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Francia, ancora violenze di polizia. Ma gli scioperi non si fermano

Cariche violente a Rennes, nel nord della Francia. Nel mirino anche i giornalisti. Ma le agitazioni continuano. Raffinerie e porti bloccati. E lunedì scioperano i lavoratori dei settori del petrolio e del trattamento dei rifiuti

di Francesco Ruggeri

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«Adesso vi sfondiamo il culo»: a ogni latitudine, i poliziotti dimostrano la stessa cura per i diritti di cittadinanza, la stessa fedeltà alla costituzione su cui hanno giurato, lo stesso linguaggio forbito e, in generale, lo stesso rispetto per la vita. Così anche in Francia dove diversi giornalisti – come scrive Brescia Anticapitalista, riprendendo Liberation – hanno dichiarato di essere stati aggrediti in modo deliberato dai poliziotti, con colpi di manganello che li hanno feriti e che hanno danneggiato macchine fotografiche e cineprese.

Intanto, a otto giorni dalla kermesse degli Europei di calcio, gli scioperi continuano in raffinerie, porti e banchine, nel settore dell’energia. Lunedi entra in azione settori altrettanto strategici come quello petrolifero e del trattamento dei rifiuti. Per il 14 giugno è in programma una grande manifestazione nazionale contro la loi el Khomri e perfino in Italia potrebbero svolgersi inziative di solidarietà.

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Vincent Feuray fotografo collaboratore di Liberation ha dichiarato che è la quarta volta che viene aggredito dalla polizia di Rennes durante manifestazioni. Giornalisti di France 3 Bretagne, di M6 e del quotidiano Ouest-France hanno denunciato di essere stati colpiti da manganellate.

La situazione tra polizia e giornalisti è diventata molto difficile e ci sarà un incontro col prefetto di Rennes per garantire l’incolumità dei reporter.

I giornalisti hanno testimoniato che le cariche con investimento di dimostranti sono avvenute a freddo, senza tiri di oggetti o provocazioni. L’attacco poliziesco che ha messo a repentaglio la vita di molte persone  è stato motivato esclusivamente dalla volontà di impedire l’invasione della tangenziale.

Sembra che alcuni “flics” abbiano perso il controllo e urlando “adesso vi sfondiamo il culo” abbiano inseguito e picchiato anche i feriti a terra e il personale medico che li assisteva.

Paura e tensione, dunque, anche oggi a Rennes, durante la mobilitazione contro la loi travail. L’ennesima manifestazione era iniziata pacificamente, con 3/400 persone dirette verso la tangenziale per bloccare il traffico.

Diversi testimoni hanno riferito della carica particolarmente rapida e brutale della polizia, a piedi e sui veicoli (questa è una novità), in divisa e in borghese, con lanci di gas lacrimogeni e colpi di flash-ball sul lato delle forze dell’ordine. Tre i feriti ricoverati in ospedale.

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