martedì 13 novembre 2018

Vi spieghiamo l’intesa sul pubblico impiego: una fregatura

Vi spieghiamo l’intesa sul pubblico impiego: una fregatura
Pubblico impiego suddiviso in 4 aree: i sindacati concertativi cedono al Governo e all’Aran. Ecco come funziona l’intesa
di Federico Giusti
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Era nell’aria la firma dell’accordo che riduce a 4 i comparti contrattuali nel pubblico impiego, del resto era scontato che Cgil Cisl Uil avrebbero accettato tempi e modalità di una trattativa che lascia fuori ogni contenuto reale, senza un effettivo recupero del potere di acquisto e di contrattazione, accettando la logica del risparmio in linea con i decreti attuativi della Legge Madia.
La Cgil dichiara che il Governo, ora, non avrebbe piu’ alibi per sottoscrivere i contratti  ma dimentica che  tra pochi giorni sarà pubblicato il documento di programmazione economica dentro cui troveremo le cifre per il prossimo triennio contrattuali , dimentica che la Legge di Stabilità ha stabilito l’importo per il 2016:8 euro mensili e con queste premesse non c’è da stare allegri
 
Da 11 , quanti sono oggi nella Pubblica amministrazione a 4 comparti cosi’ suddivisi

1.    Funzioni centrali

2.    Funzioni locali

3.    Sanità

4.    Istruzione e ricerca

Le operazioni di accorpamento hanno riguardato il primo (ministeri, agenzie fiscali, enti pubblici non economici) e l’ultimo settore (fino ad oggi scuola, ricerca, università e Afam erano invece ben distinte). La presidenza del Consiglio resta a sé stante, ci sembra una evidente concessione a logiche di clientela che dovrebbero essere escluse da ogni contrattazione seria, del resto dove sta la ratio che giustifica accorpamenti per centinaia di migliaia di lavoratori\trici con la salvaguardia di un comparto cosi’ esiguo?

Ma quali sono le ragioni per ridurre a 4 i comparti  della Pa?

  • Si applica, dopo anni, la Legge Brunetta che prevede tra l’altro le fasce di merito attraverso cui erogare la produttività (lasciando il 25% del personale senza un euro) . Con il rinnovo dei contratti sarà possibile applicare le famigerate fasce che alimenteranno iniquità e ingiustizie destinando i soldi di tutti ad una minoranza. Esiste una straordinaria continuità tra Brunetta e Madia in materia di pubblica amministrazione, allora quanto è stato negato a Berlusconi viene concesso oggi a Renzi. Dove sta la coerenza di Cgil cisl Uil?
  • si riduce il numero non solo dei dirigenti ma anche del personale della pubblica amministrazione, la preoccupazione dei sindacati è stata quella di salvaguardare alcune posizioni di vertice ma nessuna parola è stata spesa sulle finalità della intera operazione che pare sia condivisa da parte della triplice.
  • si taglieranno numerose voci del salario accessorio andando verso quella semplificazione che nel linguaggio Renziano significa perdita economica per i lavoratori
  • si va verso un nuovo modello contrattuale con una parte comune a tutto il settore pubblico e una parte cosiddetta speciale di comparto, magari demandando, tra una deroga e l’altra, alla contrattazione di secondo livello. In questo modo sarà piu’ facile equiparare stipendi e promuovere in futuro la mobilità tra comparti rinunciando a stabilizzare i precari e a bandire nuovi concorsi
Per salvaguardare specifiche professionalità all’interno dei comparti, ognuno avrà il suo contratto, a una parte “comune” potranno essere affiancate parti “speciali”.
Per salvaguardare gli spazi di agibilità del sindacalismo autonomo, l’accordo pensa ad una rappresentatività sindacale all’interno dei nuovi compartii n fase transitoria, salve le ultime elezioni delle Rsu ma il solito 5% tra deleghe e voti
Che l’accorpamento serva anche per mettere fuori gioco alcune realtà sindacali minori e il sindacalismo di base è cosa indubbia, del resto chiedere a cgil cisl uil di farsi paladini della democrazia nei luoghi di lavoro sarebbe come pretendere da un capitalista la tutela dei diritti di chi lavora
 
