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Roma, il commissario tronca gli asili, come avrebbe fatto Marino

Il piano dell’ex prefetto di Milano: privatizzare gli asili nido di Roma. Raccolta l’eredità della giunta Marino, Il 2016 di Tronca: solo austerità per conto del PD romano e del governo.

di Giampaolo Martinotti

copertina

 

Scelto per volere di Matteo Renzi, e nominato commissario ‘straordinario’ di Roma dopo la caduta dell’ex sindaco Marino, Francesco Paolo Tronca avrebbe dovuto traghettare una nave in burrasca verso il porto ‘sicuro’ delle prossime elezioni amministrative in programma per giugno. Ma le sue ultime dichiarazioni a proposito della plausibile privatizzazione degli asili nido romani hanno palesemente smascherato l’ennesima mistificazione politica del governo.

In continuità con una giunta caratterizzatasi per tagli ai servizi, processi di privatizzazione, attacchi al salario ed ai diritti dei lavoratori, folli concessioni edilizie, come nel caso del famigerato ‘stadio  della Roma’, sfratti e sgomberi, l’idea di dare in gestione ai privati una prima porzione di 17 asili è del tutto funzionale alle dinamiche politiche imposte dal Patto di Stabilità e dal ‘pareggio di bilancio’ tanto care al Partito Democratico.

Ma la torta è molto più ghiotta. Gli asili pubblici interessati nel tempo al ‘passaggio in concessione’ sarebbero più di 200 e le società private che già gestiscono numerose strutture educative per l’infanzia nella capitale si sfregano le mani. In questo contesto, come al solito, a farne le spese sarebbero i cittadini. La stabilizzazione delle migliaia di lavoratrici precarie, insegnanti, educatrici e collaboratori, diventerebbe una vera chimera, e le famiglie si vedrebbero recapitare ulteriori aumenti delle tariffe per i costi degli anni scolastici.

La reazione dei sindacati non si è fatta attendere: l’USB è sul piede di guerra, mentre Cgil, Cisl e Uil pensano ad un incontro diretto con il commissario Tronca. Non è ben chiaro però quanto un faccia a faccia possa avere risvolti risolutivi visto che il progetto di privatizzare degli asili nido comunali sarebbe già contenuto nella previsione di bilancio 2016.

È chiaro di come la ‘direzione tecnica’ della capitale sia completamente assoggettata a un modello di uscita dalla crisi economica miope. I risultati controproducenti dettati dalla linea politica del governo, quella neoliberista, sono oggi sotto gli occhi di tutti. Seguire la strategia dell’ex giunta comunale, basata sull’ingannevole logica del “privatizzare per salvare il bene pubblico”, è la riprova che la gestione emergenziale prefettizia ai tempi della crisi punta a reprimere i diritti sociali e civili restringendo il campo della democrazia.

“Questo è il ‘nuovo modello’ imposto su Roma”, dice Armando Morgia di Sinistra Anticapitalista, ed ex candidato sindaco. “Un modello al quale vogliamo opporci, insieme con tutti coloro che vogliono operare un reale cambio di passo nella costruzione di un’alternativa cittadina, che va ricercata in sintonia con quella sinistra politica e sociale impegnata da anni contro le giunte di centrodestra e di centrosinistra”.

 

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