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La fisicità assoluta della Carmen. Danza contemporanea a Genova

In trasferta da Bologna,  Artemis Danza ha proposto “Carmen K (Kimera)” al Festival Genova Outsider Dancer

da Genova, Claudio Marradi

CARMEN K - IRE_6465_Giuseppe Porisini

Una, nessuna, centomila… quante sono le donne che si sono riconosciute, almeno per un istante, nella tragedia di amore e morte di Carmen, la bella sigaraia zingara di Bizet?

Di certo quelle della coreografa Monica Casadei della Compagnia Artemis Danza sono in numero di sette, per altrettanti partner maschi, tutti “marchiati” dal sigillo di una rosa rossa – sul seno per le donne, sull’inguine per gli uomini – che in “Carmen K (Kimera)”, produzione inscritta nel progetto pluriennale di “Corpo d’Opera”, mettono in scena, su un tappeto di musica techno, una rilettura tutta postmoderna e remixata della celebre opera. E che nella Piazza delle Feste del Porto Antico di Genova chiude la parte di spettacoli della prima edizione del Festival Genova Outsider Dancer, traghettandolo verso l’epilogo nel 17° festival internazionale di tango argentino di Boccadasse.

In trasferta da Bologna, dove è compagnia in residenza artistica al Teatro Comunale, Artemis Danza offre al pubblico genovese del palco vista mare la visione abbagliante di una Carmen guerriera e punk che, a tratti, ricorda la sexy e letale Pris, androide in calze nere e reggicalze del Blade Runner di Ridley Scott. Un’eroina che consuma tutta se stessa in una vertigine di seduzione interamente giocata su una fisicità assoluta, a tratti ferina. Per esempio nella pièce in cui la prima ballerina si esibisce in una specie di straordinaria danza del ventre immobile e da seduta, come travolta dagli spasmi del piacere o di una tortura, tenendo il ritmo esclusivamente con le pulsazioni dei muscoli addominali che si alzano e si abbassano in una fibrillazione di desiderio, di sistole e di diastole, che rimanda al ritmo cardiaco. E’ un’interpretazione della sfortunata eroina di Bizet che si risolve in un’idea chimerica della femminilità con la “F” maiuscola, imperiosa e ancestrale, forse precedente alla ben più complessa identità stessa di Donna. E che prende in prestito tutte le spagnolesche suggestioni di tauromachia per metterle al servizio di una posizione sempre vincente nelle schermaglie della sfida alla controparte maschile. Come quando sempre lei, questa volta a seno nudo e in posa spavalda, attrae e mette in fila uno dopo l’altro, col solo movimento ipnotico dell’indice della mano, i sette ballerini maschi. Allineati come altrettanti satelliti in orbita attorno al polo magnetico dei suoi fianchi.

CARMEN K - Giuseppe Porisini

Trascorsi i primi quattro atti della prima parte dello spettacolo, la seconda si affida alle note della Carmen Suite di Rodion Ščedrin per recuperare la trama del libretto d’opera fino alla morte di Carmen che chiude la riscrittura di un tema classico e le cui figure appartengono ormai alla nostra tradizione culturale, ma filtrati attraverso sguardo e sensibilità contemporanei. E che la stessa Casadei definisce così: “Una storia, mille storie uguali a loro stesse che si ripetono nei secoli. Carmen K selvaggia, passionale, istintiva e sensuale, libera di amare e di esistere. Libertà uguale morte annunciata. Istinto primordiale di esistere, essere profondamente veri contro dominio, possesso, prigione. Il risultato è già scontato: difficile e dolorosa la vita di un essere libero e coraggioso, ma non c’è scelta. O vince la legge interiore, quella dell’anima o è preferibile la morte. Andare “incontro” e non più “contro”, il nostro aguzzino, è l’unica scelta? È possibile un’altra via? Le tante Carmen della società di oggi, possono non morire più.”

Quando al termine dello spettacolo le luci si accendono e i genovesi non fanno, per una volta, economia di applausi la sensazione è quella di ritrovarsi un po’ storditi, al cospetto, più che un palcoscenico, di un ring. Dove è andato in scena, ancora una volta, l’eterno combattimento tra i sessi che ha per posta vita e morte, gelosia e felicità, potere sull’altro e abbandono di se stessi.

CARMEN K - assieme (0)_Renato Morselli

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