Non scartiamo quindi la possibilità di alleanza, fusioni tra piccoli sindacati per arrivare alla fatidica soglia della rappresentatività
Dal canto suo, il Governo ,per sedersi al tavolo e  discutere del rinnovo dei contratti(è obbligato a farlo da una sentenza della Corte Costituzionale che risale a luglio 2015, ossia  9 mesi fa) voleva prima i 4 comparti per avviare quel processo di ridimensionamento dei servizi e del lavoro pubblico richiesto a suo tempo dalla Troika. E puntualmente, i sindacati Cgil Cisl Uil hanno servito al Governo, sul solito piatto di argento, quanto richiesto
Per capire la portata reazionaria dell’accordo non c’è bisogno di leggere il testo finale visto che tra bozze provvisorie e documenti ufficiosi sono girate innumerevoli versioni che nella sostanza salvaguardavano l’impianto voluto dalla Ue e dal Governo Renzi
Le pietose note stampa sindacali  fanno intendere bene quali siano i loro intenti, per esempio la difesa(almeno a parole visto che i fatti fanno presagire ben altro)  dei dirigenti e delle posizioni organizzative, la salvaguardia del monopolio contrattuale di cgil cisl uil, il progressivo depauperamento delle rsu, l’assenza di una visione complessiva che tenga insieme i settori pubblici con le partecipate e gli appalti.

Definire poi , come fa la Cgil,  innovativo questo accordo significa sposarne l’impianto e la filosofia di fondo che  è quella di indebolire il potere di acquisto e di contrattazione dei settori pubblici per poi passare ad una nuova stagione privatizzatrice, affermare un modello di contrattazione al ribasso magari presentando tanti accordi di secondo livello come privilegi da abbattere

Ricordiamo che allo stato attuale, i finanziamenti stanziati dalla Legge di stabilità prevedono aumenti ridicoli pari a 8 euro al mese e se aggiungeranno risorse per i prossimi anni saremo a noi a pagarceli con la mancata stabilizzazione dei precari, il mancato turn over, l’aumento dei carichi di lavoro e il saccheggio del salario accessorio. Come accaduto con le tutele crescenti del Jobs act, gli sgravi alle imprese non servono a costruire posti di lavoro , gli sgravi  e la decontribuzione accordate alle imprese, lungi dal creare i posti di lavoro annunciati, si ripercuotono negativamente sulle pensioni future soprattutto di quanti\e avranno pochi anni di contributi. 

Da chi ha creato il Jobs act possiamo forse attenderci contratti favorevoli ai lavoratori? Chi crede a queste storielle è complice del Governo e artefice della sconfitta dei lavoratori

[federico giusti/ cobaspisa e pubblico impiego in movimento]

      

pa, fp, pubblico impiego, pubblica amministrazione, cgil, cisl, uil, renzi, madia, contratto, lavoro, lavoratori

 

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2 Comments

  1. aldo rotolo

    Dopo 8, dico OTTO, anni che non si rinnova il contratto, ci hanno accordato la miseria offensiva di 14.50 euro di vacanza contrattuale – li manderei io in “vacanza”, ma per sempre – adesso ci vengono araccontare col supporto dei sindacati compiacenti cgilcisluil col contorno di ugl e vsri autonomi/gialli che si faranno i rinnovi così al ribasso, i soldi sono quelli e basta così, che bisognerebbe mettere il Paese “a ferro e fuoco” a furia di scioperi ad oltranza, altro che mettersi a tappetino come fanni i sindacati concertisti! Ma perchè non si parla mai delle esternalizzazione di funzioni che svuotano il nostro lavoro e danno soldi ai soliti noti privati, che esistono solo per le commesse pubbliche, come nella sanità ma non solo, e che servono sopratutto a generare mazzette e malaffare nella gestione diretta e svelta di mano degli appalti? altro che risparmi si potrebbero fare rimettendo “in house” tanta parte dei servizi della pubblica amministrazione sfruttando le professionalità invece mortificate. Un esempio per tutti: quante centinaia di migliaia di € costa la comunicazione degli scavi di Pompei? dove hanno rifatto una camoagna di analisi idrogeologica che era già stata fatta due anni fà, e rifatto una campagna fotografica quando di foto di Pompei ce ne sono migliaia a partire dell’Archivio Alinari per finire quelle che si trovano in rete senza copyright? e quanto costa il progetto grafico delle brochures che poteva benissimo esser fatto da un esperto grafico interno all’aministrazione, quindi a costo zero? Ma ci sono i fondi europei da spendere…CHE FETENZIA!!!

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