune circostanze ho utilizzato denaro personale per fini pubblici”.  “Nel mio ultimo viaggio istituzionale mi sono recato per due giorni a New York, – ha precisato Marino – dove il primo settembre ho incontrato la commissaria del Dipartimento Housing and Preservation Vicki Been perché avevo intenzione di confrontare le loro politiche di housing sociale con quelle di Roma, oltre a quelle sul patrimonio pubblico che ho portato in votazione quest’anno in Assemblea Capitolina”

I supporter del sindaco, intanto, torneranno in piazza del Campidoglio domenica 25 ottobre alle 12 per chiedergli di ritirare le dimissioni. “L’8 ottobre 2015 la democrazia e la città di Roma hanno subito una profonda ferita – si legge nella pagina FB Marino ripensaci – Il sindaco Marino, eletto con il 64% dei voti dei romani è stato costretto a presentare le proprie dimissioni a seguito di una serie di manovre politiche. Forte del massiccio consenso popolare che sta ricevendo in queste ore ritorni sui suoi passi”.

Grandi assenti, anche stavolta, i soggetti sociali in carne e ossa, che da Marino non hanno mai ottenuto un buon trattamento stando ai tagli draconiani del bilancio proprio alle voci casa, salute, sociale, scuola.

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