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Milano, Sel non molla il Pd. Porte chiuse a Civati e Ferrero

MIlano, Sel respinge le proposte di Civati e Ferrero di correre in alternativa al centrosinistra e sceglie di non mollare l’alleanza col Pd per continuare la stagione Pisapia

di Giulio AF Buratti

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Col Pd, verrebbe da dire “senza se e senza ma”, almeno a Milano: Sel, dopo un’assemblea cittadina di ieri sera, respinge al mittente la lettera aperta di Civati e Ferrero per una corsa a Palazzo Marino in alternativa al partito renziano. «La lettera di ieri di Civati/Ferrero, sulla necessità di Milano di uscire dal centrosinistra e presentare una lista autonoma, apre due scenari, per me interessanti e auspicabili come il triplete della Juventus dice Mirko Mazzali, consiglere comunale vendoliano dal suo profilo fb – primo scenario: non si partecipa alle primarie, alle secondarie si fa una lista di sinistra/sinistra con un proprio candidato fuori da ogni coalizione, se va bene si prende il 10% , però dopo con 2/3 consiglieri all’opposizione sarà più bello urlare, opporsi, fare presidi davanti a Palazzo Marino. Secondo scenario, se possibile peggiore: non si fanno le primarie, alle secondarie si presenta una propria lista, con un proprio candidato che attacca il candidato del centrosinistra, poi al ballottaggio si va con il piattino in mano a cercare un apparentamento. Entrambi gli scenari hanno il vantaggio che si ha la sicurezza di perdere, di essere irrilevanti e quindi ci si toglie il problema di aspettare con ansia l’esito delle elezioni. Entrambi gli scenari non mi avranno in nessun modo protagonista».

«Sel ha deciso di non abbandonare e non rinunciare alla sfida di proseguire questa impresa, per continuare il governo della città di Milano da sinistra», ha detto prima di lui, la segretaria metropolitana di Sel Anita Pirovano, ai microfoni di Radio Popolare, riferendo l’esito dell’assemblea del partito terminata nella tarda serata di ieri sul tema delle primarie del centrosinistra. «Ieri sera abbiamo fatto una assemblea molto partecipata – ha spiegato Pirovano – in cui abbiamo impegnato Sel a rendere possibili e concreti due obiettivi politici: il protagonismo di Giuliano Pisapia nell’affermare l’opzione politica del centrosinistra inedito e coraggioso, invece che cedere alle lusinghe del partito della nazione in costruzione, da un lato, e poi riuscire a rendere quella proposta politica di centrosinistra la più larga, aperta e inclusiva possibile, non tanto la sintesi fra due nomi, due candidati, ma la possibilita di costruire una candidatura che sia rappresentativa di tanti e di tante».

 

2 COMMENTI

  1. Sel mi aveva quasi convinto alla nascita, Vendola con l’orecchino, l’omosessualità sbandierata con molto coraggio, poi…….poi. il milione a donverzè e altre amenità, ora il rifiuto a Ferrero e Civati……..la cadrega influisce molto, non posso rischiare di non essere ricandidato……..qualcuno che sosteneva e sostiene “due mandati e poi a casa” esiste……….(spudorati antipolitica e magari pericolosi anarchici) comunque se i sel avessero le palle basterebbero per fare la rivoluzione….. Cristo iniziò una rivoluzione con dodici contadini, con adolph nella famosa birreria di Monaco non erano molti di più no pasaran

  2. Si aprono nuovi orizzonti in Europa e non solo. Perchè, per esempio, dopo aver imbarcato le repubbliche baltiche è tempo di rivolgerci a quelle che affacciano sul Mediterraneo. Sono questi gli orizzonti che la sinistra in Italia deve guardare. E prima possibile. Peccato che per qualcuno l’orizzonte vada dal divano del proprio salotto alla poltrona di palazzo Marino.

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