Le Havre, street art contro il jobs act: un pugno chiuso alto 15 metri

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E’ spuntato, a Le Havre, tra i container del porto, un pugno chiuso alto una quindicina di metri. E’ l’opera di un artista realizzata con la collaborazione dei portuali in lotta contro la loi travalil, il jobs act alla francese

(©LouBenoist/Photo d'archives Normandie-actu)
Un pugno chiuso in bianco e nero, alto quindici metri,  realizzato su una dozzina di container impilati nel porto di Le Havre (Seine-Maritime). Un’immagine forte, simbolo della lotta contro la loi Travail, realizzato con una certa riservatezza, dallo street artist JR, con la collaborazione attiva dei portuali di Le Havre, tra venerdì 10 e lunedì 13 giugno quando è stato rimontato sul quai de l’Europe.

Già nel 2014, JR e i portuali avevano collaborato per un’opera effimera gigantesca di street art: oltre 161 i container  dove sono stati incollati gli occhi di un giovane keniano.

(DR)
(DR)

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Checchino Antonini
Checchino Antonini quasi sociologo, giornalista e scrittore, classe 1962. Dagli anni Ottanta segue e racconta i movimenti sociali e la “malapolizia”. Ha scritto e trasmesso su Radio Città Futura, TeleAmbiente, Avvenimenti, Ultime Notizie, Liberazione, Micromega, Erre e Megafono quotidiano, InsideArt, Globalist, PostIt Roma, Retisolidali, Left, il manifesto, Diogene. Ha pubblicato, con Alessio Spataro, “Zona del silenzio”, graphic novel sul caso Aldrovandi. Con le edizioni Alegre ha scritto “Scuola Diaz vergogna di Stato” assieme a Dario Rossi e “Baro” Barilli. Il suo primo libro è Zona Gialla, le prospettive dei social forum (Fratelli Frilli, 2002). L'ultimo, per ora, è un'antologia di racconti di Gabriele Brundo che lui ha ideato e curato assieme a Rimaflow e Archivi della Resistenza: Cocktail Partigiani (ETS, Pisa)

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