mercoledì 23 maggio 2018

23 No Tav nel mirino, a urne chiuse la procura di Torino si rimette l’elmetto

23 No Tav nel mirino, a urne chiuse la procura di Torino si rimette l’elmetto

Arresti, restrizioni e obblighi di firma: ancora un attacco contro il movimento notav a poche ore dalla clamorosa sconfitta di Fassino, sindaco del partito della Tav. La testimonianza di Nicoletta Dosio

di Checchino Antonini

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«Sono arrivati verso le 7, abbiamo sentito il nostro cane abbaiare in modo diverso dal solito. Hanno buttato all’aria un po’ di cose. Cercavano un berreto, un paio d’occhiali, una maglietta. Se ne sono andati con quei cimeli. Stavolta hanno infierito sugli anziani». Nicoletta Dosio, militante no tav da sempre, racconta a Popoff l’irruzione della digos di stamattina.

Arresti, restrizioni e obblighi di firma: ancora un attacco contro il movimento notav a poche ore dalla clamorosa sconfitta di Fassino, sindaco del partito della Tav.

«Ve la siete presa? – scrive notav.info – con un tempismo quantomai sospetto, appena terminate l’elezioni di Torino, sono i pm con l’elmetto a prendersi le luci della ribalta proseguendo nella continua crociata contro i notav». La notizia è che, all’alba di questa mattina, è scattata un’ennesima operazione contro il movimento che vede coinvolti 23 notav, tra studenti universitari e ultrasettantenni, residenti in Valle a Torino e in altre città italiane. «Questa volta – si legge ancora sul sito del movimento – viene incriminata la giornata del 28 giugno 2015 quando la marcia notav ruppe i divieti e fece cadere reti e barriere con l’orgoglio!

Delle 23 persone coinvolte, 3 sono in carcere, 9 agli arresti domiciliari con le restrizioni, per tutti gli altri obblighi di firma (quotidiane per lo più). E ci sono due figure storiche del movimento No Tav della Valle di Susa – Nicoletta Dosio e Marisa Meyer – tra le persone colpite da un obbligo di presentazione periodica alle autorità di polizia.

«Alle Vallette, c’è Fulvio, valligiano di 64 anni che non ha potuto usufruire dei domiciliari perché ha scelto di vivere nel presidio che non è stato riconosciuto adeguato dalle autorità», racconta ancora a Popoff, Nicoletta Dosio. «Da questa mattina c’è una gara di solidarietà per offrirgli una casae farlo uscire di galera. Come sempre, la repressione ha fornito un ulteriore elemento di legame, di fratellanza, fra noi. Vuole essere una modalità di incutere terrore ma anche stavolta si è trasformato in un autogol. Ci troveremo questa sera, con la coscienza di essere parte di una lotta giusta, in assemblea a Bussoleno alle 21 come già previsto, per discutere insieme le prossime iniziative per la liberazione di tutti e tutte, in vista dell’estate di lotta. Come sempre decideremo collettivamente». Tra poche settimane, infatti, sono previste le iniziative della Valle ad Alta Felicità e sarà «una felicità incazzata», assicura Nicoletta Dosio che sta ricevendo molti messaggi di solidarietà tra cui quello di Sinistra Anticapitalista: «Lo stillicidio di arresti, perquisizioni e provocazioni non riuscirà a intaccare la capacità di un movimento di lunga durata come quello contro il Tav che è riuscito a sedimentare molto oltre i confini della Valle una coscienza critica diffusa contro le grandi opere e sul legame tra politica, imprenditoria, criminalità e apparati repressivi».

«La mia solidarietà a Nicoletta Dosio e a tutti gli attivisti No Tav colpiti in queste ore da misure cautelari a Torino, perchè ritenuti responsabili di “tensioni” al cantiere della Torino-Lione, a Chiomonte, il 28 giugno dello scorso anno.  Il movimento No Tav non si fermerà di fronte a quest’ennesimo tentativo di criminalizzare il dissenso, legittimo e sacrosanto, della popolazione della Val di Susa. Come eurodeputata e come militante continuerò a stare al loro fianco», fa sapere in tempo reale Eleonora Forenza, eurodeputata dell’Altra Europa.

«Non è compito di un sindaco commentare l’operato della magistratura, che, com’è noto, è un organo indipendente. C’è un clima evidente di tensione dovuto alla mancanza di risposte politiche che noi speriamo di potere colmare, riportando al centro del dibattito le legittime ragioni del no all’opera», ha dichiarato il sindaco di Torino, Chiara Appendino, in riferimento agli arresti di stamani dei No Tav.

«Solidali coi Notav. Giustizia a orologeria, stop a due pesi e due misure sempre e solo contro chi manifesta contro opera inutile e dannosa», così Paolo Ferrero, torinese e segretario nazionale di Rifondazione Comunista, sui social network.

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