domenica 16 dicembre 2018

Dubioza kolektiv in tour

Dubioza kolektiv in tour

 

La band bosniaca al Leoncavallo di Milano presenta Happy machine. Tre giorni in tournée italiana contro l’Eurotecnocrazia

di Maurizio Zuccari

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Quando i sette si sono messi assieme in quel di Sarajevo, nel 2003, i bosniaci avevano ancora nelle orecchie gli echi dei colpi degli snajper appostati nei dintorni e la capitale bosniaca era zeppa di macerie. Figli della devastazione della loro terra e del loro tempo, i sette giovanottini bosniaci si sono rimboccati le maniche e si sono messi a suonare un sound scatenato, un punk balcanico meno a modino dei Beirut, meno onirico dei Devotcka, ma non meno globale e brillante, a mezza via tra le atmosfere picaresche dei Gogol bordello e gli ammiccamenti sociali degli intramontabili Clash. Gli è che i Dubioza kolektiv – il nome non ha bisogno di traduzioni, ma è già tutto un programma: Collettivo dubbioso – sono quanto di meglio abbia partorito oggi la vecchia Europa e i suoi fantasmi per raccontarsi al netto di follie e distopie. Divertimento e impegno sociale, sbeffeggiamenti e battaglie civili, i sette sono in prima fila, col loro sound scatenante, nell’insurrezione culturale contro la tecnocrazia europea e le sue voracità.

Dalle proteste a Gezi Park contro Erdogan all’arresto dei fondatori di Pirate Bay, dagli sfottò a chi eregge muri per i migranti alle denunce verso la macelleria siriana, i loro testi parlano chiaro e la musica picchia duro. E piace. Al punto che ai vari festival – da quello reggae di Soča a quello promosso da Radio onda d’urto a Brescia – sbancano. Sette gli album all’attivo, come il numero dei componenti, l’ultimo dei quali, Happy machine, è un ep con soli tre brani inediti e molte partecipazioni, da Manu Chao a Roy Paci, agli spagnoli La Pegadina. Una macchina della felicità disegnata sulla copertina da Vedran Mujagić, il bassista dei sette. Gli altri nomi andateveli a cercare sul sito, dove potete scaricare gratis ogni brano del nuovo lavoro. Primo fra tutti No escape (from Balkan), dove l’allegra brigata si strappa ai lavori agresti e su un camioncino scassato si getta tra gli alambicchi della macchina della felicità. Che altro non è che l’attrezzatura con cui i nonni distillavano rakjia, la grappa locale. Eccola la ricetta per essere felici, in attesa di tempi migliori, tra ballate punk e montoni allo spiedo.

Intanto gustatevi loro, dal vivo. I Dubioza kolektiv sono in Italia per presentare Happy machine, stasera al Leoncavallo di Milano, (ore 23, euro 10), domani all’Estragon club di Bologna e il 5 marzo al Flog di Firenze. Poi i sette vanno in tour negli States, a partire da Austin e Dallas, in Texas, e lì hanno altre gatte da pelare e certezze.

www.mauriziozuccari.net

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