So long Marianne. Stavolta davvero. L’addio di Leonard Cohen

So long Marianne. Stavolta davvero. L’addio di Leonard Cohen

Lo struggente addio di Leonard Cohen a Marianne Ihlen, suo antico amore e musa ispiratrice

di Checchino Antonini

«Beh, Marianne, è venuto il momento in cui siamo davvero così vecchi e i nostri corpi sono a pezzi e penso che ti seguirò molto presto. Ecco, io sono così vicino, dietro di te, che se stendi la tua mano, penso che puoi toccare la mia…». Una struggente lettera d’addio del cantautore Leonard Cohen a Marianne Ihlen che Cohen spesso ha definito la sua “musa”. E’ proprio lei ad aver ispirato So long Marianne, pezzo del ’67, fra i più dolci dell’artista candadese ed è morta di leucemia il 29 luglio in Norvegia, all’età di 81 anni.

Si erano incontrati sull’isola greca di Hydra nel corso del 1960, e divennero amanti e rimasero insieme per i sette anni successivi. Recita la canzone: “Ci incontrammo quando eravamo abbastanza giovani immersi nel parco fiorito color lilla ti aggrappavi a me come fossi un crocifisso mentre ci inginocchiavamo nella notte”.

E’ stato Jan Christian Mollestad, regista di documentari, ad informare Cohen della cattiva salute di Marianne e il leggendario cantautore ha risposto due ore più tardi con una lettera, che Mollestad ha potuto leggere a Ihlen.

«E tu sai che io ho sempre amato la tua bellezza e la tua saggezza – si legge ancora – ma non c’è bisogno di dire nulla di più di questo, perché di questo si sa tutto. Ma ora, voglio solo augurarti un buon viaggio. Addio vecchia amica, amore infinito, ci si vede lungo la strada».

Mollestad ha raccontato che solo due giorni dopo Marianne ha perso conoscenza scivolando verso la morte. In una lettera di risposta a Cohen per dire negli ultimi momenti di Marianne, il regista ha canticchiato Bird on a Wire, perché quella era la canzone che sentiva più vicina.

«La tua lettera è arrivata quando ancora poteva parlare e ridere in piena coscienza. Quando l’abbiamo letta ad alta voce, ha sorriso come solo Marianne poteva. Ha alzato la mano, quando hai detto che eri proprio dietro, abbastanza vicino da raggiungerla (…) E la tua benedizione per il viaggio ha dato la sua forza in più», ha scritto Mollestad.

«La prima volta che ho incontrato Marianne era appena dopo il suo compleanno nel maggio 2005 – ha ricordato Kari Hesthamar, autore di So Long Marianne (si può leggere sul profilo fb di Cohen – Una storia d’amore, e amico di Marianne –  la ricordo ancora in piedi sul ciglio della strada a indicare, più in basso, la sua piccola casa al mare (…) ci siamo seduti e ha parlato per ore al tavolo della cucina. Pochi giorni prima, mi aveva mandato una cartolina che diceva: “credo che possiamo fare qualcosa di meraviglioso insieme. “sono venuto per condividere questa convinzione in quel primo incontro, e, quindi, ho iniziato il documentario radiofonico ” So Long, Marianne “, che ci avrebbe legato insieme da quel giorno di primavera fino all’ultimo giorno. Ascoltando le canzoni di Leonard Cohen, ci si sente come se stesse cantando proprio per voi. Marianne ha avuto quel dono: ha fatto sentire che si erano visti; ha fatto a diventare una versione migliore di te stesso (…) Ha parlato di come l’amore non finisce. Le relazioni finiscono, le persone muoiono, ma l’amore che hai ricevuto rimane dentro di te, fondamenta su cui costruire…».

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Ed ecco il testo di So long Marianne
Come over to the window, my little darling,
I’d like to try to read your palm.
I used to think I was some kind of Gypsy boy
before I let you take me home.
Now so long, Marianne, it’s time that we began
to laugh and cry and cry and laugh about it all again.

Well you know that I love to live with you,
but you make me forget so very much.
I forget to pray for the angels
and then the angels forget to pray for us.

Now so long, Marianne, it’s time that we began …

We met when we were almost young
deep in the green lilac park.
You held on to me like I was a crucifix,
as we went kneeling through the dark.

Oh so long, Marianne, it’s time that we began …

Your letters they all say that you’re beside me now.
Then why do I feel alone?
I’m standing on a ledge and your fine spider web
is fastening my ankle to a stone.

Now so long, Marianne, it’s time that we began …

For now I need your hidden love.
I’m cold as a new razor blade.
You left when I told you I was curious,
I never said that I was brave.

Oh so long, Marianne, it’s time that we began …

Oh, you are really such a pretty one.
I see you’ve gone and changed your name again.
And just when I climbed this whole mountainside,
to wash my eyelids in the rain!

Oh so long, Marianne, it’s time that we began …

Traduzione.
“Vieni alla finestra, mia piccola cara
mi piacerebbe poter leggere il palmo della tua mano
pensavo di essere come uno zingaro
prima di permetterti di prendermi a casa.
Addio, Marianna, era tempo di ricominciare
a ridere e piangere e piangere
e ridere su tutto questo ancora.
Tu sai che io amo vivere con te
ma mi fai dimenticare così tanto
dimenticai di pregare gli angeli
e poi gli angeli dimenticarono di pregare per noi.
Addio, Marianna, era tempo di ricominciare
a ridere e piangere e piangere
e ridere su tutto questo ancora.
Ci incontrammo quando eravamo abbastanza giovani
immersi nel parco fiorito color lilla
ti aggrappavi a me come fossi un crocifisso
mentre ci inginocchiavamo nella notte.
Addio, Marianna, era tempo di ricominciare
a ridere e piangere e piangere
e ridere su tutto questo ancora.
Le tue lettere mi dicono che sei accanto a me ora
quindi perchè mi sento solo?
Io sono sul cornicione e il tuo bel tessuto di ragnatela
sta legando le mie caviglie ad una pietra.
Addio, Marianna, era tempo di ricominciare
a ridere e piangere e piangere
e ridere su tutto questo ancora.
Ora io ho bisogno del tuo amore nascosto
sono freddo come una nuova lametta
tu partisti quando ti dissi che ero curioso
non dissi mai di essere coraggioso.
Addio, Marianna, era tempo di ricominciare
a ridere e piangere e piangere
e ridere su tutto questo ancora.
Oh, tu sei veramente simile a una graziosa creatura
Ho visto che sei andata e hai cambiato il tuo nome ancora
E proprio quando scalai questo intero lato della montagna
per lavare le mie palpebre nella pioggia!
Addio, Marianna, era tempo di ricominciare
a ridere e piangere e piangere
e ridere su tutto questo ancora”.

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1 Comment

  1. Michele

    Articolo molto bello e storia struggente. Vi prego rivedere la traduzione del testo della canzone in modo che sia umanamente comprensibile.

    Reply

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